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Il Friuli in edicola, 26 gennaio 2018

Dove finiscono i vostri soldi - Nel giro di pochi mesi è cambiato completamente il panorama bancario regionale. Ma noi risparmiatori ci guadagniamo?

Il Friuli in edicola, 26 gennaio 2018

Risiko bancario: ecco il nuovo volto del credito - Così è cambiato il mondo degli istituti nella nostra regione: in sette anni hanno chiuso 143 sportelli, passando dai 959 del 2009 agli 816 del 2016. Siamo tornati all’anno 2000.

C’era un tempo, prima della crisi, quando le filiali degli istituti di credito ‘sbocciavano’ come fiori a primavera. Tante persone constatavano (in realtà, spesso si lamentavano) di come nelle piazze delle città del Fvg ci fossero più banche che negozi o locali. Successivamente, però, gli sportelli hanno cominciato a chiudere. Per rendersi conto di questa dinamica, è sufficiente guardare i dati della Banca d’Italia: nel 1998 in Fvg c’erano 755 sportelli, diventati 895 nel 2002. Il massimo storico lo si è toccato nel 2009, con 959 sportelli, ma già nel 2014 siamo scesi sotto quota 900, per assestarci sugli 816 di fine 2016, tornando così ai livelli del 2000 (819).

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Come sopravvivere alla rivoluzione in banca - Riduzione degli sportelli, automazione spinta, accorpamento degli istituti. I risparmiatori friulani, dopo i disastri delle banche venete, devono ora fare i conti con i profondi cambiamenti in corso nel settore bancario.

Il settore bancario sta subendo una profonda metamorfosi destinata inevitabilmente a riverberarsi sul rapporto tra istituti di credito e cittadini.  Cambieranno strumenti e strategie, ma al tempo stesso dovranno cambiare mentalità anche i cittadini. Di questo è convinto Stefano Miani, docente di Economia degli intermediari finanziari dell’Università di Udine.

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Elezioni catalane: una nuova lezione di dignità - Perché è calato il silenzio? I motivi profondi della lotta per l’indipendenza e la situazione dopo il voto del 21 dicembre.

Che fine ha fatto la Catalogna? Dopo la copertura mediatica prima e durante il referendum indipendentista, il caso catalano - soprattutto le violenze che si sono scatenate per limitare la partecipazione popolare alla consultazione - il tema sembra essere scomparso, o quasi, dal mainstream, specie dopo la vittoria degli indipendentisti alle ultime elezioni.

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Ramarri Mania: Giocatori e club sono dei veri miti - Pordenone - La società neroverde è vista sempre più come esempio da seguire: una ventina di realtà sportive in regione si sono già affiliate e nelle scuole i giocatori sono accolti da eroi.

Non solo campo. Il Pordenone Calcio è una realtà molto dinamica, che cresce sempre più a 360 gradi. Stringendo sinergie sul territorio, attraverso il ‘Progetto Affiliazioni’, e intensificando le attività con il territorio, attraverso il ‘Progetto Scuole’.
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Carri a norma? Scherzo di Carnevale - Già nel 2009 il Ministero dell’Interno ha imposto regole severe, per garantire la sicurezza dei veicoli, ma non tutti gli organizzatori possono permettersi la spesa. Il risultato è una festa sotto tono.

Non basta vestirsi in maschera per fare festa. Il Carnevale nella nostra regione è fatto soprattutto dai carri allegorici. Vedere la loro sfilata è motivo di gioia per adulti e bambini, che non pensano ai costi necessari per l’allestimento. In realtà, è proprio a questi che si dovrebbe pensare, perché per attrezzare carri, allestire coreografie dei figuranti, tagliare costumi e quant’altro si parla di cifre a quattro zeri.

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Due milioni per sistemare il castello – Gorizia: nel 2018 il Comune interverrà sulle mura che guardano al centro, ma nella lista dei lavori ci sono anche Sala del Conte e Torre dell’Orologio. E il maniero diventa multimediale.

Procede a passi piuttosto spediti a Gorizia il percorso che intende portare alla completa valorizzazione del Castello. Da anni ormai - eredità dei mandati del sindaco Ettore Romoli, ripresa con convinzione dalla nuova amministrazione Ziberna - il maniero è stato individuato non solo e non tanto come simbolo della città, quale è sempre stato, ma anche come principale e più importante attrazione turistica. Il luogo e il monumento da spendere in copertina nei vari pacchetti da offrire ai visitatori, tanto quelli di passaggio, quanto quelli che decidono di fermarsi per qualche giorno nel capoluogo isontino.

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Un artista da copertina negli Usa - Lorenzo Mattotti vede raccolti in un volume i disegni realizzati in 20 anni di collaborazione con il ‘New Yorker’. Nel 2017 il Friuli gli dedicò un’antologica e una mostra sugli anni giovanili a Udine.

Da tempo è uno dei nomi più in vista del fumetto e dell’illustrazione mondiale e un anno fa, di questi tempi, era ‘presente’ nella regione in cui è cresciuto con ben due esposizioni: la grande personale ‘Sconfini’ e la mostra udinese ‘Primi lavori’, dedicata ai primi movimenti nell’ambito dei comics. Nato Brescia nel 1954 ma cresciuto a Udine e, professionalmente, a Bologna, da tempo residente a Parigi, Lorenzo Mattotti non è soltanto autore di alcune delle più celebrate graphic novel (per sintetizzare: il lato ‘colto’ del fumetto) degli ultimi decenni, ma illustratore per alcune delle più importanti testate mondiali.
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Insieme per non perdere la memoria - Voci, volti, suoni, immagini, riflessioni: la ricorrenza del 27 gennaio è il momento utile per ricordare una tragedia della storia che non deve ripetersi mai più.

“Meditate che questo è stato” scriveva Primo Levi sulla sua esperienza del lager. La nomina di Liliana Segre, superstite della Shoah, a senatore a vita da parte del Presidente della Repubblica Mattarella è un chiaro segnale del valore che si intende attribuire alla memoria di quello che è stato uno dei periodi più bui della storia. Ma questo non deve rimanere un concetto astratto, lontano dalla nostra quotidianità, piuttosto deve essere interiorizzato e compreso al giorno d’oggi.

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Capirsi è proprio faticoso - Da anni l’Udinese è una multinazionale con giocatori che vengono da ogni parte del mondo. Se per certi aspetti questo tipo di politica può essere fonte di ricchezza, non lo è sotto il profilo della ‘comunicazione’.

Sabah Alkhyr. Oppure góðan daginn. O ancora dobré rano, Goedemorgen, bonjour. O dobro jutro, buenos dias, buongiorno. Questi sono solo alcuni dei saluti che potreste ricevere se divideste lo spogliatoio con i giocatori dell’Udinese. Una vera e propria Babele linguistica, racchiusa nello stretto spazio di un campo di allenamento ed in una Regione che ha sempre fatto dell’indipendenza linguistica un suo cavallo di battaglia. Iracheno, islandese, ceco, svedese, danese, croato, francese italiano e tanti ancora coesistono. E stranamente lo fanno piuttosto bene.

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