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Il Friuli in edicola, venerdì 22 settembre 2017

Privilegiati e poveri cristi - Donne condannate a lavorare fino a 67 anni. Impiegati pubblici privilegiati. Assegni d’oro per politici e manager. E giovani senza speranze. Sulle pensioni si consuma la più grande ingiustizia sociale

Il Friuli in edicola, venerdì 22 settembre 2017

I soliti beati in pensione. e invece noi... - Dopo la riforma, andare a riposo per molti rischia di restare un miraggio, mentre sborsiamo  miliardi di euro per garantire trattamenti d’oro a troppi privilegiati
Fino a qualche anno fa, chi era ormai vicino alla pensione diceva “Speriamo di arrivarci” a titolo di scaramanzia. Tutto sommato le probabilità di raggiungere la meta tanto agognata erano decisamente più alte di quelle attuali. E non parliamo solo dei requisiti di età, molto più bassi. Il lavoro più stabile dava una marcia in più e l’assegno era più consistente. A parte i 65 anni con 20 anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia (uomini), c’erano i 60 anni con 35 di contributi per quella di anzianità. Altri tempi.
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Donne e giovani: la pensione è una chimera - Le lavoratrici italiane vanno a riposo più tardi di tutte in Europa e sono anche quelle meno sostenute nel conciliare tempo del lavoro e tempo della famiglia. Unico aiuto l’Ape social


Legge di tutela: siamo ancora sulla brutta strada - Il presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana Navarria: “Siamo ancora lontani dalla parità, specie nelle pubbliche amministrazioni. Serve un Piano”
Nei giorni scorsi, le comunità linguistiche friulana e slovena hanno aderito all’iniziativa lannciata dalla Federal Union of European Nationalities (Fuen), che ha lanciato la raccolta di un milione di firme a favore della protezione delle minoranze, delle loro lingue e delle loro culture. Ma a che punto siamo nella nostra regione? Lo abbiamo chiesto al presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana, Diego Navarria.
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Pordenone o Grado. Qual è la città più ciclabile del reame? - Le due realtà, uniche in Fvg, sono pronte a candidarsi e a farsi giudicare per diventare ‘Comune ciclabile’, puntando su una sempre maggiore sensibilizzazione all’uso della bicicletta. Nel Friuli Occidentale e in laguna vogliono fare un ulteriore salto di qualità
In questi anni si sta assistendo una riscoperta della bicicletta, mezzo nato due secoli fa e diventato, da subito, strumento di divertimento e sport, ma anche utile veicolo per spostarsi dentro e fuori la città. Riscoperta che, però, necessita di sempre più stimoli per una corretta pianificazione degli ambienti urbani e per l’attuazione di politiche che favoriscano una mobilità più a misura d’uomo.
Per questo, la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) ha promosso la prima edizione del premio ‘Comuni Ciclabili’ per permettere alle amministrazioni di ‘misurare’ le azioni intraprese per migliorare la ciclabilità dei loro territori.
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La contea sogna la secessione - Udine - Stretto tra i grandi centri commerciali, Cussignacco rischia di soffocare. Topi, roggia e sicurezza tra i problemi
Ordine, pulizia e sicurezza, magari con la riapertura quotidiana della circoscrizione e l’aiuto di un vigile di quartiere.
Sono queste le esigenze di Cussignacco, quartiere alle porte di Udine, “che non si riconosce più nel suo Comune – spiega Loris Michelini, consigliere comunale di Identità civica e qui residente -. Anche se Cussignacco ha quasi 5.500 residenti contiamo meno di Pradamano, Comune con poco più di 3mila abitanti. Per questo ci sentiamo ancora parte dell’antica contea di Cussignacco ed è per questa identità che ho chiamato la mia lista Identità civica”.
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Il lato nascosto della festa - Se la spesa organizzativa è di ‘appena’ 200mila euro, l’indotto generato dalla kermesse gastronomica Gusti di Frontiera supera il milione. Tutto esaurito in alberghi e B&B
Sono di nuovo i giorni di Gusti di Frontiera, questi, a Gorizia. Giorni affollati, colorati, profumati, golosi, confusionari, travolgenti. Come da copione, insomma. Quel che si vede – i 350 stand in rappresentanza di 44 nazioni, suddivisi in 22 borghi, ma anche le decine di migliaia di visitatori, gli appuntamenti del Salotto del Gusto e i volti noti (dagli chef Antonia Klugmann e Gianfranco Vissani a Bruno Pizzul e Camila Raznovich) – è sotto gli occhi di tutti ed è quello a cui ormai da diverse edizioni a questa parte la più grande kermesse enogastronomica del nordest ha abituato.
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Il baby poeta vola in Sudafrica - MONFALCONE - Scrive versi fin dalle elementari. E ora, dopo già diverse letture all’estero, Alessandro Lutman rappresenterà l’Italia al festival internazionale di Johannesburg
Sì, la poesia è decisamente attuale. È ancora capace di interessare e attrarre a sé i giovani, che ci trovano una fonte inesauribile di emozioni. Come nel caso del giovane monfalconese Alessandro Lutman, classe 1995, entrato per la prima volta in contatto con quest’arte alle elementari.
“Poi l’ho riscoperta in quinta superiore - racconta lui stesso - e dopo aver letto alcuni componimenti di Leopardi ho deciso di scrivere alcune poesie di stampo leopardesco”.
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Le parole che raccontano la tragedia - Da Ungaretti a Gadda, da Lussu a Serao furono tante le penne che scrissero della Grande Guerra, cercando di dare una spiegazione a un evento difficile da interpretare
Di queste case/non è rimasto/che qualche/brandello di muro.
Di tanti/che mi corrispondevano/non è rimasto/neppure tanto.
Ma nel cuore/nessuna croce manca.
É il mio cuore/il paese più straziato”.
Con queste parole di ‘San Martino del Carso’ Giuseppe Ungaretti descrive lo strazio della guerra, che lo vide combattere in prima linea proprio sul fronte orientale. Ma, ovviamente, non è l’unico che esprime con la scrittura le sensazioni, i ricordi e le impressioni del conflitto.
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Donne moderne e sensuali di 100 anni fa - Giornate del cinema muto: la 36a edizione a Pordenone, dal 30 settembre, vede al centro l’immagine femminile in tutte le sue varianti, stereotipate o innovatrici. Tante, al solito, le ‘prime’ mondiali
La figura femminile in molteplici varianti è al centro della 36a edizione delle Giornate del cinema muto. Star iconiche, prototipo della donna moderna, sensuale, provocante, disinibita, e allo stesso tempo innocente e pura come Louise Brooks, di cui sarà presentato in prima internazionale il frammento di 23 minuti di Now we’re in the air, considerato interamente perduto. Donne la cui immagine, negli anni Dieci dello scorso secolo, era legata a stereotipi esotici tardo ottocenteschi come Pola Negri, polacca dalle origini misteriose, cresciuta in miseria, note anche per le vicende sentimentali movimentate (con Charlie Chaplin e Rodolfo Valentino), omaggiata con tre rare pellicole.
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