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Fridays For Future e No Planet B tornano in piazza

Appuntamento venerdì 7 maggio per chiedere un Recovery Fund che pensi al futuro

Fridays For Future e No Planet B tornano in piazza

Venerdì 7 maggio, dalle 15 alle 19, in via delle monache 3 davanti alla libreria “Libri Usati Gorizia”, Fridays For Future Gorizia e No planet B tornano a far sentire la propria voce per un Recovery Fund che pensi al futuro. Il programma della giornata è suddiviso in quattro parti, dalle 15 alle 15.20 presentazione della giornata, dalle 15.20 alle 16.20 “Libri usati Gorizia” intervista Sara Segantin, attivista di Fridays For Future e autrice del libro “Non siamo eroi”, dalle 16.20 alle 17.20 assemblea pubblica, dalle 17.20 alle 19.00 un grande striscione invaderà la via e le persone potranno scriverci la loro rivendicazione per un futuro migliore.

"Nel mezzo delle crisi sanitaria, socio-politica ed economica che il mondo continua ad affrontare all’inizio dell’anno nuovo, i nostri governi stanno continuando a non mettere in pratica le azioni necessarie a contrastare la crisi climatica, e la salute, l’istruzione, sono lasciate da parte per i profitti di pochi - spiegano in una nota congiunta Fridays For Future Gorizia e No planet B -. La nostra generazione viene sacrificata, e tradita. Ciò di cui si ha bisogno ora non sono vuote promesse lontane nel futuro, ma obiettivi di riduzione di CO2 annuali vincolanti e tagli immediati delle emissioni in tutti i settori della nostra economia".

“Quando la tua casa è in fiamme, non aspetti 10, 20 anni prima di chiamare i vigili del fuoco: agisci subito” questo è lo slogan dei Fridays.
"L’Italia non sta rispettando l’accordo di Parigi sul clima, si sta arrendendo alla catastrofe senza davvero provare ad evitarla - affermano gli attivisti -. I fondi del Next Generation Eu assegnati alla transizione ecologica sono del tutto insufficienti, rischiano di finire alle aziende più inquinanti come Eni e Snam e di finanziare progetti verdi solo a parole. In gioco c’è non solo il futuro, ma anche la salvaguardia dei sistemi di supporto vitale di milioni di persone oggi, e delle prossime generazioni".
 
"Non staremo a guardare mentre ci viene negato tutto questo" promettono gli attivisti.

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