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Un’estate… poco frizzante

A causa dell’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti scarseggia l’anidride carbonica che serve a gassare acqua e bevande

Un’estate… poco frizzante

Quella del 2022 potrebbe essere un’estate poco frizzante. A mancare non è il divertimento, ma l’acqua gassata. Con l’aumento dei costi dell’energia, infatti, l’estrazione delle risorse, anche quella dell’anidride carbonica, diventa difficoltosa e c’è il rischio che le acque in bottiglia perdano le bollicine.

La prima a lanciare l’allarme è stata ‘Sant’Anna’ che ha bloccato la produzione di acqua frizzante e il problema si estende a tutte le sue bibite gasate. In Friuli Venezia Giulia sono tre le aziende che producono acqua minerale: ‘Goccia di Carnia’, ‘Dolomia’ e ‘Pradis’. Abbiamo chiesto agli amministratori delegati, se hanno riscontrato le stesse difficoltà.

“I problemi – dice Samuele Pontisso di Goccia di Carnia – riguardano tutti i settori. Al momento, non abbiamo ancora mandato in rottura gli stock, ossia non abbiamo ancora esaurito le scorte. Di sicuro l’allarme lanciato da ‘Sant’Anna’ ha fatto molto scalpore, ma noi abbiamo evitato il pericolo, avendo organizzato gli acquisti in anticipo e, devo ammetterlo, grazie a un po’ di fortuna”.

Il problema è stato aggirato acquistando all’estero. “Abbiamo comprato - continua l’amministratore delegato - a costi proibitivi nei Paesi del Nord e l’ultimo rifornimento lo abbiamo fatto a Vienna. Purtroppo, per la rottura dell’impianto, il maggiore produttore di gas italiano, Yara di Ferrara, che produceva il 40% del fabbisogno, ha deciso di non far ripartire la produzione che non era più conveniente, visti i costi alle stelle dell’energia. Purtroppo ora, per abbassare i prezzi, bisogna andare solo all’estero”.

Ovviamente, a pagare sono sempre i consumatori. “Tutti i prezzi stanno registrando un’impennata”, conclude Pontisso. “Noi ancora non abbiamo adeguato i costi, anche se l’aumento non è più annuale, ma settimanale”.

“Attualmente – spiega Gilberto Zaina di ‘Dolomia’ -, riusciamo a produrre il 60-70 per cento dell’acqua frizzante che ci serve. La crisi è cominciata da due mesi, ma, al momento, riusciamo a tamponare l’emergenza, anche se serve più tempo e bisogna fare giri più lunghi, per fare approvvigionamenti all’estero. Incide anche l’aumento del costo della plastica”.

Non è preoccupato Luca D’Agostino di ‘Pradis’: “La crisi non ci ha toccato, ma noi non facciamo grandissimi volumi. Produciamo circa 4,5 milioni di bottiglie di acqua all’anno, sia naturale sia frizzante”.

4 Commenti
franco.marizza@tin.it

Scarseggia, innanzi a tutto, perché c'è stata la rottura dell’impianto, il maggiore produttore di gas italiano, Yara di Ferrara, che produceva il 40% del nostro fabbisogno.- Che poi non lo vogliano riparare perché poco remunerativo è un discorso che comprende molte aziende italiane, in tutti i settori. -

Anonimo

Chiaro.. si compra all'estero e si alza il prezzo

mariopompiere

Ce ne faremo una ragione.

Anonimo

Basta che nn ci manchi quella del rubinetto che è buona lo stessoemoticon

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