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'Morte nel Cpr, serve chiarezza e un veloce cambio di rotta'

Moretti (Pd): "Le strutture nel Gradiscano si confermano inadeguate e pericolose, vanno subito sospese"

\u0027Morte nel Cpr, serve chiarezza e un veloce cambio di rotta\u0027

"La situazione di forte di tensione nel Cpr di Gradisca, tra gli ospiti ma anche gli operatori e le forze dell’ordine, era annunciata e traspariva ormai da settimane: dalle segnalazioni di autolesionismo apparse sui social alle voci di sciopero della fame. In sei mesi ci sono stati due morti e diverse persone ricoverate, e gli ultimi episodi di oggi dimostrano che la situazione è pericolosa ed è necessario un cambiamento chiaro di strategia, non certo altre strutture del genere come paventato da Fedriga". A dirlo è il consigliere regionale e segretario provinciale del Pd di Gorizia, Diego Moretti, commentando la notizia della morte, nel Cpr di Gradisca d'Isonzo, di un uomo albanese di 28 anni, e del compagno di stanza, cittadino del Marocco, portato via in gravi condizioni subito dopo il rinvenimento del cadavere.

"La situazione conferma come queste strutture sono pericolose, per operatori e forze di polizia, e inadeguate al loro scopo. Serve un cambiamento chiaro di strategia e nel mentre che si decide come affrontare la questione, queste strutture vanno sospese. La richiesta di nuove strutture del genere sul territorio regionale da parte di Fedriga e di alcuni Sindaci (richiesta mai riscontrata favorevolmente) alla luce dei fatti di questi giorni risultano del tutto fuori luogo".

Inoltre, continua Moretti "nelle ultime ore sembra che ci siano stati dentro al Cpr anche degli incendi: è quanto mai necessario fare chiarezza su cosa sta succedendo lì dentro, per la sicurezza di tutti, ospiti, operatori e forze di polizia, così come è necessario un ripensamento sulla tipologia di struttura da parte del Governo nazionale. Non è possibile che Gradisca si trovi sola a fronteggiare una situazione di questa gravità, per i suoi cittadini, ma soprattutto per gli ospiti e tutti coloro che operano nel Cpr e nel Cara".

“Nè un carcere né un Cpr sono luoghi in cui si deve entrare correndo il rischio di morire, eppure in un pugno di giorni registriamo due decessi, a Trieste e a Gradisca. Non si può restare indifferenti e continuare ad archiviare come fatalità questi fatti”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), riferendosi alle recenti morti di un detenuto nel carcere di Trieste e di un migrante nel Cpr di Gradisca d'Isonzo (Gorizia).

Per la parlamentare “sono situazioni sicuramente diverse e non comparabili ma comunque casi che sollevano interrogativi e chiedono risposte sulle garanzie di incolumità e sicurezza in cui si trovano reclusi detenuti e migranti in via di rimpatrio, in primo luogo sull'adeguatezza delle strutture. Per qualsiasi ragione si renda necessario, lo stato di reclusione o di limitazione della libertà personale non può essere causa o concausa di morte, e per di più poco chiara”.

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