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Il Friuli in edicola, 11 marzo 2016

REPORTAGE ESCLUSIVO - Islam e moschee in Friuli, presenza più che raddoppiata in 15 anni. Nel 2002 le persone provenienti da Paesi a maggioranza musulmana rappresentavano l'un per cento della popolazione

Il Friuli in edicola, 11 marzo 2016

La moschea ‘svelata’- La realtà dei centri culturali musulmani in città e nei paesi: piccole strutture che si mantengono con le offerte dei fedeli. “Da noi le porte sono sempre aperte”
La terza moschea di Udine ha aperto appena da qualche mese, ma è già molto frequentata. Nata per iniziativa della comunità bengalese del capoluogo, è punto di riferimento non solo per chi è arrivato dal Bangladesh. “Da noi - spiega il presidente dell’assocazione culturale che gestisce la struttura, il 36enne Hossain Shahdat, giunto in Friuli nel ’98 e cittadino italiano - vengono a pregare (ma anche semplicemente per incontrarsi, dal momento che il nostro è pure un luogo di aggregazione) persone provenienti dall’Africa, in special modo da Algeria e Marocco. Alla nostra porta bussano anche cristiani, che chiedono di poter capire cosa facciamo qui dentro. Naturalmente, la porta è aperta”.
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“Prima le regole, poi forse i luoghi di culto” - Rispetto delle norme, reciprocità sulla libertà religiosa e chiarezza sulle fonti dei finanziamenti ai centri culturali islamici. Massimiliano Fedriga detta le condizioni
Patti chiari e amicizia forse. Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera,  interpellato per sapere cosa ne pensa delle moschee in regione ritiene che servano regole chiare.
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Come far innamorare i giovani dell’impresa - La nostra regione è l’ultima in Italia per numero di giovani imprenditori. Per garantire un futuro, bisogna che i ‘vecchi’ trasmettano fiducia, nonostante la crisi, incoraggino e insegnino a raggiungere gli obiettivi, anche a costo di sacrifici
La nostra regione è ultima in Italia per numero di giovani imprenditori. I dati di Unioncamere sottolineano che, tra le province in cui le imprese guidate da giovani sono meno presenti, c’è proprio Pordenone, ferma al 7,3 per cento. A livello nazionale, al 31 dicembre 2015, la media è di 10,3 per cento. L’esempio da seguire sarebbe quello del Sud, dove quattro capitani d’azienda under 35 su dieci hanno casa.
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Professioni in estinzione, servizi a rischio - Calano i posti di lavoro e aumenta l’età media degli occupati. Nel settore pubblico, a fare le spese di questa situazione sono ovviamente i cittadini
I fattori sono molteplici, diversi a seconda del settore e della specifica attività, ma il risultato è uno solo: alcune professioni sono a rischio estinzione. Succede in ambito produttivo, soprattutto nell’imprenditoria e quando riguarda i giovani. Ma succede anche nel campo dei servizi, laddove le ricadute per i cittadini possono essere davvero pesanti.
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I sindaci fanno rete e spaventano il centrosinistra - I primi cittadini non accettano più riforme calate dall’alto e chiedono di condividere il percorso di rinnovamento. A partire dalla riscrittura dello Statuto regionale
I sindaci sottoscrivono appelli, fanno ricorsi, si riuniscono in assemblee, insomma ‘fanno rete’. E’ questa la principale novità che appare consolidarsi sotto i cieli del Friuli ed è un aspetto politico che getta nuova luce anche sulle prossime Amministrative di giugno, interessando una quarantina di municipi. La tornata avrebbe dovuto portare al rinnovo delle Province di Gorizia e Trieste, che però sono ormai defunte, e di 42 amministrazioni comunali: invece i Comuni al voto saranno 39. Salteranno infatti Monfalcone, Ronchi e Codroipo per i referendum sulle pianificate fusioni. I primi due si fonderanno fra loro e con Staranzano, il terzo accorperà Camino al Tagliamento.
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In Valcellina il sindaco è a distanza: vita altrove, cuore in Municipio - Abitano in un comune diverso da quello che amministrano, ma non per questo ci mettono meno impegno. Storie di primi cittadini ‘prestati’ per passione, origini e amore
Ci sono amori a distanza anche nella politica. Nel Friuli occidentale il caso curioso riguarda una particolare zona del territorio: la Valcellina. Ben quattro dei comuni valligiani vedono alla loro guida un primo cittadino che non è residente all’interno del Comune.

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