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Al via l’assemblea degli avvocati del Nordest italiano

Occasione per un bilancio della situazione del Tribunale dopo un anno e mezzo di pandemia. “Le risorse del Pnrr coprano le carenze di organico”

Al via l’assemblea degli avvocati del Nordest italiano

La pandemia da Covid-19, si tradurrà, al netto delle dolorose conseguenze sanitarie e umane, in una opportunità per il Tribunale di Udine.

Lo afferma il presidente dell’Ordine degli avvocati di Largo Ospedale Vecchio, Massimo Zanetti, in vista della riunione dei legali del nordest Italia che sarà ospitata domani in città e che segna il ritorno alla normale attività istituzionale dell’Unione che raggruppa gli ordini professionali di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige.

“Di fatto la pandemia e la necessità di evitare assembramenti ha permesso di ridiscutere consuetudini che sembravano non modificabili – spiega il Presidente Zanetti - La calendarizzazione delle udienze penali ne è un esempio: prima della pandemia era prassi fissare anche 10 processi alla medesima ora, comportando lunghe attese per le parti, i testimoni e gli avvocati. Oggi non è più così”.

“Ad Udine è stato approvato nel settore civile – aggiunge la presidente dell’Unione Triveneta degli avvocati, la legale udinese Alessandra Stella – un protocollo in virtù del quale, nei procedimenti di separazione e divorzio consensuale, le parti non debbono più comparire più davanti al Presidente bastando una semplice dichiarazione sottoscritta con la quale confermano le condizioni del ricorso”. Resta comunque il nodo dell’organico.

“Il Tribunale di Udine allo stato è come una vettura con il motore di una Ferrari montato sul telaio di una berlina – aggiunge Zanetti – L’organico dei magistrati è sostanzialmente al completo, mentre quello del personale amministrativo tocca carenze del 40%. La riforma della giustizia che, secondo il 35% degli avvocati italiani, rappresenta il primo obiettivo da raggiungere per far uscire il paese dalla crisi e tornare a crescere (Censis, Rapporto 2021) non può più focalizzarsi sulle modifiche del processo, ma deve prevedere investimenti per l’apparato amministrativo. Oggi la grande opportunità viene dai fondi del PNRR che destinano al “pianeta Giustizia” circa 2,8 miliardi di euro su base nazionale e che si spera risolveranno, ad esempio, il problema della sede della Procura della Repubblica e quello che, per Udine, è obbiettivamente un settore in grande sofferenza, vale a dire la volontaria giurisdizione dove le carenze di organico rallentano l’iter dei provvedimenti”.

Solo investendo intelligentemente i fondi che la Ue mette a disposizione si potranno superare le storture che la pandemia ha semplicemente reso più evidenti.

“Un esempio? Durante la pandemia, il personale delle cancellerie del tribunale civile di Udine e di altre realtà del triveneto ha lavorato in “lavoro agile”, modalità che ancora oggi viene utilizzata - spiega Alessandra Stella – Ma non avevano la possibilità di accedere al fascicolo telematico del processo civile. Quindi, anche se il magistrato emetteva un provvedimento o scioglieva una riserva, il personale di cancelleria non poteva procedere con i successivi adempimenti. L’auspicio è quindi che le risorse che arriveranno dal PNRR siano investite nella concreta e non solo annunciata digitalizzazione del processo”.

“É paradossale che si sia disposto l’obbligo di collocare il personale di cancelleria in smart working - aggiunge Zanetti - pur non avendo la possibilità di dotarlo di mezzi idonei per lavorare. Nel settore penale oltretutto lo smart working non è in alcun modo praticabile non esistendo un fascicolo digitale”.

Sul fronte più strettamente professionale, il presidente di Udine Zanetti rileva un’inversione di tendenza rispetto ai decenni passati. “Il numero degli avvocati in città non cresce più esponenzialmente come avveniva nel passato e dal 2018 – afferma - siamo sostanzialmente a crescita zero (1123 iscritti). Nonostante la pandemia la professione di avvocato comunque tiene, anche se il reddito medio ha subito un’importante flessione, le donne avvocate guadagnano meno dei colleghi maschi e persiste una obbiettiva difficoltà per i più giovani. In prospettiva l’aria che si respira non è delle migliori: la professione non è più ambita come una volta. Per certi aspetti - conclude Zanetti - la vera riforma della giustizia non potrà prescindere anche dalla necessità di rinnovare nel cittadino una fiducia nei confronti dei protagonisti della giurisdizione”.

L’appuntamento con l’assemblea degli avvocati del nordest italiano è fissato per sabato 6 novembre alle 10 a palazzo Belgrado; saranno presenti Alessandra Stella – Presidente dell’unione triveneta degli avvocati, e Massimo Zanetti – Presidente dell’ordine degli avvocati di Udine.

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