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A Moruzzo le colture seminative bio

Mercoledì 7 settembre incontro sul tema nell’azienda agricola biologica Stefano Bolzanello

A Moruzzo le colture seminative bio

L’estate che stiamo vivendo ha messo in luce la fragilità dei sistemi agroalimentari, sia nei confronti di un clima che cambia in modo rapido e imprevedibile, sia nei confronti dei mercati globali. Il biologico ha dimostrato di essere lo strumento principale per far fronte alle emergenze ambientali, climatiche, sociali ed economiche che pesano sull’agricoltura e sulla società.

Ciò ha spinto l’Unione Europea a formulare l’ambizioso obiettivo di raggiungere il 30% di SAU bio entro il 2030. Per fare biologico con successo, cogliendo tutte le esternalità positive che produce: biodiversità, mitigazione ed adattamento climatico in primis, è necessaria molta conoscenza e competenza.

Per questo motivo, nel solco del “pensare globale e agire locale”, il progetto “Voglia di Bio”, finanziato da Ersa Fvg e realizzato da Edilador in collaborazione con Aiab Fvg, propone una serie di appuntamenti in campo, per agricoltori e tecnici, tra i quali l’incontro di mercoledì 7 settembre nell’azienda agricola biologica Stefano Bolzanello di Moruzzo sul tema delle colture seminative.

Proprio i seminativi sono le colture su cui in regione c’è molto spazio di sviluppo nel biologico e, al contempo, urgente necessità di alternative al convenzionale, sia per la bassa redditività che per la suscettibilità al cambiamento climatico. Il 7 settembre ci sarà modo di conoscere consolidate esperienze pratiche combinate con robuste evidenze scientifiche, sia sul piano agronomico, che delle scelte varietali che degli aspetti economici.

Si inizierà con una visita all’azienda accompagnati dal titolare, per vedere lo stato delle colture, tra cui il miglio e il fagiolo dall’occhio; colture di particolare interesse per stagioni siccitose e per filiere più redditizie, ma anche l’infrastruttura ecologica, essenziale per la conduzione biologica.
A seguire le relazioni di Stefano Bortolussi, tecnico di Aiab Fvg, che presenterà la realtà dei seminativi bio regionali e le attività di innovazione che l’associazione conduce; Salvatore Ceccarelli, genetista di lunga esperienza internazionale, impegnato da anni nella selezione evolutiva, applicata anche in regione da quasi un decennio; Stefania Grando, genetista ed esperta di selezione e coltivazione del miglio in areali caldi e siccitosi; Paolo Parisini, presidente della Federazione Nazionale Cerealicoltura Biologica di Confagricoltura, sugli aspetti imprenditoriali ed economici del biologico.

L’ultima parte della mattinata è dedicata al confronto tra i partecipanti, ovvero agricoltori biologici e convenzionali, tecnici, trasformatori ed operatori del mercato, nonché studenti.

Il biologico è un’agricoltura intensiva, di conoscenza e non di chimica di sintesi né di energia o capitali, non a caso gli agricoltori biologici sono più giovani, con un più elevato grado di istruzione e con una maggior presenza di donne: ciò fa del bio l’agricoltura del futuro.

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