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Cosa finisce sulle nostre spiaggie

Litorale. Il mare ci ‘restituisce’ i rifiuti: il 77% è composto da plastica, ma è pieno anche di bastoncini cotonati e assorbenti

Cosa finisce sulle nostre spiaggie

Il mare restituisce cosa riceve, così anche i rifiuti. Infatti, costantemente le onda portano sulla spiaggia una grande quantità di materiali, alcuni frutto della natura, come tronchi e alghe, altri frutto dell’attività umana, come quelli di origine plastica. Questo fenomeno mondiale, chiamata tecnicamente marine litter, è in corso di studio anche da parte dell’Arpa Fvg, che da diversi anni sta analizzando il materiale spiaggiato lungo il litorale della nostra regione, da Lignano a Muggia. L’agenzia regionale effettua due campionamenti annuali, in marzo e in novembre, su dieci spiagge del litorale regionale. Dal 2015 ha raccolto 41.500 oggetti di cui il 77% è costituito da plastica.

Il restante 23% è costituito da oggetti in vetro o ceramica, rifiuti sanitari, carta e cartone, legno, metallo, tessuti e gomma. La composizione percentuale del marine litter riflette i tempi di degradazione dei materiali di cui è composto. La plastica ha dei tempi estremamente lunghi, tanto che anche dopo 30-40 anni in ambiente marino, non perde le sue caratteristiche. Altri materiali, meno resistenti, risultano invece deteriorati.


Rilevante è la quantità di rifiuti sanitari composti dai bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie e da assorbenti. La plastica presente nei rifiuti marini raccolti sulle spiagge del Friuli-Venezia Giulia è composta per il 50% da imballaggi, dei quali 56% imballaggi industriali e 37% imballaggi alimentari, per il 21% da polistirolo, in particolare cassette e loro frammenti, per il 16% da frammenti di plastica, e per il restante 11% da rifiuti derivanti dall’attività di pesca come reti, boe, corde e lenze. Tra gli oggetti raccolti, le reti da pesca abbandonate o perdute sono tra le più pericolose per gli animali che, rimanendone impigliati, si feriscono o muoiono.

La Regione, dopo averlo avviato in via sperimentale nel 2019, mette ora in campo il progetto aMare Fvg che prevede la collaborazione dei Comuni rivieraschi per la raccolta e il corretto smaltimento di questi rifiuti, anche avvalendosi di associazioni di volontariato per la pulizia non solo degli specchi d’acqua ma anche dei fondali.

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