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Commercio, la durata dell’apnea sarà determinante

Due settimane o due mesi di serrata? Per la sopravvivenza delle attività è determinante il fattore tempo. E anche i media

Commercio, la durata dell’apnea sarà determinante

Il fattore tempo non incide soltanto sugli esiti della battaglia sanitaria contro il Coronavirus, ma anche sulla capacità di ripresa dell’economia e, in particolare, del settore del commercio. Lo spiega Antonio Maria Bardelli, patron del centro commerciale Città Fiera di Martignacco, il più grande complesso emporiale e dei servizi della regione.

Come è stata gestita la chiusura dei negozi all’interno del vostro centro? “Ci siamo attenuti alle disposizioni ministeriali e regionali dando libertà ai singoli operatori di decidere in autonomia”.

Quanto può resistere secondo lei il sistema economico italiano così bloccato? “La risposta a questa domanda è strettamente legata alla durata del blocco e dalle misure che il governo metterà in campo. Su questo tema vorrei citare quanto Carlo Bonomi, presidente di Assolombardia ha dichiarato in un’intervista: È prioritario guardare avanti con una strategia chiara che abbia un orizzonte temporale di lungo periodo e che sia inserita in un contesto internazionale. Va recuperata la cooperazione tra pubblico e privato che ci ha già rialzato più volte dalle crisi che il nostro Paese ha affrontato nella storia”.


Già si parla che nulla sarà come prima. Lei come pensa che cambierà il commercio dopo il Corona Virus? E saranno cambiati anche gli stili di consumo dei friulani? “Anche questa risposta è strettamente legata all’orizzonte temporale, lo scenario cambierebbe totalmente se la situazione si prolungasse per due settimane oppure per due mesi. Penso sia importante in questo caso anche l’atteggia mento che le persone avranno rispetto alla crisi: se sarà propositivo sicuramente saremo in grado di rialzarci più facilmente. E l’atteggiamento dei media in questo è fondamentale. L’influenza che la comunicazione ha in questo momento è rilevante e potrà concorrere a favorire o sfavorire la ripresa globale”.

Città Fiera si è subito mosso a sostegno delle strutture sanitarie, ci spiega come e perché? “Dopo un dialogo aperto con le autorità sanitarie regionali e i medici al fronte, ci è stato suggerito di donare due respiratori portatili e un ecografo neonatale completo, per un valore di centomila euro. L’ecografo neonatale, in particolare, è necessario per garantire un percorso alternativo e protetto per le future mamme affette dal virus: è una donazione particolarmente sentita e in linea con le iniziative benefiche portate avanti dal Città Fiera, da sempre a sostegno della famiglia nella sua totalità, dal nonno al bambino. Questo è il nostro modo concreto per sostenere e ringraziare gli eroi del settore medico e non, che stanno lottando sul campo per affrontare l’emergenza del Covid-19”.

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