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A Taipana il primo Corso nazionale di idrologia carsica

Oltre le aspettative la partecipazione degli speleologi provenienti da tutto il Nord Italia

A Taipana il primo Corso nazionale di idrologia carsica

Si è appena concluso a Taipana il primo Corso nazionale di idrologia carsica-Tecniche di tracciamento delle acque sotterranee, promosso dalla Società Speleologica Italiana e organizzato dal Centro ricerche carsiche Seppenhofer, dalla Società Adriatica di Speleologia e dal Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche coadiuvati da otto Cai Speleologia e Torrentismo del Friuli Venezia Giulia e di Liguria, Piemonte e Valle Aosta.

Sopra le aspettative la partecipazione degli speleologi, provenienti soprattutto dal Nord Italia che nei due giorni di lezioni hanno invaso il piccolo paese di Taipana dove, ospiti del Rifugio speleologico Seppenhofer, si svolgeva il ciclo di lezioni.

Lo scopo del corso era quello di mettere in grado speleologi, naturalisti, universitari e appassionati motivati a eseguire autonomamente studi di idrogeologia carsica utilizzando tecniche di tracciamento altamente specializzate e innovative.

Gli organizzatori hanno visto premiato il notevole sforzo organizzativo che, negli ultimi mesi, ha assorbito gran parte dell’attività di routine di qualsiasi gruppo speleologico. La particolare qualità del corpo insegnante ha reso l’evento un unicum in tutto il territorio nazionale e di notevole prestigio per la ricerca scientifica.

Molto motivati i partecipanti - provenienti dal Veneto, dal Trentino, dal Piemonte e logicamente dal Friuli Venezia Giulia - che hanno preso parte alla due giorni di lezioni e prove pratiche in campagna. Il corso residenziale ha potuto godere di una cornice davvero unica, anche se le condizioni meteo, in un primo momento, non sembravano favorevoli.

Gli allievi, seguiti dai migliori tecnici, chimici, geologi e idrogeologi italiani, hanno potuto seguire le lezioni in un clima di notevole professionalità tra teoria, nel rifugio, e pratica, nel vicino torrente Lieskovaz.

Soddisfatti gli organizzatori per la partecipazione - andata ben oltre alle più rosee aspettative - e l’entusiasmo dei partecipanti. Il corpo insegnante era formato dal chimico Gian Domenico Cella di Novara, dal geoidrologo Rino Semeraro di Trieste, dal geologo Federico Valentinuz di Cormons e dal geologo Maurizio Comar di Pieris, da Sergio Dambrosi di Trieste, dallo specialista in tecniche idrogeologiche Lorenzo Marini di Trieste e dal tecnico informatico Stefano Rejc di Gorizia.

Il corso, che ha preso il via sabato 17 settembre e si è concluso domenica 18, ha visto la partecipazione di oltre venti allievi. Due le sezioni di lavoro ben distinte, una basata su lezioni teoriche, dove gli allievi hanno potuto apprendere, sotto la guida degli esperti, tutti i segreti e la teoria per poter eseguire la tracciatura delle acque sotterranee, e una pratica, nella quale i partecipanti hanno potuto mettere in esecuzione le metodologie apprese per eseguire il tracciamento delle acque. Questa sessione, come detto, si è tenuta lungo il torrente Lieskovaz con l’ausilio degli strumenti elettronici, altamente sofisticati, messi a disposizione dal Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche.

"Al di la dell’utilità, è stata anche una grande festa della speleologia scientifica propiziata soprattutto dalla disponibilità dei gestori della trattoria Bar al centro di Taipana dove si è svolto il pranzo di chiusura e la consegna degli attestati di partecipazione agli allievi. In ogni caso è stato un momento di grande visibilità per il paese", commentano gli organizzatori.

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