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Il Friuli in edicola, venerdì 1° maggio 2020

Il Friuli in edicola, venerdì 1° maggio 2020

Rimandata a settembre - La didattica a distanza non funziona senza una scuola che abbia già strumenti digitali adeguati e insegnanti preparati. Tutto è affidato alla buona volontà dei docenti e ai genitori

“Scuola (reale), quanto mi manchi!” - DIDATTICA A DISTANZA. Per dare continuità ai programmi annuali si è puntato sulle lezioni online, ma l’organizzazione e la dotazione digitale stentavano già prima dell’emergenza coronavirus
Non è la prima volta che la scuola affronta situazioni emergenziali anche se non di tale dimensione. Nel primo decennio del ’900 il Comune di Udine dovette fronteggiare una estesa presenza di bambini tricofisici, una malattia del cuoio capelluto, che impediva la frequenza scolastica a decine di minori dei ceti più poveri a causa dalle cattive condizioni di igiene abitativa e familiare. L’amministrazione comunale decise di non abbandonarli e creò una scuola specifica per loro della durata biennale, fino alla scomparsa della malattia.
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I centri estivi restano un miraggio - PROPOSTE SENZA CERTEZZE. Al momento, nonostante le richieste dei genitori e i progetti di alcuni Comuni, non è prevista l’organizzazione di attività ricreative per i prossimi mesi

Se una giornalista durante l’ultima conferenza stampa del 26 aprile scorso non avesse posto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una domanda sulla scuola, l’argomento non sarebbe stato toccato. I nostri figli, infatti, non rientrano nella fase 2, se non per l’apertura dei parchi, da frequentare, possibilmente da soli. Come se l’educazione e la formazione di bambini e ragazzi non fossero temi importanti. Come se contassero soltanto sanità ed economia.
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Nuovi poveri in aumento di un terzo - ASSALTO AI MUNICIPI. I dati sulla richiesta del bonus spesa nelle principali città friulane mostrano un rapido incremento delle situazioni di difficoltà economica
Lla quarantena, decisa dal Governo il 9 marzo scorso, ha messo i Comuni di fronte a un vero e proprio cataclisma dal punto di vista sociale. Lo confermano i numeri del bonus spesa, raccolti contattando i municipi di Udine, Pordenone e Gorizia, ben rappresentativi della realtà regionale.
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Prepariamoci ora a curare la povertà - ALLARME SOCIALE ALTO. Il rischio che la pandemia metta in ginocchio molte famiglie è concreto e l’unica risposta può venire da azioni concordate tra istituzioni e mondo del volontariato
Il ‘picco’ dell’emergenza sembra superato e con alterne perplessità e malumori ci prepariamo a passare alla ‘fase 2’, quella in cui ‘dovremo convivere con il virus’. Le preoccupazioni sono tante, non da ultimo l’allarme sociale lanciato da più parti sul rischio di ritrovarci tutti più poveri, molti addirittura al di sotto della soglia minima di sopravvivenza. Sul fronte di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale sono numerosi i soggetti coinvolti, sia istituzionali che appartenenti al terzo settore.
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Pericolosa la retorica della sanità centralizzata - RAPPORTO STATO REGIONE. Grave errore, sull’onda dell’emergenza sanitaria, invocare un accentramento delle competenze. Il regionalismo sanitario penalizza l’uguaglianza tra i cittadini? Solo dove non si sa gestire
L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ripropone il tema dei rapporti StatoRegioni in una prospettiva diversa rispetto alle astratte polemiche che spesso infiammano i dibattiti tra centralisti e autonomisti. Il tema della salute, infatti, è particolarmente sensibile e ad altissimo impatto sulla vita quotidiana degli individui ed è quindi un terreno sul quale le criticità del nostro ordinamento si manifestano in modo nitido e immediato.
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Tre riforme senza una meta - NOI E GLI ALTRI - In Friuli-Venezia Giulia in appena quindici anni è stato più volte ribaltato il Sistema amministrativo Regione-Autonomie locali. Eppure bastava copiare il meglio delle esperienze in Europa
Proviamo a immaginare come sarebbe la nostra vita, in Italia e in Friuli-Venezia Giulia, se non avessimo potuto beneficiare degli apporti culturali, organizzativi, scientifici, tecnologici provenienti da altre Regioni e Stati. Nessuno può pensare di progredire senza conoscere e utilizzare, eventualmente adattandolo, quanto già reso disponibile, chiudendosi in un’anacronistica autarchia. É troppo grande il rischio di rimanere indietro, di non poter beneficiare delle esperienze altrui, di ripetere errori che altri hanno fatto e magari già corretto.
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Il sacrificio per i lavoratori è di 493 euro al meseCASSA INTEGRAZIONE. Nella aziende, a causa della crisi, le buste paghe sono state tagliate del 36 per cento
Circa 493 euro, pari al 36% dello stipendio: è questa la perdita media mensile in busta paga dei lavoratori friulani che beneficeranno di cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, per l’emergenza Coronavirus. Così i lavoratori dipendenti della nostra regione delle aziende entrate in crisi riceveranno anziché mediamente 1.358 euro al mese, un compenso asciugato a 865 euro. Solo il 33% dei cassintegrati riceverà una decurtazione minima del 20 per cento. Si tratta, infatti, di un sacrificio che tende a salire più è alta la retribuzione del lavoratore interessato dal trattamento.
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Quarantena con le mani in pasta - FATTO IN CASA. Tutti i segreti per ottenere pane e dolci perfetti a partire dall’ingrediente principale: la farina
Tutti pasticcieri e panificatori. Per passare il tempo o per provare a fare qualcosa di nuovo, la quarantena ci ha fatto riscoprire questa attività casalinghe che prima non ci saremmo nemmeno sognati di avviare. Ma come ottenere buoni risultati anche a casa? L’essenziale è conoscere bene la materia prima, come suggeriscono i grandi chef, a partire dalla farina.
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Mutuo sospeso, ecco come fare - PRIMA CASA. Chi ha chiesto un prestito per comprare l’abitazione ma si trova in difficoltà economiche a causa della pandemia può dilazionare i pagamenti anche di 18 mesi
Tra gli ambiti di interventi del decreto ‘Cura Italia’, c’è anche la possibilità per i titolari di un mutuo sulla prima casa, in situazioni di temporanea difficoltà di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi attraverso il Fondo di solidarietà Gasparrini.
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Igiene al primo posto - NUOVE ABITUDINI. Rientrare a casa è diventata un’operazione complicata che si può semplificare molto con qualche trucco e la dovuta attenzione
In questo periodo di clausura forzata molti si sono accorti di alcuni difetti della propria casa, dell’arredo, della poca funzionalità di alcune stanze. Con oggi percorreremo virtualmente stanza per stanza, vi darò dei suggerimenti, degli spunti di miglioramento.
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L’arte all’aperto a due passi dalla città - LA ‘BRAIDA COPETTI’ è un originale parco di sculture moderne aperto dal 2018 a Leproso di Premariacco, con opere di maestri del ‘900, friulani e internazionali, inserite in un contesto in origine destinato all’agricoltura
Pare che si siamo! Se un Paese non può rinascere senza cultura, la ‘Fase 2’ ripartirà anche da musei, mostre e biblioteche, che dopo l’ultimo Dpcm potranno riaprire a partire dal 18 maggio, secondo le linee guida diramate da Confcultura e Fondazione Italia in Salute. Prioritario sarà evitare le visite di grandi gruppi in contemporanea e contingentare gli accessi alle sale. Ma ci sono anche siti che si presterebbero da subito, per la loro natura, a una visita approfondita.
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Un’altra ricostruzione - 44° ANNIVERSARIO DAL TERREMOTO. Quest’anno la ricorrenza impone un parallelismo con l’attuale distruzione economica e sociale a causa del Covid-19. Però sono forti i dubbi che gli amministratori pubblici di oggi abbiano l’accortezza di ‘ascoltare’ quelli di allora
Vivere la ricorrenza del 44° anniversario dal terremoto del 6 maggio 1976 nell’atmosfera del Coronavirus, induce a pensare a quanto l’uomo, che crede di poter dominare la natura, ne sia condizionato. Si tratti dello scatenarsi di forze endogene oppure di subdole mutazioni genetiche, il richiamo dovrebbe essere lo stesso a quanto siamo soltanto granelli di polvere, trasportati da un ciclone che qualcuno chiama Provvidenza, qualcun altro Destino.
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La musica è finita, almeno per quest’anno - LIVE BLOCCATI E NEGOZI CHIUSI: il mondo dello spettacolo vive la più grande incognita dai tempi della Grande Depressione. Le testimonianze degli addetti ai lavori: “Siamo ignorati da tutti”
In questo momento si sentono tra gli ‘ultimi’, in tutti i sensi. Non c’è nessun accenno nella Fase 2 al mondo dello spettacolo, e della musica in particolare. Né se ne parla, come per la scuola, con un generico ‘ripartiremo a settembre’. Le previsioni più ottimistiche parlano di possibili e graduali riaperture autunnali per i ‘live’, ma c’è chi vede la primavera 2021 come una data più vicina alla realtà. Il tutto mentre saltano eventi, posti di lavoro, certezze radicate, persino le uscite dei Cd nei negozi (quali negozi? Bravo chi resiste…), con professionisti e non, giovani e meno giovani, società e associazioni accomunati dall’incertezza. Sempre unita comunque alla speranza che prima o poi si torni a una specie di ‘normalità’, che non sarà più quella di prima. Successe anche ai tempi della Grande Depressione e la rinascita fu più forte della caduta. Aspettando di capire se la storia si ripete davvero, abbiamo raccolto alcune testimonianze...
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Il Covid, la peggiore di tutte le catastrofi - NELLA STORIA DEL CALCIO, i tornei sono stati condizionati da diversi eventi, che l’Udinese è sempre riuscita a superare bene. Adesso si trova di fronte la prova più difficile, il coronavirus
La storia dice che solo la Prima Guerra Mondiale era riuscita finora a fermare un campionato di calcio di serie A. Correva la stagione 191415 e rimane l’unica in cui lo scudetto è stato assegnato d’ufficio, innescando polemiche che stanno proseguendo anche ai giorni nostri. Poi, più nulla è stato in grado di fermare l’intero massimo torneo in Italia.
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OMAGGIO AI CARI LETTORI - Un piccolo gesto - il dono di una bustina di semi, condiviso con due aziende del nostro territorio, la Sementi Dotto di Mortegliano e la Cartostampa Chiandetti di Reana del Rojale - dal forte valore simbolico: continuare a essere vicini ai nostri lettori, oltre che con le notizie e le informazioni, anche nella concretezza di alcuni momenti della vita quotidiana. Come quelli che nutrono la speranza che da un piccolo seme nascerà una piantina. Nel nostro orto, nel nostro giardino o semplicemente sul balcone o sulla finestra di casa. Basta crederci e coltivare la speranza. Mediafriuli vuole continuare a farlo insieme ai suoi lettori. Soprattutto in un momento così difficile per tutti, siamo convinti che è importante - e bello - seminare il futuro. INSIEME.

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