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'Tagliamento, la Riserva della Biosfera è un'opportunità non un vincolo'

Scoccimarro: "La valorizzazione dell'ambiente deve considerare questo bene come prezioso, ma non un'entità intoccabile"

\u0027Tagliamento, la Riserva della Biosfera è un\u0027opportunità non un vincolo\u0027

"La Riserva della Biosfera è un riconoscimento di carattere globale, che non ha personalità giuridica e di conseguenza non consente di imporre decisioni e vincoli che non siano già presenti, bensì stimola e coordina una larga pluralità di attori a realizzare progetti concreti e partecipati: in questo caso, attinenti al fiume Tagliamento e al suo bacino di interesse". Lo ha evidenziato in Consiglio regionale l'assessore alla Difesa dell'Ambiente e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, rimarcando che "la valorizzazione dell'ambiente deve considerare questo bene come prezioso ma non certo un'entità da congelare e intoccabile, tantomeno da rendere impraticabile, bensì come un patrimonio del quale è necessario garantire la fruibilità ora e in futuro".

L'assessore ha ricordato di avere ricevuto mandato dalla Giunta regionale il 4 settembre 2020 ad avviare il percorso finalizzato alla candidatura del Bacino del fiume Tagliamento a Riserva Mab (Man and Biosphere) dell'Unesco.

Scoccimarro ha spiegato che, mentre il titolo di Patrimonio Mondiale dell'Umanità, assegnato per esempio ai Sassi di Matera e alle Dolomiti, mira alla conservazione e alla tutela di patrimoni culturali e naturali riconosciuti per il loro eccezionale valore universale, le Riserve della Biosfera - come il Parco di Miramare, il Delta del Po, l'Arcipelago toscano, le Alpi Giulie - nascono per promuovere l'interazione tra l'uomo e ambiente.

"Di conseguenza, nell'accezione Mab il sostantivo 'riserva' non deve far pensare a luoghi chiusi, immutabili e inaccessibili all'uomo e alle sue attività. Il termine riserva - ha precisato Scoccimarro - deve infatti essere inteso nella sua accezione anglosassone, nel significato che gli assegna la lingua nella quale è stato stilato il protocollo dell'Unesco, che è di presidio, o meglio, di patrimonio. La Riserva Mab - ha poi puntualizzato - è una cassaforte di risorse umane e naturali da proteggere, perché costituiscono la fonte di ricchezza che può garantire lo sviluppo sostenibile delle comunità residenti sul territorio e di quelle delle terre adiacenti".

"In particolare - ha concluso - le funzioni della Riserva Mab sono conservazione, educazione e sviluppo. Da queste funzioni derivano le altrettante zone nelle quali si suddivide geograficamente la Riserva: 'cure zone', l'area già sottoposta a stringenti normative di tutela ambientale, 'buffer zone', che circonda l'area precedente e la protegge, 'transition zone', non sottoposta a vincoli giuridici e nella quale possono essere ospitate tutte le attività dell'uomo. Quest'ultima area include le città". 

"Di fronte alla necessità della massima tutela possibile per il Tagliamento, la maggioranza regionale pensa, invece, a non imporre troppi vincoli agli organizzatori delle 'manifestazioni e attività ludico-sportive', per usare le parole della consigliera Piccin, lungo il fiume o nel suo greto, confermando la sua visione di sviluppo per questa terra, che passa per opere a forte impatto ambientale e mancanza di un’adeguata salvaguardia dei beni naturali". È il commento del capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, dopo la discussione in Aula dell’interrogazione di Piccin, preoccupata delle possibili ripercussioni sulla fruizione del Tagliamento derivanti dal riconoscimento di Riserva Mab (Man and Biosphere) dell’Unesco.

"Non solo è stato avviato l’iter per richiedere un livello di tutela inferiore al dovuto per questo fiume straordinario dal punto di vista paesaggistico ed ecologico, che ha contribuito alla costruzione dell’identità di un territorio dalla storia millenaria e che ha un valore universale, ma si continua a legittimare manifestazioni che autorizzano a considerare gli alvei dei corsi d’acqua e le zone circostanti aree per il divertimento dei fuoristradisti e non, quali invece sono, zone di particolare ricchezza naturalistica, e, come tali, da rispettare", afferma Moretuzzo, già promotore, con il collega Giampaolo Bidoli, di una mozione per chiedere alla Regione di proporre la candidatura del Tagliamento a Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco – sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione e bocciata dalla maggioranza regionale – e primo firmatario di una petizione pubblica per il riconoscimento Unesco che ha raccolto quasi 15 mila firme di cittadini che "vedono nel Tagliamento un’occasione paradigmatica per immaginare un futuro diverso e più sostenibile per la nostra terra. È evidente che non la pensano allo stesso modo l’assessore Scoccimarro e la maggioranza, ben più attenti agli interessi che gravitano attorno a questo fiume piuttosto che alla sua migliore conservazione".

1 Commenti
reant1972@libero.it

Per una volta mi trovo d'accordo con l'opposizione riguardo a queste affermazioni della maggioranza regionale: perché fare tanti distinguo e scomodare le interpretazioni di una traduzione dall'anglosassone per dire come verrà trattato il fiume? E' possibile che se in italiano dico "riserva" o "conservazione" qualcuno capisce il contrario e pensa che giusto farci quello che si vuole? Chi ad esempio ha possedimenti in zone tutelate come il Parco delle Prealpi Giulie e simili sa benissimo che non può tagliare tutti gli alberi che vuole, non può appiccare fuochi, costruire case o stavoli dove gli pare e così via. Per il Tagliamento deve essere lo stesso: lo manteniamo naturale e gestito quanto più possibile per evitare inondazioni contro l'uomo ma non possiamo "intervenire" come ci pare visto che a qualcuno fa comodo interpretare le parole come gli vanno meglio.

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