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Bollette prescritte con nuove regole

Ecco le ultime novità in termini di morosità e diritti dei cittadini, quando il fornitore di luce, acqua e gas chieda pagamenti di debiti più vecchi di due anni

Bollette prescritte con nuove regole

Ritardi o mancati pagamenti fanno purtroppo parte della quotidianità per chi si occupa di bollette di acqua, luce e gas. Qualcosa, nella gestione delle morosità, è cambiato negli ultimi anni e continue modifiche vengono apportate alle norme. Già nella Legge di bilancio 2020 erano contenute delle modifiche alla normativa riguardante la prescrizione delle bollette, che nel 2018 era stata abbreviata, passando da 5 a 2 anni.

LE NORME - Significa che, trascorsi i 2 anni, il fornitore non potrà più esigere l’importo non pagato. Questo vale per le bollette emesse dopo il 1 marzo 2018 – data di promulgazione della legge – a patto, però, che il fornitore non abbia inviato alcuna notifica. Il termine di prescrizione, infatti, può essere interrotto solo con una lettera di diffida della società fornitrice dell’energia, inviata tramite raccomandata o con posta elettronica certificata (solo per aziende, professionisti e partite Iva). Non ha valore legale quindi né la telefonata del call center di recupero crediti, né la lettera inviata con posta ordinaria, né il sollecito contenuto nella bolletta successiva. I venditori e i gestori anche in precedenza erano tenuti a emettere una fattura separata per i dati relativi ai consumi antecedenti ai 2 anni, proprio per garantire la massima trasparenza ai consumatori. In alternativa, nella stessa bolletta, gli importi non prescrivibili dovevano essere evidenziati, in modo chiaro e comprensibile.


I TERMINI - In caso di sollecito formale, la prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente e dall’inizio dal giorno successivo, per un periodo di tempo uguale (ossia due anni). A maggio 2020, poi, la norma sulla prescrizione delle bollette è stata integrata dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), che ha imposto a venditori e gestori di adeguare l’informativa agli utenti, inserendo direttamente in bolletta tutte le informazioni relative alla prescrizione delle morosità superiori a un determinato periodo di tempo.

LE CONTESTAZIONI - Nella comunicazione in bolletta i venditori e i gestori sono sempre tenuti a informare i clienti della possibilità di contestare gli importi per periodi antecedenti ai 2 anni, fornendo un modulo con cui l’utente può comunicare la volontà di non pagare quanto dovuto. Tale modulo deve essere disponibile anche sul sito internet del fornitore e negli sportelli aperti al pubblico, così come i recapiti a cui inviare la richiesta. Infine, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni, l’Arera ha precisato che avendo la prescrizione il diritto di credito relativo ai corrispettivi dei contratti, opererà nei confronti di tutte le componenti di costo presenti in fattura sia fisse che variabili, a condizione che, ovviamente, la fatturazione o il ricalcolo si riferiscano a periodi risalenti a più di due anni. Attenzione quindi, alla lettura della bolletta in modo da poter seguire la procedura richiesta per eccepire la prescrizione del debito.

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