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Nel Golfo di Trieste avvistati piccoli esemplari di Pinna nobilis

Avvistamento dei ricercatori dell'Area Marina Protetta di Miramare. Il più grande bivalve del Mediterraneo è stato decimato da un'epidemia ed è una specie a rischio estinzione

Nel Golfo di Trieste avvistati piccoli esemplari di Pinna nobilis

Finché c'è pinna, c'è speranza. I ricercatori dell'Area Marina Protetta di Miramare annunciano così un avvistamento molto importante per la salute del nostro mare.

 

"E' la notizia che avremmo voluto darvi e l'avvistamento più bello e incoraggiante che ci abbia regalato il 2021: né branchi di delfini, grossi squali o meduse rare ma... le prime baby pinne a Miramare!".

 

Comincia così il post dell'Area Protetta che annuncia il ritrovamento di piccole Pinne nobilis, specie duramente colpita da un'epidemia, minacciata e a rischio estinzione.

 

"Dopo l'epidemia che ha colpito Pinna nobilis a fine del 2019, decimandone le popolazioni in tutto il Golfo di Trieste, oggi alcuni piccoli esemplari del più grande bivalve del Mediterraneo, nonché specie endemica del Mare nostrum inserita nella IUCN Red List of Threatened Species quale specie a rischio di estinzione, sono stati rinvenuti dai nostri ricercatori impegnati negli abituali monitoraggi delle colture a mare dell'alga Gongolaria barbata del progetto ROCPopLife”.

 

“A giudicare dalla dimensione, gli esemplari potrebbero avere qualche settimana e questo fa ben sperare nella presenza di altri giovanili lungo la costiera triestina – sottolineano -. Si tratta di un ottimo punto di partenza per il progetto LIFE PINNA del programma LIFE, di cui i nostri colleghi di Shoreline sono partner, e che vedrà il suo avvio a breve con una serie di azioni di restoration che coinvolgeranno anche l'AMP Miramare”.

 

“I baby esemplari, che avevano attecchito sui lanternet su cui stanno crescendo le piccole alghe che andranno a riforestare Miramare, sono stati raccolti dai nostri ricercatori e portati presso lo stabulario adibito all'accoglimento dei giovanili, come previsto dal progetto Life Pinna” concludono, sottolineando che “ancora una volta, emerge l'importanza dei monitoraggi come strumento di conoscenza e indagine del nostro mare”.

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