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La spesa degli udinesi è sempre più attenta alla sostenibilità

Lo rileva l’Osservatorio Reale Mutua sull’agricoltura in collaborazione con Slow Food

La spesa degli udinesi è sempre più attenta alla sostenibilità

La sostenibilità guida sempre più le propensioni degli udinesi in fatto di spesa agroalimentare e, insieme alle attenzioni verso l’ambiente, si arricchisce di importanti componenti sociali. Prima ancora di fattori come marca, packaging, aspetto del prodotto e persino di un’attenta lettura dei valori nutrizionali e del tempo a disposizione per cucinare, un abitante di Udine su cinque (19%) considererebbe molto importante nelle decisioni di acquisto la trasparenza sia sulle origini sia sulle modalità di produzione, allevamento e coltivazione - che generalmente non sono indicate sulle confezioni e le etichette - a cui si aggiungono, per uno su dieci (11%), anche valori come la tutela delle condizioni di lavoro delle persone nelle filiere.

Lo rileva l’Osservatorio Reale Mutua sull’agricoltura in collaborazione con Slow Food.

Questo approccio responsabile e consapevole si traduce in un’elevata propensione all’acquisto di prodotti del territorio (24%), considerati garanzia di cibo sano e sostenibile. Sulla stessa linea, largo anche ai prodotti di stagione (43%), anche per sostenere le economie agricole locali e perché ritenuti più buoni di quelli fuori periodo.

Nella settimana tipo, oltre nove udinesi su dieci (93%) preferiscono i cibi freschi a quelli precotti, pronti o surgelati e se il supermercato resta il canale preferito (89%) una fetta consistente guarda anche ai mercati di zona (22%).

Dai valori al carrello, in che cosa si traducono le scelte di acquisto e consumo degli udinesi? Uno su quattro (24%) dichiara di consumare frutta più volte al giorno, e un altro 35% una volta al giorno. La verdura si attesta rispettivamente al 33% e 43%. Pasta e riso sono consumati una volta al giorno dal 35%, quasi uno su tre (30%) mangia i legumi due o tre volte a settimana e il 37% mangia con la stessa frequenza i cereali. Tra gli altri dati di rilievo, il pesce finisce nel piatto del 50% una volta a settimana, come la carne rossa (54%), mentre a essere mangiata con più frequenza è la carne bianca (due o tre volte a settimana dal 67%).

“La sostenibilità è un motore di benessere per il pianeta, la società e le persone ed è positivo rilevare un’importante sensibilità a questo tema anche nelle scelte alimentari", commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand del Gruppo Reale. “Come Reale Mutua siamo storicamente legati al mondo dell’agricoltura e da sempre a fianco delle persone per proteggere la loro salute. Siamo orgogliosi di collaborare con Slow Food in questa nuova edizione dell’Osservatorio con cui intendiamo ribadire la centralità dell’alimentazione e di corretti stili di vita per la salute e il benessere”.

“I dati dell’Osservatorio Reale Mutua suggeriscono che gli italiani hanno acquisito una sempre maggiore consapevolezza rispetto ai valori legati a un cibo buono, pulito e giusto: territorialità, stagionalità e la ricerca di prodotti non processati lo testimoniano. Ma c'è di più: inizia a diffondersi anche la consapevolezza che un regime alimentare è sano non solo quando è adeguato dal punto di vista nutrizionale, ma se promuove la salute umana e rispetta quella del pianeta", commenta Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. "Questa sensibilità degli italiani può essere una grande chance che, soprattutto in questo frangente storico, non può essere sprecata. Sprecata: la politica deve dare risposte precise e mettere in campo strumenti che consentano scelte alimentari consone e garantiscano la massima trasparenza della filiera produttiva a cominciare dalle etichette, chiare ed esaustive di tutti i valori che gli italiani vogliono ritrovare nel loro cibo”.

*Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere ed area geografica.

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