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Il Friuli in edicola, venerdì 20 ottobre 2017

Vittime della guerra e della retorica - Dopo Caporetto e ‘l’eroica resistenza’, il popolo friulano conobbe violenze, umiliazioni, deportazioni e morte. Ma per gli storici la differenza tra esercito liberatore e invasore non è così netta

Il Friuli in edicola, venerdì 20 ottobre 2017

Vittime della guerra e della retorica - Dopo Caporetto e ‘l’eroica resistenza’, il popolo friulano conobbe violenze, umiliazioni, deportazioni e morte. Ma per gli storici la differenza tra esercito liberatore e invasore non è così netta
Alle 2 in punto del 24 ottobre 1917, le artiglierie austro-germaniche cominciano a colpire le posizioni italiane dal monte Rombon. In meno di tre giorni la Battaglia di Caporetto si trasforma nella proverbiale ‘rotta’, seguita dall’occupazione fino al Piave, dall’esodo di massa, dalle rappresaglie, dai rastrellamenti e dalle fucilazioni. Tutto questo prima dell’eroica resistenza, della  Canzone del Piave e di tutta la retorica partita durante il fascismo e arrivata fino a oggi, celebrando le vittorie militari e spesso dimenticando le sofferenze della popolazione.
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Ragazze stuprate e madri in lacrime - I soldati austroungarici e tedeschi, spesso in gruppo, violentarono donne e ragazzi. E a molte di loro trasmisero le peggiori malattie. Il Regno d’Italia poi preparò un dossier non per far loro giustizia, ma per chiedere i danni di guerra
Il prezzo pagato dalle donne friulane durante la guerra non fu solo di fame, malattie e vedovanza. Diverse di loro furono anche vittime di stupri. Numerosi furono i casi all’indomani della rotta di Caporetto e durante la prima fase dell’occupazione delle truppe austroungariche e tedesche. Nel 1918 fu istituita una Reale Commissione d’Inchiesta che doveva motivare la richiesta di danni dell’Italia alla Conferenza di pace e in tale contesto un apposito capitolo era dedicato agli stupri con la qualificazione giuridica di “delitti contro l’onore femminile”. Infatti, al tempo la violenza sessuale non era considerata un reato contro la persona, ma un delitto contro il buon costume e l’ordine delle famiglie.
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Così cambieranno volto i Quartieri a est - Questione di tempo. Presto, si spera entro fine anno, arriveranno i soldi del bando nazionale dedicato alla riqualificazione delle periferie

Per Udine, in particolare i quartieri a Est significherà non soltanto cambiare volto, ma assumere un’identità precisa come parte della città. Certo resta da chiarire cosa fare della caserma Cavarzerani, sulla quale in questi giorni si sono scatenate polemiche roventi, ma che in prospettiva dovrebbe diventare il passo successivo per migliorare questa parte della città.
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Musica, vino e vent’anni di emozioni - Jazz & Wine of Peace’ festeggia il ventennale con sei giorni di concerti, oltre 90 musicisti, grandi stelle ed eventi speciali o in esclusiva. Anche un cd e una storia in 6 volumi per raccontare un festival ‘senza confini’
Quando hanno incominciato, nel 1998 a Cormòns con tre giorni di concerti, erano un gruppo di amici appassionati di musica, che qualche anno prima avevano organizzato un concerto di Riccardo Tesi a Romans d’Isonzo, grazie al presidente del circolo Acli locale, Renato Valentinuz e a Fulvio Coceani. Quel gruppo si è ingrandito e il circolo Controtempo oggi organizza un festival che taglia il traguardo della 20a edizione: ‘Jazz & Wine of Peace’, diventato sinonimo di musica e promozione turistica di un territorio, il Collio, capace di richiamare un pubblico affezionato.
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