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'Caro energia, agricoltori in ginocchio'

Zolin (Coldiretti Pordenone): "Non possiamo più aspettare. Rischiamo il crack alimentare, economico e occupazionale"

\u0027Caro energia, agricoltori in ginocchio\u0027

“Così non possiamo andare avanti e non ci possiamo permettere di aspettare, rischiamo un crack alimentare, economico e occupazionale: un'azienda su tre lavora in perdita e una su dieci è prossima alla chiusura. Bisogna intervenire per contenere il caro energia e i costi di produzione con misure immediate e strutturali per salvare aziende e stalle e programmare il futuro”.
Questa la prima dichiarazione del presidente della Coldiretti di Pordenone Matteo Zolin anche a seguito delle decine di telefonate che riceve ogni giorno da parte di imprenditori agricoli associati che ormai sono allo stremo. “Ci aspetta un autunno caldissimo - continua Zolin - sul fronte economico con la produzione agricola e alimentare che in Italia assorbe l’11 per cento dei consumi energetici industriali totali”.

Il presidente della Coldiretti elenca alcuni dati: in agricoltura si registrano rincari dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi, dal +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti dove non è presente il Consorzio di bonifica. La siccità ha poi aggravato la situazione facendo schizzare i prezzi anche dei foraggi, ulteriore problema per gli allevamenti.

Coldiretti spiega come nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre tra i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali per trasformazioni o confezionamento.

Altri dati riguardano il comparto alimentare che richiede ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed elettricità, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro. Aumenti che riguardano l’intera filiera del cibo con costi indiretti che – evidenzia Coldiretti - vanno dal vetro rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, al tetrapack con un incremento del 15%, dal +35% delle etichette al +45% per il cartone, dal +60% costi per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica.

“Per questo - afferma Zolin, riprendendo anche l’allarme del presidente nazionale Ettore Prandini - abbiamo presentato a tutte le forze politiche un piano in cinque punti per garantire la sopravvivenza delle imprese agricole, investire per ridurre la dipendenza alimentare dall’estero e assicurare a imprese e cittadini la possibilità di produrre e consumare prodotti alimentari al giusto prezzo”.

Infine un auspicio: "Non possiamo perdere nei prossimi cinque anni 35 miliardi di fondi europei previsti per l’agricoltura italiana oltre la necessità di attuare al più presto le misure previste dal Pnrr. Occorre invertire la tendenza e lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole e industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”.

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