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Crisi climatica, protesta pacifica in piazza Cavana per Extinction Rebellion Fvg

Sabato 12 giugno, un'attivista si siederà nel centro di Trieste per un'azione nonviolenta e silenziosa

Crisi climatica, protesta pacifica in piazza Cavana per Extinction Rebellion Fvg

Sabato 12 giugno, alle 17, un’attivista di Extinction Rebellion Friuli Venezia Giulia si siederà nel centro di Trieste in piazza Cavana per un’azione nonviolenta e silenziosa fatta di cartelli e lettere. Il suo messaggio per la comunità: “Sono terrorizzata perché stiamo ignorando la crisi climatica ed ecologica. Sem zelo prestrašena, ker ne upoštevamo klimatske in ekološke krize”.

L’attivista ha preparato una lettera che consegnerà ai cittadini, di cui riportiamo un estratto: “Sono sicura che anche tu senti il mio terrore. Forse quando fa capolino cerchi di non pensarci ed evitare notizie che riguardano il cambiamento climatico, ma basta niente per svegliarlo. Ti prego, cerca di non soffocarlo. Quel terrore è saggio, è una guida, è l'istinto di autoconservazione della specie umana che grida per farsi sentire, l'evoluzione che vuole continuare ad evolversi. E' la nostra unica salvezza.”

Compirà questo gesto simbolico perché è profondamente consapevole della gravità della crisi climatica ed ecologica che si sta facendo sempre più preoccupante senza che nessun governo stia prendendo le misure necessarie per affrontarla – spiegano gli attivisti -. A partire dal 1° giugno, la "Ribellione del G7" di Extinction Rebellion ha preso il via con una serie di azioni in molti paesi e città, che culmineranno con 3 giorni di proteste in Cornovaglia dove si terrà il vertice del G7 (11-13 giugno).

La Rebellion of One è una nuova forma di protesta in cui un singolo cittadino si siede in mezzo alla strada e ha già avuto luogo in tantissime altre città al mondo [Rebellion of One, Extinction Rebellion; Video di lancio dell’azione globale]. Persone sedute da sole in mezzo al traffico o in luoghi pubblici come piazze e mercati reggono cartelli che esprimono le loro paure per le guerre, la fame e le catastrofi che l’umanità sta già affrontando e sarà costretta a fronteggiare sempre di più a causa della crisi climatica e del collasso degli ecosistemi.

Il focus dell’azione si concentra sul fallimento delle nazioni del G7 nel rispettare gli impegni climatici globali che hanno preso a Parigi nel 2015, e per sollecitare i leader riuniti a Carbis Bay (Inghilterra) ad agire immediatamente per affrontare l'emergenza climatica ed ecologica in corso. Dall’inizio della pandemia, nonostante gli impegni presi, i governi del G7 hanno dirottato oltre 189 miliardi di dollari di fondi pubblici nel sostegno di carbone, petrolio e gas, mentre l’energia pulita ha ricevuto solo 147 miliardi di dollari [Report Tearfund]. Inoltre, nella maggior parte dei casi il denaro fornito alle industrie è stato concesso senza condizioni che vincolino le aziende a ridurre le proprie emissioni climalteranti – sostengono gli attivisti -. Sulla base delle politiche attuali, le temperature globali rischiano di aumentare di 2,6 °C entro il 2050. In questo scenario, i paesi del G7 perderebbero circa l'8,5% del PIL all'anno, l’equivalente di quasi due pandemie da Covid-19 ogni sei mesi [Report Oxfam & Swiss Re Institute]. Ogni giorno, l’umanità intera è testimone del peggioramento delle conseguenze della crisi climatica ed ecologica in tutto il mondo: i raccolti agricoli vanno perduti, inondazioni e incendi inghiottono città e villaggi, le persone affrontano un futuro sempre più incerto. Le nazioni del G7 sono tra le più inquinanti del mondo: rappresentano un decimo della popolazione mondiale ma sono responsabili di quasi un quarto delle emissioni di CO2. Le scelte che verranno discusse in questi giorni dai paesi del G7 saranno cruciali nel garantire una transizione verso un futuro sicuro per tutte le popolazioni del pianeta. Se questo non avverrà, tutti gli sforzi fatti finora saranno stati nulli e ci troveremo ad affrontare un catastrofico aumento della temperatura globale che metterà a rischio milioni di vite, l'economia mondiale e il mondo intero. Intervenire drasticamente sulle emissioni climalteranti è la mossa più coerente per ottenere la sicurezza mondiale – affermano gli attivisti di Extinction Rebellion Friuli Venezia Giulia -. Con amore e con rabbia, Extinction Rebellion chiede una vera transizione ecologica, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine, dell'amministrazione comunale e regionale.

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