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Emergenza idrica, nuovi razionamenti sul Meduna

Il Presidente del Consorzio Colussi: "Decisione sofferta ma inevitabile, il meteo è implacabile"

Emergenza idrica, nuovi razionamenti sul Meduna

Le precipitazioni atmosferiche degli ultimi giorni non si sono rivelate sufficientemente intense e uniformi. Tanto che nulla è mutato nella consistenza delle riserve idriche a disposizione del Consorzio di bonifica Cellina Meduna, i cui tecnici guardano con speranza alle perturbazioni annunciate per le prossime ore.

Il quadro maggiormente a tinte fosche resta quello del Meduna la cui portata è scesa a circa tre metri cubi e mezzo al secondo. All’interno del bacino di Redona ci sono, al momento, poco più di cinque milioni di metri cubi di acqua, ovvero una scorta che dovrebbe esaurirsi da qui alla prima decade di agosto.

Già in queste ore la Regione ha convocato le parti sociali e lo stesso Consorzio per un nuovo tavolo di confronto sul tema della siccità.

Si rendono improrogabili nuovi razionamenti lungo l’asta del Meduna, dove non è piovuto nemmeno in occasione delle recenti ondate di maltempo”, ha commentato sconsolato il presidente dell’ente irriguo, Valter Colussi.

Va un poco meglio sul Cellina con 16 milioni di metri cubi invasati tra Barcis e Ravedis e una corrente in ingresso in diminuzione ma pur sempre vicina ai nove metri cubi al secondo. Tra l’altro, proprio la presenza di un certo accumulo idrico sul Cellina, ha permesso ai veivoli impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo scoppiato sabato notte sul monte Raut di approvvigionarsi anche da Ravedis nell’immediatezza dell’episodio. Le prossime ore saranno, quindi, cruciali per l’agricoltura del Pordenonese. A Trieste saranno assunte decisioni drastiche ma necessarie visto che ormai l’acqua scarseggia anche per gli usi civici. Una situazione di potenziale tensione che di certo non dipende dal Consorzio ma solo da un meteo decisamente inclemente.

2 Commenti
Anonimo

Forse cominciamo a guardare le altre regioni come la Sardegna. Li la gestione dell'acqua è buona e le scorte ci sono. Hanno fatto tanti invasi e ora possono stare un pochino tranquilli. Qui da 30 anni se non oltre, non si è fatto nulla. La diga di Ravedis che ci doveva proteggere dalle piene, quanto tempo e quanti soldi sono stati sprecati? Cominciamo a fare e a progettare. Certo quest'anno è ormai perso. Ci siamo seduti e confidavamo nella nostra terra generosa d'acqua che ha deciso di dire no. Arrangiatevi. Dopo li ultimi temporali quanti sottopassi, le vie sono state allagate? Perché questa l'acqua non va diretta in un qualche serbatoio? Non sono né un geologo ne un tecnico ..ma se piove io l'acqua la raccolgo come posso. Poi scommetto che alla prox grande pioggia anche la mia via andrà sotto..le caditoie alcune intasate..mai pulite non ricevono l'acqua in più. Poi visto le secche dei fiumi e dei torrenti perché nn si puliscono gli alvei dalla ghiaia ..le ramaglie ..i tronchi delle piene ..perché? Perché? Si fanno le famose tavole dove si discute e nn si fa nulla??????

Anonimo

Aggiungo..solo con la questione della mancanza d'acqua ho scoperto quanti enti si occupano dell'acqua nella nostra regione. Non so se è la colpa del campanilismo o..delle altre cose ma non va bene.

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