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Il fascino minacciato dei fiumi liberi

Isonzo - Il corso dalle acque smeraldo è uno degli ultimi a regime naturale in Europa ed è tutelato sia in territorio italiano sia in quello sloveno. Però, sul suo corso sono progettate nuove opere idroelettriche

Il fascino minacciato dei fiumi liberi

In un’Europa in cui la maggior parte dei fiumi ha subito interventi antropici di vario genere, i fiumi a flusso libero brillano come pietre preziose. Oppure, nel caso della Soca Isonzo, come smeraldi, visto che è spesso definito the emerald beauty, la bellezza di smeraldo. Parte della rete europea dei fiumi a corso libero, il nostro Isonzo è protetto in Slovenia dagli Anni ´70. La legge sulla protezione del fiume Soca e dei suoi affluenti, del 1976, è probabilmente la prima normativa finalizzata alla protezione di un fiume a flusso libero in Europa e costituisce un approccio globale per proteggere l’intero ecosistema fiume. Nel 1990, la Soca e i suoi affluenti sono poi stati classificati monumento naturale di importanza nazionale. Fanno inoltre parte della rete Natura 2000, che identifica le aree protette d’Europa. Grazie a svariati sforzi, le sue acque sono state letteralmente ‘salvate’ da impianti idroelettrici, dighe e altro, e ciononostante, sono stati realizzati alcuni impianti.


Un fiume libero e pulito non è solo una pietra preziosa, è anche una calamita per i turisti e una grande possibilità di sviluppo. Infatti, la Soca Isonzo è considerata una meta turistica di primissima caratura. Una volta passato il confine, il fiume cambia nome, ma conserva le sue splendide caratteristiche di pietra preziosa. Se in Slovenia il fiume è conosciuto per le rapide e gli sport estremi, nella nostra regione, per via della morfologia che cambia e lo rende meno irruento, attraversa la piana di Gorizia e ci regala una delle zone umide più accattivanti d´Europa. La foce dell’Isonzo e Isola della Cona, anch’esse parte della rete Natura 2000, sono un paradiso per amanti della natura, fotografi, cavallerizzi provetti, pescatori e osservatori di volatili. Per varie ragioni, gli ultimi fiumi liberi europei si trovano nei Balcani. Il Friuli in questo senso è un po’ balcanico e il suo territorio offre numerosi fiumi e torrenti che ancora godono di buona salute. In particolare, le pozze smeraldine di Tramonti di Sopra e il canyon della val d’Arzino riscuotono sempre più successo tra i turisti sensibili alle bellezze selvagge.

Tuttavia, i fiumi liberi sono ancora in pericolo: un report del 2019 commissionato da EuroNatur, Riverwatch, Wwf e Geota ha mostrato che, negli ultimi 10 anni e a livello europeo, la costruzione di opere idroelettriche non è diminuita e ben il 21% delle centrali in Europa è localizzato in aree protette. Un dato ancor piú allarmante è che la costruzione del 37% di queste centrali è prevista e non ancora iniziata. Di queste, due sono previste sulla Soca e altre sui suoi affluenti. Le centrali idroelettriche fiumi liberi portano cambiamenti significativi ai regimi idrologici, inclusa la capacitá del fiume di regolare i sedimenti e attutire la gravità degli eventi di piena. Per questo, spesso i fiumi interessati da questi impianti non soddisfano i requisiti della direttiva acque dell’UE, che è stata recentemente riconfermata.

La strada per una gestione sostenibile dei fiumi è ancora lunga. In altre regioni d´Italia e d´Europa si sta investendo per riqualificare i fiumi e riportarli al loro stato originario, con stime di spesa media intorno ai 130.000 euro per ettaro. Il Friuli-Venezia Giulia può ancora diventare in un esempio virtuoso e implementare azioni di conservazione che, a lungo termine, porterebbero a un forte risparmio e alla valorizzazione di un territorio ricco, affascinante e spesso ancora incontaminato. Le nostre pietre preziose brillano di smeraldo, acquamarina, diamanti: prendiamocene cura.

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