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Troppo Prosecco, la Regione vara lo stoccaggio obbligatorio

C’è ancora troppo vino della scorsa vendemmia, si cerca di evitare il crollo dei prezzi

Troppo Prosecco, la Regione vara lo stoccaggio obbligatorio

La Regione, su richiesta del relativo Consorzio Doc e in accordo con il Veneto, ha autorizzato lo stoccaggio obbligatorio delle eccedenze di Prosecco della vendemmia in corso. C’è infatti, come si legge nella recente delibera, uno “squilibrio fra le quantità di vino prodotte dal sistema Doc Prosecco rispetto ai volumi assorbibili dai mercati con conseguente presenza di giacenze e che tale situazione dovrà confrontarsi con le favorevoli aspettative sulla produzione della vendemmia 2019”.

In pratica il prodotto eccedente i 150 quintali a ettaro per i vigneti al terzo ciclo vegetativo e i 90 quintali a ettaro i vigneti al secondo ciclo non potrà essere immesso sul mercato.

“In effetti paghiamo la generosa vendemmia 2018 che in Friuli-Venezia Giulia ha superato i 2 milioni di ettolitri quindi oltre il 20% in più rispetto al 2017, in cui ci fu la gelata – commenta l’enologo e collaboratore tecnico della nostra testata Claudio Fabbro -. Le quotazioni delle uve 2016, 2017 e in parte anche 2018 sono state alte. Quest’anno ci riportiamo ai livelli quantitative del 2017 ma nelle cantine giace praticamente una ‘quasi vendemmia’, per contenere la quale i produttori hanno dovuto acquistare nuove vasche inox.

Il Prosecco, a differenza dei vini rossi da medio-lungo affinamento e invecchiamento, è un vino d’annata che esce dalle cantine appena pochi mesi dopo il raccolto e, quindi, se non si blocca l’immissione alla vendita sì invade il mercato e crolla il prezzo, anche sotto il costo di produzione”.

Non a caso i produttori della zona Docg Conegliano-Valdobbiadene vorrebbero emanciparsi dalla denominazione Prosecco.

Una strategia di contenimento della produzione è già stata adottata dal Consorzio Doc Delle Venezie Pinot grigio sia attraverso lo strumento dello stoccaggio obbligatorio sia con la moratoria per nuovi impianti.

Rimane il problema della Ribolla gialla che non avendo un proprio Consorzio di produzione non può adottare azioni per mantenere in equilibrio domanda e offerta.

Va detto, infine, che attualmente i tre vitigni Prosecco (Glera), Pinot grigio e Ribolla rappresentano metà della superficie vitata del Friuli.

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