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Anno pandemico, anno di transizione

Nel 2020 il comparto agricolo regionale ha tenuto e in certi settori è anche cresciuto. Il 2021, invece, si è aperto con forti segnali di ripresa

Anno pandemico, anno di transizione

Nel 2020, anno caratterizzato dalle misure attuate per contenere l’emergenza sanitaria, il settore agricolo regionale ha tenuto meglio rispetto ad altri comparti produttivi. Basti pensare che il saldo dell’occupazione dipendente nel settore agroalimentare regionale è positivo di 496 unità, in controtendenza con l’evoluzione del lavoro dell’intera economia regionale che ha registrato un saldo complessivo negativo pari a 1.096 lavoratori.
Questo è uno degli elementi che emergono dal report annuale stilato dall’agenzia regionale Ersa. I dati sul commercio estero evidenziano nel 2020 un export di prodotti agroalimentari regionali pari a 926 milioni di euro, in calo del 3,6% rispetto al 2019, mentre la bilancia commerciale è rimasta positiva con un saldo pari a più 176,5 milioni di euro, poiché contemporaneamente si è assistito alla diminuzione delle importazioni di prodotti agroalimentari, calato del 3,6 per cento.

Le maggiori esportazioni nel settore produttivo agricolo della regione sono imputabili alle colture agricole permanenti che, con un valore esportato che supera i 48 milioni di euro (più 19,6% rispetto al 2019), contribuiscono al 37% delle esportazioni di prodotti del comparto agricolo regionale. Per quanto riguarda il settore dei “prodotti alimentari, delle bevande e del tabacco”, nel 2020 i prodotti da forno e farinacei hanno superato i 189 milioni di euro in valore esportato, in crescita del 12% rispetto al 2019

VALORE DELLA PRODUZIONE - Nel 2020 il valore complessivo della produzione lorda agricola è risultato pari a 1,2 miliardi di euro Il settore più importante in termini di valore è il comparto vitivinicolo che da solo supera i 200 milioni di euro. Per quanto riguarda le colture, seguono, per importanza, la produzione di mais che, con oltre 91 milioni di euro, rimane la coltura cerealicola principale della regione e la produzione dei fruttiferi. Nel 2020, dopo alcuni anni difficili, il comparto frutticolo ha beneficiato della riduzione dei danni da cimice asiatica, che ha permesso di ottenere buone produzioni nei frutteti. L’aumento dei prezzi ha favorito la crescita del comparto, il quale nel 2020 ha raggiunto il valore di 48 milioni di euro e di cui oltre 30 milioni provengono dal comparto melicolo. Per quanto riguarda le colture orticole, risulta interessante osservare che con soli 467 ettari investiti in regione, la produzione genera un valore superiore a 24 milioni di euro.

IL PESO DELLA ZOOTECNIA - I dati Istat evidenziano anche come il valore della produzione del settore zootecnico regionale sia particolarmente importante. L’intero comparto ha generato, infatti, un valore pari a 332 milioni di euro, di cui oltre 167 provenienti dalla produzione di carni e 121 provenienti dalla produzione di latte. Per quanto riguarda la produzione di carne, le principali fonti sono state rappresentate da carne suina, che ha generato un valore per oltre 67 milioni di euro (meno 3,1%), dal pollame, che ha prodotto carni per oltre 54 milioni di euro in regione (meno 2,7%), e dalla carne bovina per un valore di 45,6 milioni di euro (meno 3,1%).

FILIERA DEL LATTE - Nel 2020 l’incremento della produzione di latte (oltre 265mila tonnellate, più 4,2%) ha portato all’aumento nella produzione di formaggio Montasio Dop, che nel 2020 ha raggiunto il record produttivo di 925.365 forme (più 10,4%) e un fatturato al consumo di 56 milioni di euro. Il trend positivo nella produzione di Montasio Dop prosegue anche nel 2021 con un aumento del 4,9% nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo 2019. Per quanto concerne il Prosciutto di San Daniele Dop, nel 2020 sono state prodotte 37.300 tonnellate di prosciutto (più 0,3%) per un fatturato di 310 milioni di euro. Anche questa Dop registra un incremento nel numero di cosce omologate del 9,2% nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo 2019, trainato dall’aumento degli acquisti domestici (più 13,1%).

CANTINE ADATTABILI - Il report di Ersa sul comparto vitivinicolo regionale mostra un settore in crescita: dal 2012 al 2020, infatti, sono stati rilevati incrementi superiori al 40% dei valori di superfici vitate, produzione (sia di uva sia di vino) e valore dei vini esportati. Ci sono due elementi che confermano l’importanza del comparto vitivinicolo in regione, accanto alla crescita appena descritta. Il primo fattore riguarda la destinazione delle superfici vitate. Il 93% di esse, infatti, può vantare la produzione di uva per una denominazione: nel 2020 il 72% delle superfici dichiarate sono state destinate a uve per vini Doc e il 21% a uve per vini Igt. Il secondo aspetto riguarda la quota della Sau regionale investita in vigneti: tale valore è pari al 13%, il più alto tra tutte le regioni del nostro Paese. Il 2020 è stato un anno caratterizzato dalla pandemia e dagli effetti che ha comportato. Il settore vitivinicolo non è stato escluso dalle problematiche derivanti da tale situazione e per valutare gli effetti della pandemia sul comparto sono stati contattati alcuni operatori del settore, a cui sono state somministrate, in modalità on-line, delle domande mirate. Dalle risposte ricevute è emersa la capacità di adattamento alla nuova situazione. (ad esempio diversificando i mercati e i canali distributivi in cui le aziende sono presenti), con la possibilità di trovare anche nelle difficoltà nuove strade da percorrere per valorizzare i propri prodotti.

CANALI DISTRIBUTIVI - Tali soluzioni potrebbero diventare, in futuro, un investimento centrale per le aziende stesse. In questo contesto sono state notate, infatti, le potenzialità offerte dalla promozione (sia tramite canali tradizionali sia tramite social network) e dal ricorso a modalità digitali anche per la vendita del prodotto. In quest’ultimo caso, ad esempio, si pone la crescita dell’e-commerce, mezzo che ha permesso di limitare i danni derivanti dalla chiusura del canale HoReCa). Gli operatori risultano sensibili anche ai temi della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica del comparto, che potrebbero diventare elementi chiave per il prossimo sviluppo dello stesso. Un dato rilevante è che non tutte le aziende contattate hanno subito un calo del fatturato a causa della pandemia. Si delinea, quindi, un settore che sa reagire e che cerca di rilanciarsi con la volontà di puntare su vini di qualità e la cui produzione avvenga nel rispetto dell’ambiente. Questi due concetti ben si sposano con le potenzialità messe a disposizione dalle attività di promozione e di divulgazione degli attuali mezzi digitali.

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