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Varata a Monfalcone l'Enchanted Princess

Sarà pronta a metà 2020. Sono 92 le navi da crociera costruite nel cantiere monfalconese dal 1990

Varata a Monfalcone l\u0027Enchanted Princess

Un varo importante, quello avvenuto stamattina nello stabilimento monfalconese della Fincantieri. Così l’‘Enchanted Princess’, la quinta unità della classe Royal, costruita per la società armatrice Princess Cruises, brand del Gruppo Carnival Corporation, ha toccato per la prima volta l’acqua. Inizierà ora la fase degli allestimenti degli interni che porterà alla consegna della nave nel 2020.

Alla cerimonia erano presenti per l’armatore Firouz Mal, director new build services di Princess Cruises, mentre per Fincantieri, fra gli altri, Roberto Olivari, direttore del cantiere di Monfalcone. Madrina del varo è stata la signora Marinella Cossu, storica dipendente dello stabilimento isontino.

Realizzata sulla base del progetto delle gemelle ‘Royal Princess’’ ‘Regal Princess’, ‘Majestic Princess’ e di ‘Sky Princess’ (prossima alla consegna), costruite e consegnate sempre dallo sito di Monfalcone a partire dal 2013, inaugurando una nuova generazione di navi che hanno riscontrato un enorme successo tra il pubblico dei crocieristi, la nuova unità avrà una stazza lorda di 145mila tonnellate. 

La nave, al pari delle unità gemelle, rappresenterà un nuovo punto di riferimento tecnologico a livello europeo e mondiale per il lay-out innovativo, le elevatissime performance e l’alta qualità di soluzioni tecniche navali d’avanguardia e sarà la migliore prova che innovazione e cura del rapporto con il cliente sono leve imprescindibili per affermare la propria leadership sul mercato e consolidare ulteriormente la storica partnership di Fincantieri con il Gruppo Carnival Corporation, primo operatore al mondo del settore crocieristico.   

Il rapporto tra il cantiere di Monfalcone e Princess Cruises proseguirà con le due navi da crociera di prossima generazione da 175.000 tonnellate di stazza lorda, le più grandi finora realizzate in Italia. Le consegne sono previste per la fine del 2023 e la primavera del 2025. Le unità ospiteranno circa 4.300 passeggeri e saranno le prime della flotta dell’armatore ad essere alimentate primariamente a gas naturale liquefatto (LNG).

Fincantieri ha costruito dal 1990 ad oggi 92 navi da crociera, di cui 66 per Carnival Corporation e 16 per Princess Cruises, mentre altre 54 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del Gruppo.

La benedizione, a cura del cappellano del cantiere, don Renzo Boscarol, è stata l’occasione per il sacerdote per ricordare gli impegni sociali della grande azienda. Una data significativa: domenica 26 luglio 1869, centocinquanta anni fa, presso il santuario di Liebfrauenheide, vicino a Offenbach, davanti a circa 10mila operai di fabbrica, Wilhelm Emmanuel von Ketteler, vescovo di Magonza, ebbe parole sincere e decise sulla giustizia sociale e il futuro del lavoro, attirando l’attenzione al problema e facendosi voce del lavoratori. Il giorno dopo presentò alla Conferenza episcopale di Fulda un’ampia relazione sul tema ‘L’assistenza della Chiesa agli operai delle fabbriche’. La relazione è considerata ancor oggi la Magna Charta del movimento operaio cristiano. La Rerum novarum è del 1891”, ha ricordato don Boscarol.

“Tra gli altri, l’intervento episcopale mise in luce la questione dell’aumento del salario, tempi di lavoro più brevi, domenica libera, proibizione del lavoro infantile, delle madri e delle ragazze giovani. Soprattutto, pose il problema: la questione sociale è inseparabile dalla funzione pastorale della Chiesa, il lavoro umano come questione pastorale, insieme con la catechesi. Oggi altri problemi (dignità del lavoro e trasformazioni, globalizzazione e diritti, qualità della vita e lavoro, accoglienza ed integrazione) interpellano tutti. La Chiesa è chiamata a fare la sua parte in dialogo e collaborazione con le istituzioni della vita democratica dall’ imprenditoria, al sindacato alla politica fino alla società. Questo gesto di benedizione non è un rituale vuoto: vuole essere una premessa perché ognuno di noi si impegni a coniugarlo con lo stesso desiderio di umanizzazione e di dignità” ha concluso don Boscarol. 

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