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‘Nuove telecamere, Udine come la Cina?’

Salmè critica la proposta dell’amministrazione Fontanini: “Nella migliore delle ipotesi sembra un Grande Fratello”

‘Nuove telecamere, Udine come la Cina?’

Continua a far discutere l’ipotesi d’introdurre, a Udine, nuove telecamere per il riconoscimento facciale. Sul tema interviene Stefano Salmè, segretario politico di Io Amo Udine. “Per una volta l’amministrazione Fontanini riesce a essere nel gruppo di testa: peccato che si tratti di un primato che la pone tra le ancora poche (ma in crescita) amministrazioni comunali che si stanno avviando a creare un sistema di sorveglianza di massa, nella migliore delle ipotesi somigliante al ‘Grande Fratello’ orwelliano, nella peggiore in un sistema pericolosamente simile a quello già presente nel regime cinese”.

“Con la scusa della sicurezza, l’amministrazione Fontanini aumenterà il numero delle telecamere da 95 a 160, con sistemi di lettura in grado di leggere le targhe, come anche di riconoscere le persone. Come non bastasse tutto questo, per esplicita volontà dichiarata dall’assessore all’in-sicurezza Alessandro Ciani, si vorrebbe arrivare all’installazione di telecamere in grado di produrre il riconoscimento facciale, tutto ciò in barba ai regolamenti sulla privacy, nazionali ed europei”, incalza Salmè.

“L’assessore con banale candore afferma: ‘Mi chiedo cosa dovrebbe temere una persona che si comporta bene?’. Per quanto ci riguarda, come Io Amo Udine, non ci preoccupa il fatto che questo ‘Grande Fratello’ verrà usato per taglieggiare i cittadini che, solo per fare un esempio, supereranno il limite di 30 km nelle “zone trenta” che l’amministrazione sta spargendo in giro per la città. Concordiamo sul fatto che se c’è un limite esso deve essere rispettato o modificato. Quel che, invece, ci preoccupa e per il quale siamo pronti alla battaglia politica, è l’utilizzo che potrà essere fatto, partendo dal precedente già vissuto: noi non abbiamo dimenticato l’utilizzo dei droni, in dotazione alla Polizia Locale, nei parchi cittadini, per ‘pizzicare’ i runner o le giovani coppie che avevano osato trasgredire le incostituzionali misure per costringere gli italiani al rispetto del lockdown”.

“Dall’alto di un paternalismo insopportabile, negli ultimi due anni, la classe politica italiana, sventolando la mistificatoria necessità di tutelare la salute collettiva, ha sospeso le principali libertà costituzionali. Oggi, il governo cittadino, con la stessa tecnica di manipolazione, sulla base di una presunta sicurezza collettiva, vorrebbe traghettarci in una sorta di Matrix. Io Amo Udine è fermamente contraria a questa deriva e si candida a proporre un’alternativa politica basata sulla libertà. Se i cittadini ci daranno il consenso, manterremo solamente un piccolo sistema di sorveglianza, smantellando il resto e cedendolo in comodato gratuito a famiglie ed esercizi commerciali. Uguale sorte faranno i costi di manutenzione che, così risparmiati, finiranno per alimentare un bando per l’acquisto di impianti di sorveglianza per famiglie e attività economiche. Per far comprendere che il tema delle libertà individuali, in tempo di ‘lasciapassare verde’, è centrale per la qualità della vita, annunciamo una prossima manifestazione sotto al ‘Palazzo’, in modo che la politica senta la voce dei cittadini”, conclude Salmè.

1 Commenti
Vin62

Infatti non capisco qual'è il problema...se uno non ha niente da nascondere per me possono mettere 10000 telecamere in modo da rendere una città sicura come fanno in Europa

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