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'Tutti dobbiamo lavorare per tornare in zona gialla'

Shaurli (Pd): "Se siamo in zona arancione e non rossa il merito è del Governo, contro cui Fedriga è sceso in piazza"

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“Se almeno siamo in zona arancione e non in quella rossa il merito è del Governo, quel Governo contro cui Fedriga è sceso in piazza dopo il primo Dpcm e dopo la chiusura dei locali alle 18.00. Ci vuole faccia tosta per rivendicare risultati mentre si contano a migliaia i contagi e a centinaia i morti. Se questa Regione avesse ascoltato Fedriga e i suoi sindaci che invitavano a ribellarsi alle regole, ora saremmo alla catastrofe. Le decisioni sono prese fortunatamente in base ai parametri che Fedriga contestava quando gli stavano scomodi, la credibilità di Gimbe è la stessa dello scorso 7 maggio scorso quando la citava Fedriga”. Così il segretario regionale PdFvg Cristiano Shaurli, all'annuncio del presidente della Regione Massimiliano Fedriga che il Friuli Venezia Giulia resterà in zona arancione.

Per l'esponente dem “tutti dobbiamo lavorare per tornare in zona gialla, lo ha fatto la stragrande maggioranza dei cittadini che meritano politici ‘responsabili’ che non cambino idea ogni due giorni. Il Pd collabora con proposte e sostenendo le azioni che valuta positive: lo abbiamo dimostrato con i fatti. Ma non siamo qui per applaudire e dire ‘bravo’ a Fedriga quando non ascolta sbaglia, e se per il presidente questo è ‘denigrare’ ci spiace per lui perché non ha capito l'essenza del confronto democratico”.

“Se vuol continuare a raccontare ‘l’isola felice e i migliori delmondo’ – aggiunge Shaurli - faccia un giro nei pronto soccorso e nelle case di riposo della sua Regione, provi a chiedere quanti tamponi rapidi hanno visto nelle scuole o che risposte ricevono cittadini e famiglie preoccupate”.

"Evitare peggioramenti che facciano precipitare il Fvg in zona rossa è un obiettivo e auspicio comune. Ma il fatto che il governo regionale si ostini a scaricare colpe sulle opposizioni e continui ad avere un altalenante cambio di posizioni, contribuisce a creare ulteriore confusione in quei cittadini che vengono poi tacciati come irresponsabili. L'auspicio è di sentire meno racconti sui primati della Regione e un maggiore riconoscimento delle problematiche, così da risolverle con il contributo di tutti". A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Roberto Cosolini, commentando le dichiarazioni del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga e dell'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, oggi presente alla seduta della III commissione.

"Se non entriamo in zona rossa siamo tutti molto contenti. Resta tuttavia evidente il crescendo nel mese di novembre di una preoccupante situazione dell'emergenza pandemica, tanto che il presidente Fedriga aveva recentemente ipotizzato delle zone rosse anche in Fvg. Nella sua ultima conferenza stampa aveva poi annunciato un’ordinanza che, con alcuni ripensamenti, tendeva, fra divieti e raccomandazioni, a stringere un po' le maglie nella gestione di una fase evidentemente critica".

"Stona perciò che Fedriga e anche Riccardi, oggi in commissione, chiamino sempre in causa i comportamenti a loro dire scorretti dell’opposizione. Opposizione che ha più volte dato disponibilità a collaborare, ha dimostrato, come suo dovere, la criticità di alcune situazioni e ha mantenuto un atteggiamento coerente. Non sempre è stato così dalla parte opposta, dove si è passati dalle critiche in piazza al dpcm di ottobre, alle critiche alla zona arancione poi ai toni fortemente preoccupati di qualche giorno fa. Non vorremmo che, nella misura in cui sembri che la situazione possa tendere a un leggero miglioramento, di cui siamo i primi a essere soddisfatti, pensieri e prospettive si ribaltino nuovamente così da ritrovarci alle iniziali posizioni di contrasto politico e istituzionali, in cui si narrava di una Regione da primati e di un Governo centrale carente di ascolto e azione".

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