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Pasqua speciale da vivere assieme ai propri cari

È questo il consiglio di don Rizieri De Tina, per vivere la Settimana Santa in modo ancora più profondo e interiore

Pasqua speciale da vivere assieme ai propri cari

È una Settimana Santa del tutto speciale quella che trascorriamo quest’anno. Ce la racconta giorno per giorno don Rizieri De Tina, vicario della Forania di Nimis, che con la sua fede e la sua saggezza ci spiega come vivere questa esperienza in modo positivo per noi e per i nostri cari.
DOMENICA DELLE PALME - Si ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Questo anno mancherà tutta quella gente che si radunava per la benedizione dell’ulivo. Si dovrà andare ‘a memoria’. Se si ha la fortuna che il prete benedica l’ulivo, si potrà andare alla spicciolata, a prenderlo in chiesa e, se no, bisognerà riciclare quello dello scorso anno.
GIOVEDÌ SANTO - Ricordiamo l’Ultima Cena di Gesù con gli apostoli. In tutti questi giorni, in cui la quarantena ci obbliga a vivere in famiglia, possiamo imparare a celebrare lo ‘stare assieme’ (cena) come una grazia che ci si offre reciprocamente. Raccontandoci la vita, celebriamo la nostra Liturgia della Parola e mangiando insieme, celebriamo la nostra Eucarestia, fatta in casa. Possiamo attualizzare la lavanda dei piedi, fatta da Gesù agli apostoli nell’ultima cena, ricordandoci con una telefonata di qualche persona sola.

VENERDÌ SANTO - Si commemora Gesù che ci dà la sua vita. Possiamo ricordarci di chi ha data a noi la vita e di chi continua a darcela. E chiediamo a Lui, anche per noi, la grazia di conservare il regalo della vita, che ci viene fatto continuamente, dandola agli altri. Ricordiamoci di pregare per tutti coloro che mettono a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri e infiliamo un rametto d’ulivo, nel crocefisso che abbiamo in casa, perché li assista.
SABATO SANTO - Gesù è solo, nel sepolcro. Accanto a lui ci sono tutti quelli che, a causa del coronavirus, hanno lasciato questo mondo in solitudine. L’essere con Lui è, per loro, garanzia di resurrezione. Noi preghiamo per i morti e anche per i loro parenti che non li hanno potuti salutare.
DOMENICA DI RESURREZIONE - Anche la Pasqua di Gesù è stata celebrata senza alcuna solennità, tra l’annuncio gioioso che era risorto e tanti dubbi condivisi… anche se Lui aveva predetto: “Se il seme di frumento non finisce sotto terra e non muore, non porta frutto. Se invece muore, porta molto frutto“. (Gv 12,24) Forse questo anno possiamo interiorizzare ancora di più il senso della Pasqua come un’attesa, sostenuta dalla speranza, che: ”Nol è mai un mâl che nol sedi un ben!”. Ce lo hanno insegnato i nostri vecchi! Il fatto di non celebrare in chiesa con la comunità, la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù può diventare un’occasione di partecipazione, ancor più interiore, personale e familiare, al sul destino condiviso, più che mai in questi tempi di Passione, che stiamo vivendo a livello globale. Forse questa esperienza che facciamo ci porterà o ci rafforzerà nel nostro modo di credere, perché possa essere più aderente al modo di vivere.

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