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Siccità, si studia un piano per salvare l'agricoltura

Il punto sull'emergenza idrica nell'incontro tra Regione, Consorzi di bonifica e associazioni di categoria

Siccità, si studia un piano per salvare l\u0027agricoltura

Quasi un centinaio di milioni di euro, tra fondi della Regione e risorse del Pnrr, sono previsti nell'ambito dell'agricoltura del Friuli Venezia Giulia per far fronte alla crisi idrica e al cambiamento climatico nei prossimi anni. Venticinque milioni sono già stati finanziati negli ultimi quattro anni dalla Regione per la riconversione dei sistemi irrigui da parte dei Consorzi di bonifica e delle imprese. Altri 18 milioni sono stati stanziati quest'anno dall'esecutivo regionale per la progettazione e la realizzazione di bacini idrici irrigui sui diversi territori regionali. A questi fondi si sommano poi le risorse del Pnrr che andranno a finanziare i progetti presentati dai Consorzi in partnership con l'amministrazione regionale.

A illustrare il quadro degli interventi sul fronte della lotta alla siccità e al cambiamento climatico è stato l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alle foreste Stefano Zannier nell'ambito di un incontro con i tre Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia e con tutte le associazioni di categoria del mondo agricolo questa mattina a Udine. Il vertice è servito per fare il punto anche sulla difficile situazione attuale legata alla grave siccità che sta colpendo ormai pesantemente anche il territorio della regione.

Il sistema agricolo del Friuli Venezia Giulia, in tutte le sue componenti - le associazioni di categoria, i Consorzi di bonifica e la Regione - oltre a essere impegnato sul fronte dell'emergenza attuale, ha già pianificato le direttrici su cui deve operare e oggi sta pianificando i progetti da realizzare. Interventi che andranno verso l'alta efficienza sull'utilizzo della risorsa idrica, migliorando sia la distribuzione che la raccolta dell'acqua.

Zannier ha confermato poi gli investimenti e ha sottolineato come in questo momento l'intero sistema dell'agricoltura del Friuli Venezia Giulia sta lavorando insieme e sugli stessi obiettivi proprio per far fronte al problema della siccità che in futuro richiederà sempre maggiore attenzione. Il cambiamento climatico avrà effetti anche sul fronte delle tipologie di colture dove ci saranno necessariamente delle modifiche. Alcuni terreni dovranno essere riconvertiti a determinate colture che si adatteranno meglio al clima e alle condizioni che sono in mutamento.

Sia per sperimentare e fare conoscere gli innovativi sistemi ad alta efficienze nell'utilizzo dell'acqua che per valutare i cambiamenti nelle tipologie delle colture, la Regione, con l'Ersa, sta attuando una sorta di azienda-pilota nell'utilizzo dei nuovi sistemi che consentono la riduzione dei consumi idrici e l'efficientamento produttivo a parità di superfici coltivate.

Si tratta di un'impresa agricola modello, con superfici di coltivazione medie di un paio di ettari paragonabili a quelle di un'azienda "vera", dove saranno realizzati degli impianti ad altissima efficienza già oggi disponibili e utilizzabili in modo che tutti gli operatori del settore possano toccare con mano l'irrigazione del futuro con sistemi a alta efficienza. Processi che già oggi, come ha sottolineato l'assessore, sono utilizzabili con ottimi risultati in termini di colture e sul fronte dei risultati economici. Ogni agricoltore potrà così vedere come, per le diverse colture trattate, con i sistemi moderni ed efficienti di irrigazione quanto si si produce, con quali costi e quanto si può risparmiare non solo in termini di risorsa idrica ma anche in ore lavoro.

Una sorta di "scuola" per l'alta efficienza nell'uso dell'acqua. Sul progetto che l'Ersa sta per realizzare la Regione ha già investito 150 mila euro. Questa, come ha ribadito l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, è l'unica strada su cui bisognerà puntare visto che la risorsa idrica sarà sempre più limitata. Tutto il sistema dell'agricoltura del Fvg, è stata la conclusione dell'assessore, dovrà giocoforza andare verso questa direzione visto che la disponibilità d'acqua non sarà più quella che si è avuta in passato. Come già la grave situazione di siccità di quest'anno sta dimostrando. 

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