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Primo: non sprecare

I condomini devono essersi adeguati alle regole per un’equa distribuzione delle spese

Primo: non sprecare

Per limitare gli sprechi di energia per il riscaldamento delle abitazioni l’Italia ha dovuto adeguarsi alla direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica.
Per chi abita in condominio ciò significa ottenere una più equa suddivisione delle spese in base all’effettivo consumo, anche se è necessario rivedere i millesimi delle tabelle di consumo di calore e farli ricalcolare da un tecnico abilitato. Tutti i condomini devono essere adeguati alle norme, pena pesanti sanzioni, e l’assemblea non può modificare la loro applicazione.
Ogni appartamento dovrà avere un contatore per la contabilizzazione individuale del consumo di energia, inoltre i radiatori dovranno essere dotati di termovalvole, così da poter regolare la temperatura dei vari ambienti in base alle esigenze, tenendo presente che la temperatura media non dovrà superare i 20°C. Con la nuova tabella millesimale il criterio di ripartizione delle spese di consumo di calore prevede due quote di consumo.
La prima, fissa, è quella involontaria, cioè calcolata con le dispersioni di calore di accumulo dell’impianto nelle parti comuni condominiali suddivisi in millesimi di riscaldamento. La quota variabile o volontaria è quella che dipende dal calore dei radiatori che ogni singolo condomino decide di avere a suo piacimento, sempre rispettando i limiti previsti dalla legge.

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