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'Legittimo rivendicare la sede della Bers'

All'attacco di Serracchiani, replicano il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Nicoli e Sandra Savino

\u0027Legittimo rivendicare la sede della Bers\u0027

Siamo candidabili come nuova sede della Bers, dichiarava Debora Serracchiani nel 2017, ma oggi per attaccare Forza Italia è disposta a rinunciare alla coerenza”. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giuseppe Nicoli, replicando alle parole di Serracchiani e rimarcando la serietà e la legittimità della richiesta di Forza Italia di trasferire la Bers da Londra a Trieste nell’ambito della Brexit.

“Dalle dichiarazioni di Serracchiani – continua - è uscito il vero spirito che la anima. Ha rinunciato alla sua stessa richiesta che forse ha dimenticato, che invece Forza Italia ancora porta avanti con coerenza: a lei interessa di più un altro obiettivo, quello della poltrona della presidenza della Bers, per la quale l’Italia candida l’ex ministro Padoan”.

Nel merito della questione, Nicoli aggiunge: “Certo che la Bers non è un ente dell’Ue, ma il suo controllo non è americano. Gli Usa, infatti, sono il principale Paese azionista (inteso come singolo Stato) e come di consueto hanno un peso, ma la larga maggioranza dell’organismo è tutta europea. Le istituzioni europee (Ue e Banca europea degli investimenti) unitamente agli Stati membri detengono il 62,8 per cento del capitale della Bers. Quanto alla sede, è vero che non sembra in discussione, ma chiedere è lecito, anche perché simili rivendicazioni si ascrivono a partite ben più complesse, che coinvolgono considerazioni diplomatiche, economiche, tecniche e politiche. Del resto, come in ogni partita politica, si può chiedere la Bers anche per ottenere altro e in quest’ottica anche un “no” sarebbe funzionale. Inoltre, il fatto che la Banca stessa si sia sentita in dovere di diramare un comunicato stampa in risposta alle nostre rivendicazioni – conclude Nicoli -, dimostra l’importanza della tematica e di quanto da noi richiesto”.

“Occupazionismo fine a sé stesso: è la mentalità che pervade il PD e Debora Serracchiani. Per lei, invece di richiedere legittimamente, come ha fatto Forza Italia, di portare una sede della futura Bers a Trieste, ci si deve accontentare di candidarvi alla presidenza Pier Carlo Padoan. Senza alcuna visione, senza prospettiva, senza la minima analisi sull’evoluzione della storia e sul ruolo della nostra città. Tema, quest’ultimo che non l’ha mai interessata”. È secca la risposta della coordinatrice per il Friuli Venezia Giulia di Forza Italia, onorevole Sandra Savino, alle esternazioni di Serracchiani sulla proposta di Forza Italia di portare una sede della Banca per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Trieste. Anche perché, appunto, la deputata PD dimostra di non avere contezza del presente e delle possibili evoluzioni dell’istituzione.

“Sulla Bers è in corso un ampio dibattito istituzionale - ha precisato l’on. Savino - all’interno del quale sta prendendo spazio la possibilità di ristrutturare operatività e finalità della Banca che si è dimostrata addirittura anche più efficace della BEI come banca di sviluppo, pur condividendo con essa importanti settori di intervento”.

Questo dibattito parte dalla consapevolezza che la Bers, integrandosi con la Bei, possa dare molto di più di quello che offre come banca d’investimenti per lo sviluppo dei Paesi ex blocco sovietico. “In Europa - continua l’on. Savino -  c’è una volontà trasversale di arrivare ad una nuova sintesi tra Bei e Bers potenzialmente molto importante per l’intera Unione: una Banca Europea per lo Sviluppo Climatico e Sostenibile, la cui sede e la cui governance sono tutte da definire”.

Per questo spaventa e preoccupa, aggiunge la coordinatrice di Forza Italia Fvg, “quanta distanza ci sia tra Serracchiani e la realtà: è stata presidente di una Regione autonoma a forte vocazione internazionale e prima ancora parlamentare in Europa. Cosa ha fatto in tutti quegli anni? Se non è al minimamente al corrente di questi temi dovrebbe evitare di esprimersi giudizi a caso”.

Oppure, continua l’on. Savino, “la sua è solo arroganza di periferia che punta esclusivamente a mettere una bandierina su una sedia. Che poi si abbia l’onestà di dichiarare quanto costa quella sedia e la trasparenza di verificare a cosa è servita questo è tutto da dimostrare”.

Quella della Bers non è una battaglia per un’istituzione in corso di evoluzione e alla testa della quale mirare a mettere un inutile candidato superpagato. “La nostra battaglia - conclude Savino - è per tutelare il ruolo dell’Italia in Europa e per progettare un futuro di sviluppo a Trieste e al Friuli Venezia Giulia in piena sintonia con quanto sta accadendo sul resto del Continente. Non si può vivere nel proprio orticello, bisogna riportare l’Italia in Europa e l’Europa a Trieste e in FVG. Altrimenti si passi la vita a vivacchiare di polemiche sterili come fa Serracchiani”.

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