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Dolomia, risultati positivi nonostante il Covid

Il 2020 si chiude con utile netto in linea con quello, decisamente record, del 2019

Dolomia, risultati positivi nonostante il Covid

E’ un 2020 positivo pur in mezzo ad un calo delle vendite e del fatturato a causa dell’emergenza covid: Dolomia, l’acqua minerale del Parco delle Dolomiti friulane, chiude l’anno nero per l’economia mondiale con un utile netto in linea con quello, decisamente record, del 2019.

Alla fine sono stati imbottigliati quasi 90 milioni di litri di acqua, spedita in ogni angolo del pianeta grazie ad una serie di partnership commerciali che si sono rivelate vincenti. “In effetti sono risultati lusinghieri se rapportati alla crisi gravissima che ha colpito l’intero settore del beverage su scala globale – ha detto Gilberto Zaina, l’amministratore delegato -. Il nostro business si basa per due terzi sull’export e sul “horeca”, ovvero tutto ciò che ruota attorno alla ristorazione e alla caffetteria.

Il calo produttivo è stato sensibile ma gli ultimi due mesi hanno registrato una netta ripresa nelle vendite estere. Poi c’è la grande distribuzione dove, a differenza di molti concorrenti, abbiamo addirittura migliorato le performance del 2019”.

L’aver sostenuto il contraccolpo del covid e anzi esser cresciuti si spiega anche grazie all’investimento da 8 milioni di euro realizzato lo scorso luglio, con un forte ampliamento delle linee e dell’area produttiva del vetro. Puntando sul vuoto a rendere e sulle confezioni deluxe, Dolomia ha conquistato nuove fette di mercato. Le nuove assunzioni sono ovviamente rinviate al dopo pandemia quando si punta a superare quota 100 milioni di bottiglie.

Non sono mancate le collaborazioni con il territorio, la cultura e lo sport grazie alle sponsorizzazioni di eventi nazionali e locali tra cui il Giro d’Italia e Pordenonelegge. I giovanissimi campioni di scialpinismo e fondo, i friulani Mara Martini e Davide Graz, sono da qualche tempo testimonial del marchio vascellinese. Complimenti sono giunti dai sindaci della valle e dallo stesso assessore regionale alle foreste, Stefano Zannier, che ha parlato di “investimenti strategici dalle ricadute vitali per la Valcellina ma non solo”. “La speranza è che altri imprenditori seguano questo esempio perché la montagna è in grado di offrire importantissime occasioni di sviluppo che potrebbero limitarne lo spopolamento”, ha concluso Zannier.

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