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Il Friuli in edicola, 29 gennaio 2016

La regione si spopola famiglie lasciate sole - I giovani friulani emigrano e anche gli stranieri fanno meno figli. Per la prima volta nella storia recente i residenti in regione sono in calo. Aiuti alla natalità solo per pochi

Il Friuli in edicola, 29 gennaio 2016

Popolazione: il Fvg perde pezzi - Dopo anni di crescita, nel 2014 e nei primi nove mesi del 2015 gli abitanti della nostra regione sono calati: oltre alla bassa natalità conta anche lo stop dell’immigrazione. E stiamo diventando sempre più vecchi: siamo quarti in Europa per anzianità
Il Friuli Venezia Giulia si sta spopolando. E’ la triste realtà ‘certificata’ dai dati demografici dell’Istat. Nel 2014, la nostra regione ha perduto 2.241 abitanti, interrompendo il trend positivo degli anni precedenti (più 7.503 residenti nel 2013 e più 4.080 nel 2012). E lo scorso anno le cose sono andate di male in peggio. Il bilancio demografico, infatti, parla di 4.684 persone ‘scomparse’. Più del doppio rispetto al 2014. E soltanto da gennaio a settembre: stando così le cose, il ‘buco’ sembra destinato ad allargarsi.
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Ancora poche le imprese amiche dei bambini - Il welfare aziendale non trova facile applicazione né in Italia né in Friuli. Una ricerca di Animaimpresa, con il supporto di Confindustria, prova a spiegarne i motivi. Ma se qualcosa si muove, c’è anche chi fa marcia indietro
La frenesia, la competitività e l’impeto quasi futurista, che caratterizzano il mondo del lavoro contemporaneo, stanno rapidamente trasformando anche uno dei capisaldi della società italiana: la famiglia.  Come spiegano gli esperti, uno dei dati più allarmanti è che si fanno sempre meno figli anche perché sono ancora troppo poche, per non dire nulle, le misure di sostegno aziendale per le famiglie nel nostro Paese. E in Friuli? Una ricerca effettuata da Animaimpresa, con il Liceo Percoto e il supporto di Confindustria, tra il 2014 e 2015 sul welfare aziendale in provincia di Udine, fotografa una situazione paludosa e per nulla confortante, anche se i dati raccolti non hanno valenza scientifica e offrono soltanto una valutazione di massima.
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Una pecora per amica - L’iniziativa di Legambiente Udine, partita lo scorso dicembre, punta a lottare contro l’abbandono della montagna. E, visto il successo, a creare nuovi posti di lavoro nella pastorizia
Anche in campo agricolo e naturalistico si parla di adozione. Si adottano api, pecore e vigneti. E’ una moda, ma a fin di bene, perché l’obiettivo è investire nella natura e guadagnarci in salute, nella nostra, ma anche, e soprattutto, in quella del nostro territorio.
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Economia, una ripresa a metà - I segnali sono contrastanti. Da una parte jobs act, Rilanciaimpresa e apertura dell’Iran. Dall’altra tante aziende friulane continuano a chiudere i battenti
Arriva o non arriva? E se arriva, arriva per tutti? In Friuli Venezia Giulia la vera battaglia politica, al di là di tutte le schermaglie ideologiche, passa tutta per la dimostrazione, dati alla mano, della bontà delle ricette Renzi e Serracchiani per rilanciare l’economia, continuando - se è possibile - a garantire i servizi pubblici con il necessario contenimento della spesa pubblica.
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Auto pubbliche, due milioni per i lavori in officina  - La Regione ha dato avvio a una gara per la riparazione e la manutenzione dei propri mezzi: un accordo per un periodo di quattro anni. Il Friuli centrale è la zona con più automezzi e autocarri, ma niente macchine di lusso
Sono 456 i mezzi in possesso della Regione e degli enti regionali, ma non sempre si tratta di vetture appena uscite dal concessionario. Anzi. Per questo motivo il parco veicolare ha bisogno di manutenzione, tanto che è stato lanciato un bando per la messa in sicurezza dei mezzi nei prossimi quattro anni. E la cifra non è modesta: si tratta di 1,6 milioni di euro (ai quali va aggiunta l’Iva) come cifra massima per l’aggiudicazione del servizio (l’accordo durerà due anni, prorogabili per altri due).
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Lucciole e squillo in città: invasione dal Sudamerica - In oltre la metà dei casi, le donne e gli uomini che vendono le proprie prestazioni a Udine provengono dall’America latina. Non mancano le italiane e le ragazze dell’Est europeo, ‘scomparse’ le africane. Ecco dove si trovano gli appartamenti nei quali lavorano e cosa offrono
A Udine la prostituzione ora parla spagnolo e portoghese. E’ una vera e propria invasione quella delle donne e dei trans sudamericani che offrono agli udinesi le loro prestazioni molto particolari.  Già, perché oltre la metà delle inserzioni che si possono trovare nei siti specializzati sul Web sono state inserite da persone provenienti dai Paesi dell’America latina: Venezuela, Argentina, Brasile e Colombia, tanto per fare qualche esempio.
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Aci, sede sul mercato per rifarsi il trucco - Pordenone - L’Automobil Club vuole commissionare una valutazione degli stabili di viale Dante. L’idea è vendere il piano inferiore e ammodernare quello superiore
L’Aci di Pordenone vuole rifarsi il trucco, dando una svecchiata alla proprio casa, la sede di viale Dante. Per questo motivo ha dato vita a una procedura di valutazione comparativa, tramite indagine di mercato,  per individuare un soggetto che faccia una valutazione dei propri immobili (oltre all’Attestato   di   prestazione   energetica).
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Sanità e Isonzo: dieci milioni per tre città - Il Gruppo europeo di collaborazione territoriale, che comprende Gorizia, Nova Gorica e Sempeter, è pronto a dar vita ai primi progetti
Il Gect Go è pronto ad entrare nella seconda fase del suo percorso, quella (finalmente) operativa. Il tempo della burocrazia sta per finire, e presto potranno partire i primi progetti concreti lanciati dal Gruppo europeo di cooperazione territoriale che, esempio pressoché unico in Italia e non solo, unisce Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba nel delineare strategie di sviluppo comune transfrontaliero.
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Vita di provincia sconosciuta - Il romanzo d’esordio di Andrea Gratton, ‘Neanche per prendere la rincorsa’, è il racconto di una crisi adolescenziale ambientata nella Pordenone di 30 anni fa e ‘risolta’ da un disco jazz
La vita in una provincia tuttora ‘sconosciuta’ a buona parte degli italiani, non fosse per le ‘domande dei quiz’. La voglia di emanciparsi da una realtà in bilico tra passato rurale e presente (post)industriale. La scoperta che la risposta può arrivare dalla musica, in una città che, in fondo, una certa fama nel settore  ce l’ha, grazie al movimento anni ’80 noto come Great Complotto, e a band come Prozac+ e Tre Allegri Ragazzi Morti.
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Il filo spinato della memoria - Udine, Palmanova e S. Vito al Tagliamento ospitano mostre fotografiche e di disegni e scritti legati ai campi di concentramento
Complice la concomitanza temporale della recente Giornata della memoria, istituita per ricordare la tragedia della Shoah, sono almeno tre le mostre in corso in regione che trattano il tema – tuttora di stringente attualità - dei campi di deportazione e concentramento: quelli all’estero, dove perirono molti friulani, e quelli in regione, usati dal regime nazi-fascista per cancellare l’opposizione politica e mettere in atto parte del suo piano di progressiva eliminazione di vari popoli.


“Il rock è morto e senza eredi” - Renzo Stefanel, critico di origini friulane, racconta in un libro 38 storie di sesso, droga e violenza delle ‘ultime divinità’ della musica: “Gli eccessi di un passato che non tornerà non erano però fini a se stessi, ma parte di una ricerca artistica”
Anche se i suoi protagonisti ci stanno pian piano, ma inesorabilmente, lasciando, il rock ‘classico’ degli anni ’60, ’70 e ’80 è ancora presente non solo nelle nostre vite, ma anche nell’immaginario collettivo. Colpa, anche, di una situazione odierna di ‘calma piatta’. La stessa che ha spinto Renzo Stefanel, una delle migliori firme della critica musicale italiana degli ultimi anni, udinese di nascita da tempo residente in Veneto, a firmare il primo volume (dopo le brillanti analisi su Lucio Battisti, la Pfm…) dedicato alle stelle del rock. Il risultato è ‘Sesso droga e calci in bocca’, uscito per Giunti: 38 storie ‘maledette’ dedicate sì al lato selvaggio e trucido della musica, ma anche a un periodo che è diventato una specie di mitologia da tramandare e raccontare a figli e nipoti.

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