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Il Friuli in edicola, venerdì 5 giugno 2020

Il Friuli in edicola, venerdì 5 giugno 2020

Sanità: liste resettate - Gli ospedali hanno ricominciato a fare visite ed esami, ma chi si era già prenotato deve ripartire da zero e rimettersi in coda

Liste d’attesa: col ‘reset’ si riparte senza arretrati - LA DENUNCIA. Le visite e le analisi ospedaliere sospese durante il lockdown non sono ancora ricominciate, mentre gli operatori del Cup invitano i pazienti a rifare ex novo le impegnative
Dal 4 maggio, data di avvio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria, al 3 giugno giorno in cui si segna l’effettiva ripartenza dell’Italia, con la possibilità di spostamenti tra le diverse regioni, il nostro Paese ha pian piano ricominciato a vivere. Dalle librerie ai parrucchieri, dai ristoranti alle palestre fino alla tanto discussa movida, tutti i cittadini hanno ripreso in tutto o in parte la loro vita prima che arrivasse il Coronavirus.
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Visite ed esami non urgenti ancora ‘vietati’ - STOP PROLUNGATO. Dopo le riaperture, le uniche attività che non hanno ancora ripreso sono la scuola e la sanità. Lo abbiamo verificato testando le disponibilità dei centri della nostra regione

Mentre l’Italia si avvia alla Fase 3 con la riapertura di tutti i comparti, sia istituzionali che produttivi, c’è qualche settore per il quale non è iniziata nemmeno la Fase 2 dopo il lockdown. L’esempio più emblematico è quello dell’istruzione, dove le scuole di ogni ordine e grado e le università stanno organizzando la riapertura per settembre e dove ci sono ancora molti punti da risolvere.
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Ripresa dispari... oppure pari? - DONNE E LAVORO. Gli effetti della pandemia rischiano di far pagare a loro il prezzo più alto, aggravando ancor di più le diseguaglianze esistenti. Ma i danni sarebbero per tutti
Dopo il rassicurante slogan #andràtuttobene, è tempo di fare i conti con le preoccupazioni e le incertezze della realtà. E affrontarne le sfide strutturali per condividere l’idea di quale Paese vogliamo ricostruire. L’emergenza sanitaria ora deve fare i conti con le crescenti preoccupazioni economiche di un calo del Pil a due cifre. E, con esse, i pericoli di una nuova questione sociale. Il Governo, nazionale e locale, deve puntare sulla crescita, investendo sulle infrastrutture che portano verso un futuro sostenibile, equilibrato e inclusivo. Come suggerisce l’Agenda Onu 2030.
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Dai Comprensori alle Comunità - NOI E GLI ALTRI - 6. Nell’ultima riforma degli enti locali, la Provincia di Trento ha introdotto un modello adattato alle realtà storiche e geografiche del suo territorio. Superando le criticità prima incontrate
Come per l’Alto Adige e sino al 2006, i 217 Comuni del Trentino (in totale 530mila abitanti) erano aggregati in 11 Comprensori. Con una differenza rispetto a Bolzano (Comprensorio urbano monocomune, come già visto): il Comprensorio della Valle d’Adige comprendeva con Trento altri 28 Comuni per un totale di 166mila abitanti.
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Il reddito di cittadinanza ha fallito - LAVORO. Lo certifica la Corte dei Conti. Qualche risultato nella lotta alla povertà lo ha portato, ma si è rivelato del tutto inadeguato per trovare un’occupazione
Doveva abolire la povertà e, invece, si sta rivelando un deludente flop. In verità, non serviva un Premio Nobel per l’economia a capire che il reddito di cittadinanza, il provvedimento ‘bandiera’ del Movimento 5 Stelle al governo, non avrebbe mai raggiunto gli obiettivi che si prefiggeva. Al di là delle ovvie critiche delle opposizioni, aveva sollevato perplessità da parte della gran parte delle categorie economiche. Ora, però, a esprimere delle valutazioni oggettive, dati alla mano, è intervenuta la Corte dei Contri, attraverso il suo ‘Rapporto 2020 sul coordinamento della finanza pubblica’.
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Nessuno è immune da bufale e fake news - A CACCIA DELLA VERITÀ. Grazie all’aiuto di esperti scientifici il blogger David Puente fa l’elenco di tutte le fesserie che sono state dette in questi mesi sulla pandemia. Per fortuna la nostra regione è stata risparmiata
Il più grande cacciatore di bufale e fake news dei nostri tempi è il friulano David Puente è. Nato in Venezuela, vive in Italia da quando aveva sette anni. Cresciuto a Tarcento, si è poi trasferito a Udine dove ha frequentato il liceo artistico Sello e poi Scienze e Tecnologie Multimediali a Pordenone. 
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Di nuovo a scuola, ma non si sa come - UDINE. La riapertura resta un mistero. Anche se l’amministrazione comunale ha già deciso i lavori di manutenzione, tutto è fermo in attesa d’indicazioni da Roma
L’annus horribilis della scuola sta per concludersi. Gli ultimi a chiudere i libri saranno, ovviamente, gli studenti delle superiori, impegnati negli esami di maturità più difficili di sempre. Quindi, cominceranno i lavori in vista dell’apertura del prossimo anno scolastico. Il tempo è più che mai tiranno. Se non arriveranno presto indicazioni chiare da Roma, la ripartenza sarà a dir poco complicata.
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Gli austriaci amano il lato ‘oscuro’ dell’Isola d’oro - ANDREA NAGELE ha ambientato già cinque dei suoi ‘Adria Krimi’ a Grado, dove passa le vacanze e ha creato una serie di psicothriller che hanno come protagonista la commissaria Degrassi, in una location cupa e misteriosa
La Sicilia del commissario Montalbano raccontata da Andrea Camilleri; la Bologna irrequieta di Carlo Lucarelli e il suo ispettore Coliandro; la Val d’Aosta virata in colori scuri da Antonio Manzini per il suo Rocco Schiavone; e andando più indietro nel tempo, la Los Angeles-Babilonia di Raymond Chandler, senza dimenticare la Londra vittoriana di Arthur Conan Doyle e del suo Sherlock Holmes.
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Il Patriarcato da tutti dimenticato - ESATTAMENTE 600 ANNI FA calava il sipario su una delle maggiori realtà economiche, sociali e politiche del Millennio medievale in Europa. Eppure istituzioni, università e la stessa chiesa friulana non spendono neppure una parola su tanto passato splendore. Al massimo qualcuno (la Regione) ‘celebra’ a sua distruzione
Ma che cosa è successo seicento anni fa, in quel 1420 che segnò il declino e poi la morte definitiva di una delle maggiori realtà economiche, sociali e politiche del Millennio medievale? Come? Non ne avete mai sentito parlare? Non stento a crederlo, dal momento che non se ne trova traccia nella miope disamina storiografica che caratterizza i manuali scolastici italiani e nella ancor più superficiale e colpevole negligenza della maggioranza dei docenti che, ligi ai dettami del famigerato programma ministeriale, insegnano ai loro studenti tutto sulle repubbliche marinare, su Firenze e sulla Magna Curia di Palermo, ma si dimenticano di prendere in esame quanto successo qui, in terra friulana. E se ciò è riprovevole ovunque, qui da noi è inaccettabile.
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Supersconti per ristrutturare - BONUS AL 110% Per rilanciare il settore edilizio da luglio al via alle nuove detrazioni per l’efficientamento energetico di case e appartamenti
Tutti a caccia dell’Ecobonus al 110% per sistemare casa. Ma quali sono le condizioni per ottenere la ghiotta detrazione? A fornire utili informazioni è lo Sportello energia della Regione Fvg, che ha ricevuto molte richieste di informazioni da parte dei cittadini, non appena l’ipotesi Ecobonus al 110% ha cominciato a circolare.
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“Che musica in Friuli... 100 anni fa” - LINO STRAULINO ha sfruttato il lockdown per una riscoperta delle radici ‘d’autore’ della nostra terra: invece delle canzoni ‘al balcone’, sui social con le sue ricerche nel materiale autoctono di fine ‘800 e dei secoli precedenti
Nessuno ha pubblicato tanti album come lui, qui da noi. Cantautore di punta della gnove musiche furlane negli Anni ’90, sperimentatore nei decenni successivi, Lino Straulino non è solo lo stakanovista ‘alla Zappa’, autore di decine di lavori in tutti i formati (cassette, cd, vinili in edizioni superlimitate…), ma un esploratore della musica a 360 gradi. Difficile, quindi, immaginarselo cantare ‘al balcone’ durante il lockdown o lanciare messaggi dai social, utilizzati invece per fare quello che è nella sua indole: creare nuova musica.
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Ancora notti magiche 30 anni dopo - L’8 GIUGNO 1990 iniziava in Italia la quattordicesima edizione dei Mondiali. Per otto giorni, Udine visse un’atmosfera particolare: anche quest’estate al ‘Friuli’ tornerà il gran calcio
Trent’anni dopo, a giugno, gli stadi sono nuovamente protagonisti in Italia. Stavolta non per un Mondiale, ma per una anomala conclusione di stagione ancora ostaggio del coronavirus. Raramente dopo il 1990 Udine ha ospitato nel mese di giugno confronti importanti (tipo l’Europeo Under 21 lo scorso anno). E adesso che la città si appresta a vivere un’altra estate calda, non può non tornare alla mente quella del 1990, quando lo stadio Friuli fu designato per ospitare tre gare del Gruppo E di quel Mondiale. Sarà tutta un’altra cosa, soprattutto perché non ci saranno i tifosi sugli spalti e il fatto emozionale ne risentirà in maniera tale da poter anche incidere sui risultati. Ma l’Italia, e il mondo, nell’estate del 2020 devono far fronte ad una battaglia vitale.
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