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'Idroelettrico, non si torni alla centralizzazione'

Sut (M5S): "Non rimarremo a guardare mentre la prospettiva di una miglior tutela ambientale si allontana dalla montagna"

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“Sebbene l’emendamento presentato dal Pd alla Legge Europea non contempli le Regioni e le Province Autonome come il Friuli Venezia Giulia, esprimo comunque forte delusione per il passo indietro che questo comporterebbe in materia di regionalizzazione delle concessioni idroelettriche. Il ritorno a una gestione centralizzata, inizialmente inserito nel Testo base della Legge di Bilancio 2021 e poi stralciato, rifà di nuovo capolino in una proposta emendativa che cancella d’un colpo il grande lavoro svolto negli ultimi due anni in favore dei territori. Ma siamo pronti a batterci, al fine di riportare su tutto il territorio nazionale il giusto riconoscimento dei canoni e dei sovracanoni, oltre che della quota di energia gratuita”.

Esordisce così il deputato M5S Luca Sut dopo aver appreso “con grande sorpresa il voltafaccia che, di fatto, l’emendamento in questione rende ai territori interessati dalla presenza di grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico, protagonisti di un percorso di regionalizzazione che vedremmo così interrompersi, in virtù - sottolinea - di un interesse nazionale che non può dirsi realmente tutelato se perseguito sottraendo risorse alle realtà locali più fragili, come quelle montane. E se più volte – ricorda Sut – assieme alla collega Elisa Tripodi eletta in Valle d’Aosta, siamo intervenuti a favore del buon esito di questo importante cambio di passo iniziato nel 2019 con il Decreto Semplificazioni, ci troviamo ora di fronte a un tentativo che neutralizza l'intento finora espresso. Alcune Regioni - chiosa il deputato pentastellato - come del resto il FVG grazie al valido apporto dei colleghi M5S in Regione Sergo e Capozzella, nel frattempo hanno disciplinato con Legge propria modalità e procedure di assegnazione delle concessioni, adempiendo alla disposizione nazionale e gettando le basi di un’opportunità di rinascita per la montagna”.

“Una cosa è certa – conclude – non rimarremo a guardare mentre la prospettiva di una miglior tutela ambientale, di valorizzazione turistica e di nuove risorse per i servizi essenziali, si allontana dai territori montani delle regioni a statuto ordinario in cui sono presenti impianti idroelettrici”.

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