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'Plastica monouso, preoccupa l'impatto occupazionale'

Lizzi (Lega) ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per capire se si sia agevolata una transizione efficace

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“L’applicazione estensiva della Direttiva sulla Plastica Monouso causerà un’ulteriore crisi a molte aziende che hanno investito tempo e risorse per ottenere plastiche “neutre” per l’ambiente, con conseguente taglio di posti di lavoro, in particolare in Italia, paese leader nel settore con oltre il 20% della produzione europea di plastiche e circa 160 mila persone impiegate, si stimano già licenziamenti fino al 90% del personale”. Lo afferma l’europarlamentare della Lega, Elena Lizzi, che in un’interrogazione rivolta alla Commissione europea, sostenuta anche dal collega Paolo Borchia, chiede “se si sia proceduto ad un approfondimento ex-ante più attento e inclusivo, tramite una valutazione di impatto su tutti gli aspetti toccati dalla Direttiva, se si sia considerato l’impatto economico causato da una repentina perdita di posti di lavoro e se si siano individuati gli strumenti per facilitare una transizione efficace”.

L’europarlamentare friulana ricorda come “il 1 giugno 2021 siano state pubblicate le Linee Guida finali alla Direttiva (EU) 2019/904 sulla Plastica Monouso e nel perimetro della Direttiva siano state incluse tutte le tipologie di plastica, anche quelle biodegradabili e a base di carta”.

“In una fase così critica per la ripresa dei settori economici, la richiesta di mettere al bando entro il 3 luglio 2021 una serie di prodotti a base di plastiche potrebbe causare –conclude Lizzi- un’ulteriore perdita di posti di lavoro in modo così repentino da non permettere anche alle imprese più efficienti di adeguarsi ai nuovi standard”.

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