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Vendemmia, anche in Fvg mancano le mani

Le aziende vitivinicole denunciano la scarsità di manodopera. I giovani ‘latitano’, anche se lo stipendio è più che dignitoso

Vendemmia, anche in Fvg mancano le mani

E’ quasi tempo di vendemmia. Le aziende non hanno ancora fissato la data di parenza, perché la siccità di questa estate ha messo a dura prova le coltivazioni e forse sarà necessario partire in anticipo rispetto allo scorso anno. Comunque sia, settembre è alle porte e il problema più grave, anche se non è una novità, è la mancanza di manodopera.

“Abbiamo cominciato a cercare persone disponibili – spiega Dario Ermacora dell’omonima azienda vitivinicola di Ipplis di Premariacco – con largo anticipo, ma purtroppo non si trovano. D’altra parte, vista l’annata contraddistinta dalla grande siccità, la raccolta dell’uva non potrà essere esclusivamente meccanica e abbiamo assolutamente bisogno di manodopera”.

All’appello mancano giovani vendemmiatori, ma anche i pensionati che per tanti anni hanno rappresentato lo zoccolo duro tra i filari. “Purtroppo, non soltanto gli anziani sono andati a esaurimento. I giovani non sono assolutamente disponibili. Restano gli stranieri”. Eppure, vendemmiare garantisce un bel gruzzoletto.

“Noi paghiamo – spiega il viticoltore – 7,90 euro all’ora netti per sei giorni alla settimana e in media si lavora per 15-20 giorni effettivi, a meno che non si debba fare una pausa per passare a un’altra varietà, o in caso di pioggia, e allora si potrebbe lavorare un mese e dieci giorni. Facendo i conti, si possono guadagnare in totale 1.300 euro che di certo non cambiano l’economia della propria famiglia, ma danno valore e dignità alla giornata, perché comunque si è stati utili”.

Per Ermacora, il reddito di cittadinanza ha peggiorato la situazione. “La mancanza di manodopera si riscontra anche nell’artigianato, nel commercio o nel turismo. Se pensiamo che in Italia prendono il reddito di cittadinanza tre milioni e mezzo di persone, un numero superiore a quello dei dipendenti pubblici, credo proprio che ci sia qualcosa che non funziona. Intendiamoci: io non sono contrario a questa misura, ma deve essere riservata soltanto a chi non può fisicamente lavorare”.

Per il viticoltore ci potrebbe essere un’unica soluzione. “Bisogna fare una riflessione sera a livello governativo e capire che deve essere firmato un patto tra mondo lavorativo e produttivo. Solo chi non può lavorare e non ce la fa ad arrivare a fine mese, pur lavorando, dovrebbe essere aiutato. Il lavoro deve essere di nuovo vissuto come un’opportunità, anche educativa”.

Ha risolto la situazione in partenza Valter Scarbolo, titolare dell'omonima azienda di Cividale del Friuli che si prepara a vendemmiare con almeno dieci giorni di anticipo rispetto al 2021, vista la siccità e la poca pioggia, “se non quella - dice Scarbolo - caduta a macchia di leopardo”.

“Noi abbiamo una squadra scelta – spiega il viticoltore – che chiamiamo in diverse occasioni durante tutto l’anno. Hanno un contratto e li paghiamo 18,50 euro lorde all’ora più Iva. Si vendemmia dalle 7 di mattina per evitare il caldo del pomeriggio”.

Nonostante le condizioni di lavoro favorevoli e lo stipendio decoroso, i giovani non sono assolutamente attirati. “Trent’anni fa si presentavano in azienda a chiedere lavoro i genitori, presentando i propri figli, o si proponevano gli stessi ragazzi. I più volenterosi, ovviamente, o quelli che magari non potevano aspirare a nient’altro per capacità. Chi era particolarmente dotato magari cercava altrove. Ora anche i genitori non mandano a lavorare i figli. Preferiscono che si godano le vacanze, soprattutto se si sono dati da fare durante l’inverno nello studio, per esempio. D’altra parte, ai miei tempi si andava a vendemmiare o a cercare un altro lavoretto estivo, per comprarsi il motorino. Ora i genitori lo regalano ai figli appena compiono 14 anni, anche prima che glielo chiedano. Perché dovrebbero faticare?”.

9 Commenti
gipa

Bene! Ho passato in.telefonici a dei miei conoscenti disoccupati. Vedremo che dicono

Anonimo

Ci faccia sapere per favore

gipa

Come volevasi dimostrare: le due ditte dell'articolo hanno detto che prima assumeranno quelli che hanno vendemmiato l'anno scorso, la seconda... farà sapere e una terza sono in ferie.
Articolo inutile e fuorviante senza le doverose verifiche.

Anonimo

Come tanti articoli che si scrive..bisogna "dare" qualcosa e basta. Poi sia vero o no vabbè domani chi se lo ricorderà

ilfurlanoradicato

Ma stiamo scherzando??? Si lamentano pure che non trovano lavoratori a meno di 8 euro? Cioè dovrei lavorare per dare dignità alla giornata? Per essere stato utile? Iniziate voi schiavisti a dare dignita ai lavoratori. Perchè non fate la vendemmia alzando i vostri di sederi? Volete che vi do una mano? Ok. 30 euro all'ora nette per per 4 ore al giorno, con pausa di 10 minuti ogni ora e 10 euro al giorno per il pranzo. Altrimenti iniziate a imbottigliare acqua naturale. Vergognatevi.
personalmente faccio dropshipping e vendendo apparecchi cinesi per eliminare zanzare faccio 1000 euro al giorno.....

Anonimo

I ragazzi non hanno tempo..sono occupati a fare il casino a Jesolo e imbrattare in giro tanto poi l'avvocato eventuale tale lo pagano i genitori. Sevi ha sottolineato i prezzi di anni fa ..lei almeno ha ha avuto una offerta mio marito lavorava gratis nei campi dei suoi parenti poi "in prestito" da altri. Per comprarsi qualcosa lavorava nelle serre e abitava in centro di una grossa città. Questi erano altri tempi ma bisogna mettersi in testa che come sono passati così possono ritornare. Tanti ragazzi lavorano specie nel turismo nella ristorazione ..non sono tutti fannulloni.

Sevi

Tanti anni fa ho aiutato a vendemmiare in una azienda gestita da un conoscente. Ho scoperto alla fine che la paga era 5 mila lire... al giorno. Ho riso e mi sono rifiutata di accettarli e va da se che non ho mai più pensato di prestare le mie braccia all'agricoltura. Come in tutti i settori, avete bisogno di lavoratori o schiavi? I lavoratori vengono pagati adeguatamente, se necessario anche tagliando i profitti del proprietario, altrimenti vada nei campi lui e tutta la sua famiglia.

luca-DUCK

Ha perfettamente ragione. La paga oraria minima dovrebbe essere di almeno 9 €/ora. Il settore agricolo offre "lavoro" per massimo 2 mesi. Il contratto applicato sarebbe quello di "bracciante agricolo". Purtroppo le aziende agricole sono aziende borderline con capitali di investimento bassi. Molto spesso anche in regione si riscontrano casi di caporalato e lavoro nero. Spesso il "bracciante" lavora non protetto da DPI e non ha nessun benefit eccetto il salario che é al di sotto del salario minimo. É molto difficile che una azienda agricola piccola riesca ad avere alti guadagni anche in considerazione di fattori di rischio molto alti, non solo legati alla stagione ma anche alla lavorazione e allo smercio del vino che dopo la Brexit e anche in seguito alla guerra in Ukraina, ha subito forti contrazioni della domanda estera. É semplicistico dare la colpa al reddito di cittadinanza che tutela in genere persone disabili o persone assolutamente indigenti. Anche in agricoltura occorre la formazione e spesso i "braccianti" vengono assunti senza nemmeno valutarne bene lo stato di salute. In tanti paesi europei, la carenza di manodopera in agricoltura viene risolta importando manodopera dall'estero (soprattutto Polonia ed altri paesi emergenti). Qualche fattore offre anche l'alloggio, visto anche il fatto che spesso il lavoro in agricoltura si interrompe a causa di intemperie e agenti atmosferici. Inoltre i pagamenti degli operai slittano sempre all'ultimo giorno, spesso subiscono ritardi. In tanti altri paesi invece (come in Inghilterra), la paga é settimanale e non dopo la fine della vendemmia. Il calcolo delle ore lavorate é equivocabile spesso, perché difficilmente usa sistemi tracciati. Gli studenti che vogliono fare la vendemmia dovrebbero essere aiutati con un anticipo sulla prestazione al 5% o 10% per sostenere almeno le spese di trasporto (le aziende agricole sono tutte in posti non serviti dal trasporto pubblico licale e se non si ha l'auto e i soldi per la bensina, non si raggiunge l'azienda su strada bianca). Il lavoro di vendemmia l'ho fatto anche io da giovane e nella mia epoca (1990) si prendeva 800.000 lire per due mesi di lavoro, lavorati a singhiozzo per colpa del tempo. Il problema non é il reddito di cittadinanza ma l'imprenditore che non sa innovarsi e non sa organizzare le persone.

Sevi

luca-DUCK, perfettamente d'accordo. Gli "imprenditori" italiani dalla piccola alla grande azienda sanno solo lamentarsi dei dipendenti, lamentarsi delle tasse. Cercano in tutte le maniere di pagare poco e con molta irregolarità le persone che lavorano per loro. Ma quando gli si dice di aggregarsi, fare gruppo e impegnarsi per migliorare il proprio settore, quella volta ognuno scappa, fuggi-fuggi generale, e ognuno ritorna al proprio orticello. Così in tutti i settori e in tutta italia.

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