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La Cantina Produttori Cormòns entra nella Doc Friuli

Il Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia è costituito da ventidue soci fondatori

La Cantina Produttori Cormòns entra nella Doc Friuli

La Cantina Produttori Cormòns entra nel Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia. Riconosciuto già nel 2016, il Consorzio si è costituito lo scorso 17 dicembre 2019, con lo scopo principale di tutelare e promuovere la denominazione regionale.

Un nuovo “brand” di riferimento che vuole riunire tutti i produttori della Doc Friuli, sempre in collaborazione e nel rispetto delle varie denominazioni già esistenti, che restano espressioni autentiche e caratteristiche delle diverse aree regionali. Affidato alla presidenza di Giuseppe Crovato, il Consorzio è costituito da ventidue soci fondatori, tra cui anche la Cantina Produttori Cormòns, che fin dall’inizio si è impegnata nella costituzione dello stesso come mezzo per diffondere e valorizzare le eccellenze regionali.

Fra i componenti del Consiglio di Amministrazione c’è, infatti, anche il presidente della Cantina, Filippo Bregant, come rappresentante ufficiale di una delle più importanti realtà cooperative del Friuli, costituita da più di 100 associati e con 51 anni di vita. La Cantina si trova nel cuore della pianura isontina, e ha deciso che le circa 500mila bottiglie fino ad oggi etichettate Doc Isonzo e Igt rientreranno nella Doc Friuli.

Questo passaggio legato alla territorialità e all’identità del cosiddetto “Vigneto Friuli” riguarderà le varietà: Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Friulano, Traminer e Malvasia, fra i bianchi, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, fra i rossi.

"I vini di pianura hanno caratteristiche organolettiche diverse da quelli della collina perché nascono da terreni ghiaiosi, sufficientemente forniti di calcare - spiega il direttore generale Dal Zovo -, a volte argillosi e possono regalare prodotti interessanti, longevi e contemporaneamente di facile beva. Penso a Malvasia, Traminer e Sauvignon". La Doc Friuli rappresenta la superficie più vasta di rivendicazione e raccoglie un insieme molto eterogeneo e ampio della produzione vinicola regionale.

"Un concetto che è in linea con la ricchezza della nostra produzione - dichiara Filippo Bregant - e può diventare occasione per ottimizzare iniziative di comunicazione e promozione più incisive sui mercati interni ed esteri, evitando la frammentazione del marketing".

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