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Gravner e Specogna tra le 50 cantine top d'Italia

Le aziende di Oslavia e Corno di Rosazzo sono state selezionate dalla rivista Food & Wine

Gravner e Specogna tra le 50 cantine top d\u0027Italia

“E’ un panorama sempre più ricco e sfaccettato, quello enologico italiano” si legge sul sito della rivista Food & Wine “E per selezionare le migliori 50 cantine dell’ anno abbiamo preso in considerazione quattro criteri fondamentali: la capacità di fare innovazione senza tradire l’ identità del territorio, l’impegno di seguire buone pratiche agricole nel segno della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale, la capacità di esportare con successo le proprie bottiglie e di valorizzare il Made in Italy nel mondo e l’intuizione nell’offrire esperienze enoturistiche sempre più curate e sartoriali”.

Ed ecco che, tra i nomi presenti, spiccano anche due realtà del Friuli Venezia Giulia: l’azienda Specogna di Corno di Rosazzo e Josko Gravner di Oslavia.

Gravner è un vignaiolo il cui nome è intimamente legato a quello del paese di Oslavia che lui stesso ha contribuito a rendere famoso nel mondo. Un percorso che inizia da

lontano, quando, ancora adolescente, Josko comincia a vinificare le uve dei vigneti piantati intorno a casa. L’utilizzo dell’acciaio prima e della barrique poi segnano una strada che attraversa buona parte degli anni ’80 e ’90, fino alla svolta e all’introduzione in cantina delle anfore provenienti dalla Georgia.

Una viticoltura, quella di Gravner, che con il passare del tempo si è spogliata di ogni tecnicismo, figlia di un attento lavoro in vigna, dove da oltre vent’anni è bandito ogni prodotto di sintesi.

In questo territorio le viti godono di esposizioni ottimali e crescono su terreni tipicamente calcarei e marnosi. In vigna, si applicano un rigore e un metodo che riconducono alle più antiche tradizioni locali. In cantina, le lunghe macerazioni sulle bucce seguite da prolungati affinamenti in botte e bottiglia sono conseguenze di un percorso volto alla valorizzazione non solo delle uve ma di tutto il territorio in sé.

I fratelli Cristian e Michele Specogna rappresentano, invece, la terza generazione di questa famiglia di vignaioli che iniziò la sua avventura nel mondo del vino nel 1963 sulle splendide colline della Rocca Bernarda. Un fattore che contraddistingue la Cantina Specogna è indubbiamente l’attenzione all’impatto ambientale e sociale.

“Il nostro approccio all’agricoltura nella gestione dei vigneti segue i dettami della conduzione biologica", spiegano. "Inoltre, in azienda abbiamo installato una serie di impianti fotovoltaici che ci permettono di essere indipendenti come consumo elettrico; abbiamo anche dato avvia alla produzione di miele, inserendo delle arnie d’api all’interno delle nostre colline per valorizzare l’attività di questo insetto così fondamentale per l’ambiente; e abbiamo aumentato la superficie a bosco delle nostre tenute proprio per creare ancor più biodiversità. In poche parole, non vogliamo far altro che garantire equilibrio all’ecosistema, sia per valorizzare la qualità, sia per sottolineare che questo è l’unico percorso che ci può permettere davvero di mantenere integro questo territorio e, al tempo stesso, valorizzarlo”.

Due realtà che ben rappresentano la grande eccellenza qualitativa che le colline del Collio e dei Colli Orientali possono esportare nel mondo e dimostrano nuovamente la potenzialità e i prestigiosi risultati che il comparto enologico del Friuli Venezia Giulia riesce a raggiungere.

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