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'Draghi sulla Cina impone di difendere la portualità Fvg'

Per il gruppo di Forza Italia, "l'Occidente ha compreso che il disegno cinese di egemonia sul mondo deve essere arginato"

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"L'Occidente ha finalmente compreso che il disegno cinese di egemonia sul mondo deve essere arginato. Forza Italia l'aveva detto a tutti i livelli ed è ritornato il momento di coinvolgere il Consiglio regionale sulla questione, come impegnava a fare la nostra mozione sugli accordi italo-cinesi approvata un anno e mezzo fa, in quanto sotto la lente resta, in particolare, la portualità del Fvg". Lo auspica in una nota il Gruppo consiliare regionale di Forza Italia, attraverso un intervento del capogruppo Giuseppe Nicoli, insieme ai consiglieri Mara Piccin e Franco Mattiussi, dedicato a quello che "è stato uno dei principali temi di discussione al G7 in Cornovaglia, nel quale è emersa chiara e autorevole la posizione del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Punto di vista coincidente, oltreché con quello degli altri Paesi occidentali, Usa in testa, anche con quello da tempo sostenuto da FI in tutte le sedi, compreso il nostro Consiglio regionale. Mentre qualcuno si inchina nell'ambasciata cinese, Draghi ritiene dunque urgente esaminare con attenzione la partecipazione dell'Italia alla Via della seta, decisa dal Governo gialloverde guidato da Conte nel 2019".

"Rimane a rischio - rimarcano gli esponenti forzisti - la portualità del Fvg, grazie ad accordi tra l'Autorità di sistema e Cccc di fronte ai quali abbiamo sempre sollevato perplessità in un contesto di invasione cinese che, per ora, è commerciale e finanziaria, ma che domani potrebbe portare a derive impattanti sulla nostra società".

"Anche un osservatore autorevole come il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, nei giorni scorsi ha chiarito - aggiunge la nota - come, essendo a Trieste arrivati i tedeschi a gestire parte del traffico portuale, non è escluso che proprio tramite questa presenza, per i rapporti esistenti tra Berlino e Pechino (la Cina è il principale mercato tedesco), in futuro la Repubblica popolare non abbia accesso anche a delle strutture, sperando che porre dei paletti non porti a un nuovo Pireo. Ma il rischio, secondo noi, è troppo alto".

"Ricordiamo - osserva ancora il Gruppo consiliare di Forza Italia - che la Cina è il Paese che non garantisce trasparenza sulle origini dello scoppio di una pandemia che ha ucciso, a oggi, quasi 4 milioni di persone e bloccato il mondo. Con questo bel bagaglio penetra negli altri Stati, influenzandone e spesso strozzandone l'economia. L'Occidente sta reagendo, purtroppo in ritardo, alla Via della seta varando il Build back better world. Speriamo non sia troppo tardi".

"La Cina è ormai alle porte, presente in tutti i Balcani, considerati l'approdo naturale in Europa della Via della seta. La mole di investimenti in Serbia, Ungheria, Montenegro, Grecia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia e ora Slovenia con Huawei, via Capodistria, costituisce un campanello d'allarme. I prossimi potremmo essere noi: un problema - conclude la nota firmata da Nicoli, Mattiussi e Piccin, che è anche presidente della IV Commissione consiliare - sul quale anche il Consiglio regionale deve essere aggiornato e deve nuovamente esprimersi, senza ambiguità dettate dalla convenienza". 

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