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Il Friuli in edicola, 1 aprile 2016

Burocrazia da incubo, ecco quanto ci costa - La Pubblica amministrazione italiana è tra le peggiori d’Europa: sopra la media continentale trentini, sudtirolesi, valdostani e noi. Ma siamo appena a metà classifica

Il Friuli in edicola, 1 aprile 2016

Burocrazia da incubo, ecco quanto ci costa - La Pubblica amministrazione italiana è tra le peggiori d’Europa: sopra la media continentale trentini, sudtirolesi, valdostani e noi. Ma siamo appena a metà classifica
C’è una ‘carta’ per tutto. O, meglio, per ogni cosa c’è almeno un documento da produrre. Dal momento della nascita a quello della morte, ognuno di noi è tenuto ad avviare una miriade di procedure. Che si vada a scuola o all’ospedale, che si voglia fare sport o dedicarsi al volontariato, che ci si decida a mettere su famiglia o che si trovi un lavoro, dobbiamo presentare una montagna di certificati. Non solo, dobbiamo anche aspettare o in coda allo sportello per consegnare  i moduli (spesso inutili e contrari al buon senso, come dimostrano gli esempi che trovate in queste pagine)o che la pubblica amministrazione ci dia una risposta.
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Feste di paese: la sagra delle carte - Per organizzare la manifestazione per il santo patrono la strada è lunga e lastricata di documenti. La matassa di moduli e domande bisogna cominciare a dipanarla un mese prima dell’evento
Che c’è di più bello di animare la vita del paese in cui si vive, mettendo a disposizione il proprio tempo, fare gruppo con i compaesani e offrire alla cittadinanza un po’ di allegria? Le sagre, si sa, sono amate e attirano persone di altri posti. E poi, che ci vuole? Qualcuno dietro ai fornelli, qualcuno alla cassa, qualcun’altro alle pulizie e il gioco è fatto. Alt, fermiamoci un attimo. La strada per arrivare alla vigilia della festa del santo patrono o del prodotto agricolo è lunga. A dirlo è il dossier elaborato dalle Proloco che hanno scritto un manuale per l’organizzazione di una sagra.
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Il ‘mostro’ si nutre di irresponsabilità e diffidenza - ‘Scaricabarile’ e mancanza di fiducia negli altri trasformano la burocrazia, utile mediatore, in sistema elefantiaco
La burocrazia può essere analizzata come un mediatore nelle comunità numerose, dove la fiducia fra persone fra loro non legate da vincoli di parentela è più difficile da osservarsi. Da questo punto di vista, la burocrazia è uno fra i più intelligenti dei mediatori, perché fornisce soluzioni preventive contro possibili controversie. E tanti più azioni si possono compiere, tanto più la burocrazia può aiutare ad armonizzare la vita di tutti senza estenuanti trattative: si compila il modulo, si firma la pratica e si è a posto.
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Vogliono restare - I giovani stranieri nati nel nostro Paese si sentono più italiani. Secondo l’Istat l’integrazione delle seconde generazioni dipende dalle politiche sociali e scolastiche adottate sul territorio
La scuola multiculturale è ormai una realtà anche in Friuli. I nostri figli dalle elementari alle scuole superiori dividono il loro tempo con coetanei provenienti dall’Africa, piuttosto che dall’Asia e da Paesi che non fanno parte dell’Unione europea. E’ un problema? Soltanto se l’integrazione resta un miraggio e i giovani stranieri non diventano un’occasione di crescita e di sviluppo per la nostra società. Anche perchè i numeri parlano da soli.
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Tre storie di vera integrazione - Attraverso l’amicizia con tre coetanei, Francesco Cojutti, studente del Marinelli di Udine, spiega cosa serve perché uno straniero riecs a inserirsi nella società. Ma anche quali sono gli ostacoli da superare
Che cos’è l’integrazione? Da cosa sono dettati i processi d’inserimento? Come si può velocizzare questo percorso nel caso di uno straniero?
Per rispondere a queste domande, Francesco Cojutti, studente di terza al liceo scientifico Marinelli di Udine, ha chiamato in aiuto tre suoi amici, dei quali presenta brevemente la storia.
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Un puzzle difficile da rimontare - Il pronunciamento del Tribunale amministrativo sulle Uti non dirime le controversie e rimescola le carte in tavola
Chi si aspettava dal Tar una parola risolutiva sulla riforma degli enti locali promossa e approvata dalla giunta Serracchiani è rimasto deluso. Il primo pronunciamento del Tribunale, del tutto parziale in attesa della seduta clou del 26 maggio, non è affatto una sentenza neutra e rimescola, se possibile, ancora di più le carte. Infatti, i primi verdetti permettono paradossalmente di cantare vittoria un po’ a tutti.
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Udine, città a misura di anziano - Il sindaco Honsell: “Su questo tema siamo punto di riferimento in Europa, sia per i servizi, sia per la progettazione delle opere pubbliche”
Udine una città a misura di anziano? “È una città di riferimento in Europa per le attività legate a un invecchiamento sano e attivo”, risponde deciso il primo cittadino Furio Honsell, presidente della rete europea per la transizione demografica ma, soprattutto, impegnato in prima persona perché a Udine si invecchi in salute. Tanto che sua è stata l’iniziativa del nuovo corso sperimentale (vedi l’articolo sotto) per mantenere quanto più possibile un anziano in casa e conviverci bene.
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Pordenone e Porcia nel blu dipinto di blu - Il 2 aprile, in occasione della giornata mondiale dell’autismo, le due città si colorano. Nel capoluogo dal 1998 è attiva la Fondazione che si occupa di centinaia di casi a livello nazionale
Due città, Pordenone e Porcia, pronte a tingersi di blu, il 2 e 3 aprile, in occasione della giornata mondiale dell’autismo. Non solo perché sotto quel vestito c’è una campagna di sensibilizzazione importante, ma anche perché propio sul Noncello opera  da anni la Fondazione Bambini e Autismo Onlus. Attiva dal 1998 nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, è stata fondata da due genitori di una persona con autismo che hanno voluto così colmare l’assenza, allora quasi totale, di servizi specialistici nel territorio. La Fondazione (www.bambinieautismo.org) attualmente ha centri dislocati in Fvg e in Emilia Romagna, dove opera in convenzione e accreditamento con gli enti pubblici.
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Per chi suona (ancora) la campana - A Trieste il grande ritorno di ‘Notre Dame de Paris’, il musical dei record con il cast storico
Era il 16 settembre 1998 quando il musical ‘Notre Dame de Paris’ di Riccardo Cocciante debuttava a Parigi, nella sua versione originale francese. Fu subito trionfo. Quattro anni dopo, David Zard produceva la versione italiana con l’adattamento di Pasquale Panella: il 14 marzo 2002, al Gran Teatro di Roma costruito per l’occasione, si teneva la “prima” di quello che sarebbe stato il musical dei record, capace di rivoluzionare un genere e di far affezionare agli spettacoli cantati anche il diffidente pubblico nostrano.

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