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'Permessi per i dehor, nuova tegola per gli esercenti'

A lanciare l'allarme è il Sindaco Ziberna, che ha scritto ai ministri competenti e al governatore Fedriga

"Crisi economica e periodo pandemico, che hanno messo in ginocchio molti imprenditori, artigiani e commercianti, non sono bastati. Ora una nuova tegola rischia di cadere sulla testa degli esercenti di bar e ristoranti a seguito di un decreto del ministero della cultura, che è stato appena reso noto al Comune di Gorizia come ad altri Comuni del Friuli Venezia Giulia (poco meno di una trentina) dotati di centro storico da tutelare". A lanciare l'allarme è il Sindaco del capoluogo isontino, Rodolfo Ziberna.

"Secondo il decreto, dall'1 gennaio gli esercenti che operano in un'area da tutelare storicamente dovranno richiedere alla Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio l'autorizzazione a porre attrezzature, pedane, tavolini e ombrelloni in prossimità dei rispettivi esercizi. Ciò vale anche per gli arredi urbani posti dalle amministrazioni comunali".

"E' nota quale sia la notevole carenza di organico di tutte le Soprintendenze, inclusa quella del Friuli Venezia Giulia, e appare assurdo che si vogliano caricarle di ulteriori incombenze, che si tradurranno nella necessità di rimuovere i dehor già collocati rimanendone sprovvisti fino all'arrivo della autorizzazione. Vale la pena sottolineare che la violazione della prescrizione è di rilievo penale. Non è chiaro cosa accadrà per il pregresso", prosegue Ziberna.

"Ecco la ragione per cui stamani ho inviato una lettera ai ministri competenti per materia Urso e Sangiuliano e al presidente della Regione Fedriga, anche nella sua veste di presidente della Conferenza delle Regioni, e all'assessore competente Bini. Mi auguro innanzitutto che possa essere spostato il termine e che si possa prevedere che ogni Comune condivida con le Soprintendenze un regolamento che, dopo aver individuato cosa e dove può essere collocato, eviti ulteriori conseguenze dannose per gli esercizi commerciali", conclude Ziberna.

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