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Agricoltura nella morsa degli aumenti dei prezzi

Per Coldiretti, la lista dei rincari si riflette in tutta la filiera, interessando anche trasformazione e distribuzione

Agricoltura nella morsa degli aumenti dei prezzi

Agricoltura e non solo nella morsa degli aumenti dei prezzi. La lista dei rincari – secondo Coldiretti - si riflette su tutta la filiera e riguarda le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione, con costi che pesano su cittadini e imprese, soprattutto quelle in crisi.

“Per le operazioni colturali – spiega il presidente di Coldiretti Pordenone, Matteo Zolin – gli agricoltori sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione”.

Dalle rilevazioni dell’organizzazione agricola i prezzi dei concimi sono schizzati: l’urea è passata da 350 a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano un +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono una forte impennata (+60%).

“L’aumento delle tariffe energetiche – continua Zolin - pesa sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione e la commercializzazione in una situazione ancora fortemente condizionata dall’emergenza Covid”.

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.

Il settore del latte è probabilmente quello più penalizzato; l’antitrust ha dato il via libera all’accordo che prevede un aumento fino a 4 centesimi del prezzo minimo alla stalla.

Come ha ribadito il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini: "E' necessario tutelare la dignità delle imprese di allevamento in particolare chi produce latte, da anni vittime di speculazioni sul prezzo alla stalla. Altrimenti è inutile parlare di salvaguardia dei territori, tutela dei prati, tipicità delle produzioni, spopolamento e degrado delle aree svantaggiate”.

“Il rincaro dell’energia – riprende Zolin - si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per il vino, succhi e passate, alle retine della frutta. Il risultato? Rincari per i consumatori e nessun vantaggio per i produttori agricoli”.

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