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Safop va all'indiana Hyt Engineering

Saranno riassunte subito 29 persone su 52. Oggi l'asta, che ha registrato oltre 100 rilanci

Safop va all\u0027indiana Hyt Engineering

Con un offerta di 4 milioni 680 mila euro l’Indiana Hyt Engineering si è aggiudicata la Safop all’asta che si è tenuta nelle aule del Tribunale di Pordenone. Dopo oltre 100 rilanci, la famiglia Teli, proprietaria dell’azienda vincitrice, ha avuto la meglio sul gruppo della famiglia Collino di San Daniele, la cui offerta si sono fermate poco sopra i 2 milioni e mezzo, e sul gruppo Cimolai che si è giocato la partita fino alla fine.

Ad assicurarsi l’azienda della Comina produttrice di macchine utensili per la quale a metà luglio il Tribunale di Pordenone aveva accolto l’istanza di fallimento da parte della proprietà cinese, è stato un gruppo che opera nello stesso settore della Safop e che produce macchine per torni a ruota per ferrovie e metropolitane, detenendo il 90% del mercato nel subcontinente asiatico. L’azienda indiana, che conta 700 dipendenti, è in forte crescita e intende espandersi in Europa cominciando proprio con l’acquisto della Safop.

Il presidente, Bhojraj Teli, che ripartirà subito alla volta dell’India assieme al vicepresidente, la figlia Rajashri, per celebrare alcune festività indiane, ha già annunciato che sarà di ritorno tra meno di due settimane e che la Safop dovrebbe ripartire a fine settembre.

Saranno 29, stando agli accordi stretti con il sindacato, i dipendenti della Safop riassunti dalla nuova proprietà indiana. Tanti erano i lavoratori che la Hyt Engineering aveva indicato di voler tenere nell’offerta presentata in busta chiusa prima dell’asta. Tra le tre proposte arrivate sul tavolo del curatore fallimentare, il commercialista pordenonese Maurizio Democrito, questa era la più generosa sul fronte dei dipendenti. La Cimolai, infatti, aveva scritto di essere intenzionata ad assumere 19 persone, quattro in più rispetto al minimo previsto dal bando, mentre il gruppo della famiglia Collino era salita a quota 23. Al momento del fallimento, i dipendenti erano 74, scesi nei mesi successivi a 52 dal momento che 22 persone hanno trovato un’altra soluzione lavorativa.

Ma il conto dei lavoratori potrebbe salire nelle prossime settimane. Il numero preciso dipenderà da quali delle 10 commesse, alcune internazionali verso India, Cina, Russia e Stati Uniti, ottenute dalla Safop prima del fallimento la nuova proprietà vorrà mantenere. La decisione dovrà essere presa entro 40 giorni dal passaggio di proprietà.

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