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Il Friuli in edicola, 31 marzo 2017

Bugie e verità sul popolo friulano - Ecco in poche battute i motivi per cui siamo amati e invidiati nel mondo, ma anche presi in giro da chi crede di conoscerci bene

Il Friuli in edicola, 31 marzo 2017

Bugie e verità sul popolo friulano - Ecco in poche battute i motivi per cui siamo amati e invidiati nel mondo, ma anche presi in giro da chi crede di conoscerci bene
Nonostante le incertezze dei tempi in cui viviamo, di due cose possiamo essere certi: di come ci vedono gli altri e di come in realtà siamo. Nel primo caso, la percezione che i forestieri hanno dei friulani nasce da pregiudizi, preconcetti, ma anche errori marchiani, che rimandano a tempi ormai passati.
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Friulani becchi e bastonati - Da quest’anno sarà sempre più difficile chiedere giustizia per i casi di malasanità. E il valore del risarcimento lo decide la stessa compagnia assicurativa. In tre anni sono state 1.347 le richieste. E alla Regione l’assicurazione costa più dei sinistri liquidati ai cittadini...
I casi di malasanità in Friuli Venezia Giulia ci sono, ma non c’è traccia dell’incremento allarmante paventato dalle compagnie assicurative e dal Parlamento che, lo scorso gennaio, ha approvato la legge che riforma sostanzialmente anche la disciplina delle richieste di risarcimento per danni causati da mal practice.
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Vietato pregare in friulano - Il testo della messa in marilenghe attende da 11 anni il via libera della Conferenza episcopale italiana, perché qualcuno lo blocca
Friulani becchi e bastonati. E non solo quando hanno a che fare con la politica. Parliamo del messale in lingua friulana, pronto da 11 anni e, da altrettanto tempo, in attesa del via libera.  Una sorta di ostracismo mai dichiarato o, quanto meno, indifferenza alla richiesta di un popolo e dei suoi pastori di celebrare messa nella propria lingua. Questa battaglia per l’uso del friulano nei testi sacri, l’associazione Glesie furlane la combatte da quarant’anni.
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Trieste metropolitana pronta al sorpasso - L’area amministrativa giuliana è prevista dal nuovo Statuto. Il Friuli con le Uti, invece, è polverizzato. Se partisse oggi causerebbe un forte squilibrio tra le due componenti della regione
Come un fiume carsico, il tema di Trieste città metropolitana torna periodicamente sotto i riflettori. Nelle settimane scorse è stato il consigliere comunale Pd Marco Toncelli a riportare in auge la questione nel capoluogo regionale. Ma ancora prima, oltre al senatore Francesco Russo che ha fatto inserire la possibilità nel nuovo Statuto regionale, sono stati anche i sindaci Roberto Dipiazza (centrodestra) e Roberto Cosolini (centrosinistra) hanno carezzato l’ipotesi. I due, nelle loro campagne elettorali, hanno definito questa come un’opportunità da cogliere. Insomma, a Trieste l’idea piace, anche se c’è chi ne diffida.
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Fvg: gli ospedali con il bollino rosa - In occasione della Giornata nazionale della salute della donna, dal 18 al 24 aprile, visite gratuite, esami e consulti per prevenire e curare le principali patologie al femminile
Dal 2007, Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, attribuisce i ‘bollini rosa’ agli ospedali italiani ‘vicini alle donne’, ovvero le strutture che offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle patologie femminili di alto livello clinico ed epidemiologico, riservando particolare attenzione alla centralità della paziente. Nella nostra regione, i nosocomi premiati sono cinque, quattro dei quali con tre bollini, il massimo dei voti. Si tratta di Irccs Burlo Garofolo e Asui di Trieste, degli ospedali di Tolmezzo e San Daniele (tre bollini) e della Casa di Cura San Giorgio di Pordenone (due bollini).

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