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Il Friuli in edicola, 30 giugno 2017

Lauree a perdere - Giovani ‘dottori’ friulani: fanno un lavoro diverso dal titolo di studio e, dopo aver speso milioni per prepararli, regalano la loro intelligenza ad altri Paesi

Il Friuli in edicola, 30 giugno 2017

Fuga dei cervelli: laureati all’estero, regalato oltre mezzo miliardo in 10 anni - Ecco quanto è costato formare ed educare i quasi 4mila laureati friulani e giuliani che dal 2006 al 2015 hanno lasciato la regione per andare a lavorare all’estero
Nell’arco di 10 anni, il Friuli - Venezia Giulia ha letteralmente regalato oltre mezzo miliardo ai Paesi di tutto il mondo. E’ questo, infatti, il costo complessivo da noi stimato per portare al giorno della discussione della tesi di laurea le tante persone, poco meno di 4mila, che dal 2006 a 2015 hanno lasciato la nostra regione per trasferisrsi, con la laurea in tasca, all’estero.

L’alta formazione unisce: sapere e saper fare - La filiera virtuosa è partita. L’obiettivo è formare tecnici specializzati, ma anche laureati in collaborazione con le industrie del territorio

Formare figure tecniche  che rispondano alle esigenze del mondo del lavoro e possano trovare un’immediata collocazione: è questo l’obiettivo della Fondazione Mits di Udine. Peccato che non tutti vedano di buon’occhio questo proposito, troppo legato al ‘saper fare’, tipico degli istituti professionali, che al teorico ‘fare’ del mono accademico.

Una Regione allergica ai referendum - In Consiglio giacciono nove quesiti per abrogare leggi statali. Solo in un caso è stata data una risposta dall’aula
Al Consiglio regionale del Fvg i referendum piacciono poco o nulla. Non ci riferiamo alle quattro proposte rigettate lo scorso anno, ovvero alle tre abrogative (riforma sanitaria, Unioni territoriali intercomunali e servizio idrico integrato -  servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) e a quella propositiva (istituzione di due Province autonome, Friuli e Trieste, sul modello del Trentino - Alto Adige) richieste dai cittadini del Fvg. Stiamo parlando delle proposte di referendum abrogativo di legge statale che ancora giacciono nei cassetti e sulle quali - con una sola eccezione - i consiglieri non si sono espressi.

Giro di vite sagre a   rischio - Dopo il disastro di Torino, la direttiva del capo della Polizia ribadisce che è indispensabile il rispetto delle leggi per garantire l’incolumità durante le manifestazioni pubbliche. A molti eventi locali mancano però tempo e soldi per rispettarle
Le sagre che tradizionalmente allietano il periodo estivo sono a rischio. Non parliamo del maltempo, ma del giro di vite impresso dopo i fatti di Torino, che hanno spinto il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ad emanare una direttiva dedicata alla gestione delle manifestazioni pubbliche, nella quale si ribadisce la necessità di rispettare le prescrizioni del Ministero degli Interni. Il documento fissa una serie di condizioni di sicurezza la cui presenza è considerata essenziale, risale al 7 giugno ed è stato inviato ai sindaci dalla Prefettura di Udine il 21 giugno. Non si tratta di nuove norme, ma il rischio che si blocchi una nutrita serie di eventi estivi nei nostri paesi è davvero concreto, anche perché si tratta spesso di prescrizioni impegnative, dal punto di vista dell’organizzazione ed economica.

Commercio a Udine: “Via Cividale? Meglio il Centro” - Scelte in controtendenza: la Fabiottica ha lasciato l’arteria viaria a est del capoluogo friulano per approdare in via Grazzano. Il proprietario: “Questa è una zona ancora viva”.
In questi anni, ci siamo abituati a trovare su tante vetrine dei negozi nel centro storico di Udine avvisi con i quali si annunciava il trasferimento dell’attività in periferia o in altri Comuni dell’hinterland. Questo perché, vuoi per la crisi, vuoi per il fiorire dei centri commerciali, gli acquirenti e il passaggio davanti ai negozi - e quindi gli affari - si sono ridotti anno dopo anno. Eppure, sembrano esserci posti meno fortunati della Udine ‘dentro le mura’ per il commercio.

Acqua e cibi leggeri per combattere il caldo - Se la temperatura aumenta, anche l’alimentazione deve cambiare di conseguenza. Via libera a frutta e verdura. Attenzione, invece, alle pietanze troppo caloriche e agli alcolici
Con la colonnina di mercurio già salita alle stelle, bisogna inizia a prendere le contromisure. Anche a tavola. Con il caldo, infatti, aumenta il fabbisogno d’acqua, mentre diminuisce quello di cibo. L’organismo, a causa dell’aumento della traspirazione, ha bisogno di liquidi per mantenere costante la temperatura corporea. Con il calore, c’è il rischio di problemi di disidratazione e spossatezza: è importantissimo, quindi, prestare una particolare cura alla dieta perché proprio dalla tavola può arrivare un importante contributo per sentirsi bene e recuperare le energie.

UDIN&JAZZ, consigli per il pubblico - Giancarlo Velliscig racconta le due settimane di un festival da ‘Ethnoshock’ che, dopo 28 edizioni, non smette di cercare novità, proporre progetti originali e ‘alimentare’ la scena locale
Due settimane di musica jazz di altissima qualità, in una regione in cui la musica d’improvvisazione è un fiore all’occhiello dell’intero settore. La 28a edizione di ‘Udin&Jazz’ offre ancora una volta stelle internazionali, talenti locali, progetti esclusivi e un tema quanto mai attuale, riassunto nel sottotitolo ‘Ethnoshock’.
“Un segnale forte – spiega il direttore artistico Giancarlo Velliscig – in tempi in cui il rimescolamento etnico è visto da alcuni come problema, da altri come opportunità. Di sicuro la musica etnica è sempre più importante anche nel jazz ed è un veicolo di condivisione”.

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