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Il fascino della pietra

Dolomiti friulane - Grazie a una App è possibile farsi guidare alla scoperta della Valcellina e della Val Vajont e anche incontrare i ‘fantasmi’ di Mauro Corona

Il fascino della pietra

Luoghi affascinanti da scoprire grazie a una App scaricabile sul proprio smartphone o tablet. ‘A Pietra Lenta’ è un progetto di cooperazione interterritoriale condotto dal Gal Alto Bellunese e Montagna Leader, durante la programmazione 2007-2013. Le due realtà si sono poste l’obiettivo di promuovere forme di turismo sostenibile nei territorio della Valcellina e della Val Vajont, individuando nella ‘pietra’ l’elemento d’interesse su cui attivare percorsi di scoperta e approfondimento. Da qui, la realizzazione di itinerari che mettono in rete le principali emergenze delle due aree e la creazione di momenti di sensibilizzazione rivolti agli operatori turistici. Sul versante friulano, la pietra è stata valorizzata attraverso la creazione di una sezione tematica all’interno del Centro visite di Erto e di una App che accompagnerà virtualmente i visitatori nei luoghi descritti da Mauro Corona nel libro ‘I fantasmi di pietra’.

In auto o a piedi
“Il progetto – spiega Debora Del Basso di Montagna Leader - è durato circa due anni e ci consentirà per questa estate di poter fruire di un percorso tabellato a cavallo fra Veneto e Friuli, da poter compiere a piedi o in auto, alla scoperta dei principali elementi storico-culturali e ambientali legati al tema della pietra: dal comune di Longarone, passando per Erto e Casso, sino a Cimolais ed Erto.
Si tratta di una trentina di punti che vanno di centri storici, alla frana del Monte Toc, al campanile di Val Montanaia. Il tutto sarà fruibile attraverso una cartina del territorio disponibile in formato cartaceo e scaricabile dal web”.
La app ‘Fantasmi di pietra’ nasce dalla volontà di valorizzare questi luoghi attraverso un testimonial di eccezione qual è, appunto, lo scrittore-scultore-alpinista Mauro Corona che si è reso disponibile non solo a ripercorre i luoghi descritti nella pubblicazione, ma a svelare, altri nuovi aneddoti e particolari della vita della comunità di Erto.

Racconti lungo il cammino
“L’idea – continua Del Basso - è quella di abbinare il racconto, la storia, la tradizione, con un nuovo modo di conoscere e fruire di un territorio, ovvero tramite la realtà virtuale aumentata”.
Sito di notevole interesse collegato al percorso è Cava Buscada, località raggiungibile da Erto tramite pista forestale e sentieri, posizionata a quota 1.800 metri e completamente chiusa nel 1994, diventata ora museo a cielo aperto in cui è ancora possibile scorgere le tracce della vita in cava, ma anche soggiornare nell’edificio, un tempo adibito a mensa e  dormitorio, e oggi accogliente rifugio escursionistico.

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