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A Udine si formano i professionisti delle nuove varietà vegetali

Accordo firmato dal presidente dell’Ufficio comunitario delle varietà vegetali Francesco Mattina e dal rettore Roberto Pinton

A Udine si formano i professionisti delle nuove varietà vegetali

L’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (Community Plant Variaty Office – Cpvo) dell’Unione europea e l’Università di Udine collaboreranno per formare i professionisti specializzati nella protezione e valorizzazione delle nuove varietà vegetali. È quanto prevede l’accordo firmato dal presidente del CPVO, Francesco Mattina, e dal rettore dell’Ateneo friulano, Roberto Pinton. L’Università di Udine, da tempo impegnata nella costituzione di nuove varietà vegetali, è l’ateneo italiano con il più alto numero, 25, di privative comunitarie per varietà vegetali che vengono concesse dall’Ufficio comunitario.

Di queste, 23 sono oggetto di contratti di licenza concesse a imprese italiane e straniere che hanno consentito la loro diffusione in tutto il mondo. Le privative comunitarie per varietà vegetali sono la forma di protezione legale che, come i brevetti per le invenzioni, consente di trarre profitto da queste varietà per un determinato periodo di tempo.

"Questa collaborazione con l’Università di Udine – ribadisce il presidente Francesco Mattina – è un’ottima occasione per accrescere l’importante legame tra la ricerca universitaria sulle varietà vegetali, campo in cui l’Università di Udine è all’avanguardia, e la valorizzazione dei risultati tramite diritti di proprietà intellettuale. Il nostro ufficio si è da sempre impegnato per far sì che il sistema europeo di privative varietali favorisca la ricerca scientifica, così da stimolare la creazione di nuove e sempre migliori varietà vegetali a beneficio della società e dell’ambiente".

"Le privative varietali – sottolinea il rettore Roberto Pinton – sono un elemento strategico della proprietà intellettuale generata dalla ricerca universitaria sulle nuove varietà vegetali. Un versante sul quale il nostro Ateneo è impegnato da oltre 30 anni per rendere l’agricoltura più sostenibile. Grazie a questo accordo con un’agenzia europea di centrale importanza avremo la possibilità di legare ancor più la ricerca scientifica e la sperimentazione alle ricadute economiche a favore del territorio e alla formazione di nostri laureati e di professionisti in un settore lavorativo in continua espansione, anche a livello internazionale".

L’accordo consentirà di organizzare attività formative e di ricerca. In particolare, master, corsi di formazione, iniziative didattiche e percorsi di apprendimento per studenti e professionisti, con un coinvolgimento diretto, come docenti, degli esperti dell’Ufficio comunitario, dove i laureati potranno svolgere tirocini. È inoltre prevista una collaborazione in progetti di ricerca sui diritti di proprietà intellettuale, in particolare sulle privative varietali, specie sulla gestione e valorizzazione dei titoli di proprietà intellettuale. L’accordo prevede anche la disseminazione dei risultati della ricerca e dei temi della proprietà intellettuale.

Dal 1998 l’Università di Udine ha costituito 33 nuove varietà vegetali di frumento, girasole, kiwi e vite da vino. Di queste varietà, 26 sono protette con privative, in particolare 25 con privative comunitarie (2 girasole, 8 kiwi, 15 vite da vino) e una con brevetto vegetale italiano (kiwi). Inoltre, 7 varietà sono iscritte nel registro nazionale delle varietà agrarie (6 girasole, 1 frumento). Una varietà di girasole e una di frumento sono state concesse in licenza ad aziende sementiere italiane. Attualmente l’Ateneo friulano ha in corso programmi di miglioramento genetico per vite, kiwi, melo, miglio e grano saraceno.

L’anno scorso il presidente Mattina ha visitato l'Università di Udine, l'Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi Rauscedo dicendosi piacevolmente sorpreso per l’attività di sviluppo e valorizzazione delle nuove varietà di vite resistenti alle malattie, considerandolo un caso esemplare di collaborazione tra ricerca pubblica e privata.

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