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Il Friuli in edicola, 7 aprile 2017

Il lavoro c'è ma non lo vedono - Molte aziende assumono. Anzi, sono alla ricerca disperata di personale, ma faticano a trovarlo. E i migliori candidati diventano prede ambite

Il Friuli in edicola, 7 aprile 2017

Il lavoro c'è ma non lo vedono - Molte aziende assumono. Anzi, sono alla ricerca disperata di personale, ma faticano a trovarlo. E i migliori candidati diventano prede ambite
Ci sono aziende che assumono. Cercano, spesso senza trovarli, lavoratori. Il mercato del lavoro dà timidi segnali di ripresa. A livello nazionale si è finalmente registrata un’inversione di tendenza con il tasso di disoccupazione sceso all’11,5%. Lungi dallo scadere in toni trionfalistici e ben sapendo che una delle questioni sul tappeto è quella del precariato, emerge che molte aziende della nostra regione hanno bisogno di rafforzare i ranghi. Eppure, molti degli interlocutori concordano sul fatto che trovare le persone giuste o disponibili è tutt’altro che semplice.
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Cultura contadina e basso Isee - Motivazione e curiosità sono gli ingredienti giusti, per superare un colloquio di lavoro. Se a questi si aggiunge ‘la fame’, ossia la voglia di riscatto, il contratto è servito
Nel momento in cui le aziende friulane aprono di nuovo le porte e il mercato mostra segni di ripresa, ai giovani serve una bussola per orientarsi e presentarsi a un colloquio, mostrando le carte giuste. Motivazione, voglia d’imparare e curiosità sono gli ingredienti fondamentali. Non bisogna dimenticare ‘la fame’, ossia la voglia di farcela e, nel caso di umili origini, la voglia di riscatto. Una marcia in più.
Abbiamo chiesto a Marco De Gasperis, referente Academy Danieli per il reclutamento, selezione e gestione giovani di dare i consigli giusti ai neolaureati alle prese con un colloquio di lavoro. E chi meglio di lui che a 30 anni, laureato in Economia all’Università di Udine, occupa già un ruolo chiave in un’azienda internazionale come Danieli.
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Scappatoie per gli orfani dei voucher - Cancellati i buoni per il lavoro occasionale, restano a disposizione poche opzioni per non essere travolti dalla burocrazia. L’Ordine dei consulenti del lavoro suggerisce il ricorso all’impiego intermittente. Attesa per i provvedimenti del Governo
Che i buoni per il lavoro occasionale avessero bisogno di una revisione lo dicevano in molti, ma nessuno si attendeva che il Governo li abolisse di punto in bianco.
La loro eliminazione ha lasciato molti osservatori perplessi, ma non è chiaro se e quando si porrà rimedio al provvedimento adottato con lo scopo dichiarato di superare il referendum promosso dalla Cgil.
Al momento si fanno molte ipotesi, ma una delle più accreditate, sulla quale sono girate nei giorni scorsi alcune indiscrezioni di stampa, parla dell’arrivo di due nuovi contratti, che saranno a giornata e non a ore e saranno meno gravosi dal punto di vista burocratico per le aziende sotto i dieci dipendenti, a patto che siano riservati a un solo lavoratore.
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Fusioni, con le Uti tanto lavoro per nulla - I vantaggi ottenuti nei Comuni, che in passato hanno scelto la via del ‘matrimonio’, rischiano di essere sterilizzati dalle Unioni territoriali intercomunali
E se, invece di creare le Uti, avessimo accelerato i processi di fusione tra Comuni? Stando al Programma delle fusioni approvato dalla Regione a fine 2016, ci troveremmo con circa la metà dei municipi. Applicando le ipotesi più favorevoli al taglio del numero degli enti locali che si possono trovare nel documento, infatti, dalla cartina del Fvg scomparirebbero 93 Comuni, passando dai 216 attuali a quota 123. Dall’elenco sparirebbero i centri con poche centinaia o addirittura decine di abitanti, per raggrupparsi e avere assieme una dimensione - se non ottimale - almeno accettabile, sia dal punto di vista dell’amministrazione, sia da quello dei servizi ai cittadini. Con buona pace delle Uti. Non solo per il fatto che si otterrebbero collaborazioni più, forti, ma anche perché, tra le ipotesi di fusione previste dalla Regione, ce ne sono alcune tra Uti diverse.
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Da Tarvisio a Trieste riaprono le caserme - L’Agenzia del Demanio ha definito 13 progetti che interessano oltre 30 immobili da riqualificare, anche con l’aiuto dei privati. In nove casi è già stato deciso il nuovo tipo di utilizzo
Tredici progetti per recuperare e riutilizzare oltre 30 beni immobili del Demanio, anche con l’intervento dei privati. Sono queste le iniziative riguardanti la nostra regione che si possono trovare nella sezione ‘rigenerazione e riuso’ del sito Opendemanio (http://dati.agenziademanio.it) nel quale sono stati inseriti 323 progetti di valorizzazione di 410 immobili pubblici. Si tratta di ex caserme, palazzi e fabbriche dismessse (in Fvg la quasi totalità dei beni ricade nel primo caso) destinati a rinascere grazie a percorsi amministrativi, finanziari e urbanistici capaci di ridisegnare il territorio. Per ogni iniziativa è possibile aprire una scheda nella quale si trovano diverse informazioni, dall’avanzamento del processo ai soggetti coinvolti e alle nuove destinazioni d’uso.
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Prodotti locali e bio invadono il Medio Friuli - Due realtà di Mortegliano e un nuovo progetto di filiera dimostrano che la distanza tra produttore e consumatore si può accorciare, dando valenza sociale e sostenibilità
Dal 2007, Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, attribuisce i ‘bollini rosa’ agli ospedali italiani ‘vicini alle donne’, ovvero le strutture che offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle patologie femminili di alto livello clinico ed epidemiologico, riservando particolare attenzione alla centralità della paziente. Nella nostra regione, i nosocomi premiati sono cinque, quattro dei quali con tre bollini, il massimo dei voti. Si tratta di Irccs Burlo Garofolo e Asui di Trieste, degli ospedali di Tolmezzo e San Daniele (tre bollini) e della Casa di Cura San Giorgio di Pordenone (due bollini).
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Chi vuol prendersi questi profughi? Pordenone - Attendono un posto all’ex caserma Monti, ma intanto la Prefettura segue l’iter burocratico, il capoluogo dice stop e i sindaci del circondario si girano dall’ltra parte
Più dignità, la possibilità di essere accolti all’ex caserma Monti o, in alternativa, un luogo dove dormire in modo decoroso. Questo hanno chiesto i richiedenti asilo a prefetto e sindaco di Pordenone attraverso un corteo, che ha visto i profughi manifestare dal parco di San Valentino fino alla Prefettura. A coordinare una quarantina di aspiranti rifugiati, quasi tutti pakistani e afgani, rete Solidale e Associazione immigrati, che hanno chiesto con forza alle istituzioni di aprire gli occhi.
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Il mondo connesso dalla fibra - ‘Premio Valcellina’ alla decima edizione: sabato 8 a Maniago la mostra e la proclamazione dei vincitori, scelti tra 60 opere di arte tessile arrivate da dieci Paesi: dal ‘95 a oggi, oltre 700 artisti
Da più di vent’anni, la città dei coltelli è anche la capitale regionale della fiber art, l’arte tessile contemporanea. Si tiene infatti a Maniago la celebrazione finale del concorso internazionale biennale d’arte tessile ‘Premio Valcellina’, arrivato alla 10a edizione e organizzato dall’associazione Le Arti Tessili presieduta da Annamaria Poggioli. Il tema di questa edizione è ‘Connection/Connessione’: ovvero, in un mondo cui tutto è virtualmente connesso, per umanizzare la comunicazione e rendere i rapporti più emozionali, possiamo ricorrere alla flessibilità - caratteristica della struttura dei tessili - per uno scambio vero.
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