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Dopo EinProsit, Udine si prende anche Borderwine

La quinta edizione del Salone transfrontaliero del Vino Naturale da Cividale si sposta nel capoluogo friulano

Dopo EinProsit, Udine si prende anche Borderwine

Una grande notizia per gli amanti del vino naturale. Borderwine - Salone transfrontaliero del Vino Naturale torna per la quinta edizione con un importante cambio di location: si sposta da Cividale a Udine e preannuncia un record di cantine presenti – oltre 70 – per la consueta festa del “ben bere e del buon mangiare” con speciali degustazioni e conferenze, aperitivi, musica e il meglio dello street food locale.

Domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno, il foyer, le terrazze e anche gli esterni del Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiteranno produttori, vignaioli, ristoratori, sommelier, guide enogastronomiche e appassionati.

“La scelta del capoluogo friulano ha una duplice valenza per Borderwine" spiegano gli ideatori, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti. "Da un lato le esigenze di location e di spazio per le sempre più numerose cantine partecipanti (basti pensare che la prima edizione del 2016 i vignaioli presenti erano solo 25). Dall’altro la crescente visibilità nazionale e internazionale dell’evento: essere a Udine ci rende più attrattivi e più facilmente raggiungibili anche in termini dell’indotto turistico che il salone può dare al territorio”.

“Udine si fa teatro di un altro evento a carattere internazionale dedicato al vino”, dichiara l’Assessore ai Grandi Eventi del Comune di Udine, Maurizio Franz. “Siamo soddisfatti di poter ospitare la quinta edizione di Borderwine, un appuntamento che da anni registra un notevole successo, promuovendo la degustazione di vini naturali, ovvero nati dal minor numero di lavorazioni. Per la nostra città sarà un’occasione unica per conoscere il lavoro delle cantine del nostro territorio, e non solo. Borderwine, infatti, è un evento che ci permetterà anche di rafforzare gli amichevoli rapporti che abbiamo instaurato con le vicine Austria e Slovenia, immancabili protagoniste di questo Salone transfrontaliero”.

Diverse novità, dunque, ma lo spirito non cambia: “Borderwine vuole essere un viaggio enogastronomico tra diversi confini, proprio come è la nostra cultura regionale, a partire dalla tavola e dal bicchiere”.

I criteri per poter partecipare come produttori a Borderwine rimangono ferrei: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Produrre vino naturale per Borderwine significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.

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