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Ad Aquileia il vino incontra la storia

Sabato 24 settembre speciale invito alla vendemmia tra le Grandi terme e l’antico Teatro

Ad Aquileia il vino incontra la storia

L’area archeologica delle Grandi Terme di Aquileia, conferita alla Fondazione Aquileia, comprende, da svariati decenni, un vigneto di circa 5.000 metri quadrati. Nell’imminenza della raccolta delle uve, la Fondazione Aquileia ha pensato di offrire ai visitatori un’esperienza unica: la vendemmia in un vigneto storico all’interno di un sito di straordinaria importanza dal punto di vista archeologico.

Sabato 24 settembre alle 9 (salvo cambiamenti causa meteo) sarà possibile partecipare alla vendemmia dell’uva rossa su prenotazione obbligatoria (fino al raggiungimento del limite dei posti previsti) scrivendo a ufficiostampa@fondazioneaquileia.it o telefonando al 331 7481829.

Il ritrovo è alle 9 direttamente nell’area delle Grandi Terme (ingresso da via XXIV Maggio). Questo appuntamento è inserito nelle Giornate Europee del Patrimonio (24-25 settembre), accanto all’ormai tradizionale open day delle aree archeologiche.

In occasione dell’evento Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, racconterà ai partecipanti la storia del territorio di Aquileia da sempre legato alla coltivazione della vite e la particolarità dell’area in cui sorge.

“Il toponimo che contraddistingue questa zona, Braida Murada – spiega Tiussi –, si riferisce ad un appezzamento di terreno (braida) prossimo ad antiche case coloniche tardomedievali, oramai scomparse, e circondato da un alto muro di cinta, demolito solo nel 1960. Il luogo è quindi di altissima suggestione, non solo per la sua collocazione accanto agli scavi delle terme costantiniane (Università di Udine) e del teatro (Università di Padova), ma anche per la sua morfologia insolitamente ondulata, determinata dalla presenza delle rovine sottostanti. La Fondazione Aquileia ha deciso due anni fa di valorizzare il vigneto ricompreso nell’area delle Grandi Terme, rivolgendosi alle aziende vitivinicole aquileiesi. Vorremmo che la vendemmia costituisse d’ora in poi un ulteriore momento per la riscoperta della storia di Aquileia, e in particolare della sua millenaria tradizione vitivinicola".

"Crediamo molto nelle potenzialità dell’enoturismo per la nostra regione – sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – e quindi puntiamo a rafforzare già dall’anno prossimo la rete di collaborazione con le aziende vinicole del territorio. Il vigneto conferito alla Fondazione nell’area archeologica delle Grandi Terme rappresenta il simbolo di una vocazione che affonda le proprie radici nel periodo romano e giunge, attraverso il medioevo, fino a noi. Il nostro compito è quello di valorizzare sempre di più questo filo rosso che lega il presente al passato, soprattutto in chiave di promozione del territorio e dei suoi prodotti d’eccellenza, anche attraverso l’organizzazione di appuntamenti culturali specificamente legati alla tradizione vitivinicola".

"La ricca tradizione ed eredità culturale di questo antico territorio rappresentano oggi, così come in futuro, un’incredibile opportunità per lo sviluppo sostenibile della città di Aquileia. La creazione di offerte esperienziali innovative, capaci di coinvolgere anche i più giovani, è una delle nostre priorità che verrà portata avanti nell’ambito di una più ampia di valorizzazione di questo sito Unesco, grazie alla solida rete di realtà ed istituzioni qui presenti – racconta Emanuele Zorino, Sindaco di Aquileia e vice-presidente di Fondazione Aquileia".

ll vigneto si estende per circa mezzo ettaro ed è composto da uve bianche di Friulano e uve rosse di Merlot.

"L'impianto ha circa 50 anni di età – spiega Antonio Clementin, dell’azienda Brojli, che, a seguito di un bando, ha stipulato un contratto di servizio triennale con la Fondazione -, ma è in piena salute, grazie anche ai pali in legno di castagno che lo sostengono. È coltivato senza l’utilizzo di diserbi chimici o di altri prodotti invasivi per ambiente e insetti, e viene seguito durante tutto l'anno, dalla potatura invernale alla fioritura e alla maturazione dell'uva, sia con lavorazioni manuali sia con attrezzatura meccanica specifica per velocizzare ed essere più efficienti".

La stagione è stata positiva nonostante le problematiche dovute alle poche precipitazioni e alla scarsità di acqua, ma la siccità ha accorciato i tempi di maturazione dell'uva e determinato la necessità di una precoce raccolta. La vendemmia sarà effettuata a mano, nel pieno rispetto della particolarità del vigneto storico e della tradizione locale.

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